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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Il reato di infedeltà patrimoniale si estende anche a chi compie atti di disposizione patrimoniale non nell’interesse proprio, ma nell’interesse di un terzo

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 28133 depositata il 31 luglio 2025, intervenendo in tema del reato di infedeltà patrimoniale, ha contribuito ad un importante evoluzione  della giurisprudenza italiana in ordine all'infedeltà patrimoniale, disciplinata dall'articolo 2634 del codice civile. Con questa decisione, la Corte ha precisato che la punibilità per infedeltà patrimoniale si estende anche a chi compie atti di disposizione patrimoniale non nell'interesse proprio, ma nell'interesse di un terzo. Il caso sottoposto alla Corte Il procedimento riguardava E.A., procuratore speciale e direttore generale della società Fondo S. sce a.r.l., controllata dalla società nazionale di mutuo soccorso C.P. E.A. era stato accusato di aver stipulato due atti di transazione in conflitto di interessi: uno con L.R., direttore generale del Fondo S. dal 2014 al dicembre 2019, e l'altro con F.M., co-direttore [...]

Intermediazione illecita di manodopera e appalto “fasullo”

La Corte di Cassazione – Sezione Lavoro – con l'ordinanza n. 16153 depositata il 16 giugno 2025, intervenendo in tema di interposizione illecita di manodopera e licenziamento, ha riaffermato il principio secondo cui "si configura intermediazione illecita ogni qual volta l'appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa, rimanendo eventualmente in capo al medesimo, quale datore di lavoro, i soli compiti di gestione amministrativa del rapporto (quali retribuzione, pianificazione delle ferie, assicurazione della continuità della prestazione), senza tuttavia una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo (Cass. 7898 del 2011 e negli stessi termini fra le più recenti Cass. n. 23215 del 2022; n. 15557 del 2019; n. 27213 del 2018; n. 27105 del 2018; n. 10057 del 2016; n. 7820 del 2013)." Per cui a parere di chi scrive, come da costante [...]

Il controllo di legittimità sul ragionamento presuntivo nell’accertamento tributario

L'ordinanza n. 21058, depositata il 24 luglio 2025 dalla Sezione Tributaria della Corte di Cassazione, interviene su una questione giuridica di rilevanza sistemica: la possibilità di sindacare, in sede di legittimità, la tenuta logico-giuridica del ragionamento presuntivo posto a fondamento dell’accertamento tributario. I giudici di legittimità chiariscono che la presunzione semplice, prevista dall’art. 2729 c.c., è soggetta a parametri di validità (gravità, precisione e concordanza) la cui applicazione, ove travisata, può essere oggetto di censura ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., per falsa applicazione di norma di diritto. 1. Riforma processuale e presunzioni: un punto di equilibrio A seguito della riforma del processo tributario (l. n. 130/2022, art. 6 – D.Lgs. n. 546/1992, art. 7, comma 5‑bis) ha regolato l'onere della prova in capo all’amministrazione finanziaria, prevedendo che il giudice debba annullare l’atto impositivo se le violazioni non siano [...]

Obblighi di monitoraggio fiscale (art. 4 D.L. 28 giugno 1990 n. 167) e IVAFE (art. 19 D.L. 6 dicembre 2011 n. 201): i chiarimenti nella recente risposta n. 11 del 2025

Con la Risposta a interpello n. 11 del 28 luglio 2025, l’Agenzia delle Entrate è tornata a esaminare il tema degli obblighi di monitoraggio fiscale e di IVAFE (Imposta sul Valore delle Attività Finanziarie detenute all’Estero), fornendo chiarimenti importanti sulla corretta qualificazione delle attività estere, sul soggetto tenuto all’adempimento dichiarativo e sugli obblighi di pagamento dell’imposta patrimoniale. Il monitoraggio fiscale e di imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE) ha conosciuto importanti chiarimenti, sia normativi che di prassi. In particolare, l’Interpello n. 693/2021 e la recente Risposta n. 11/2025 dell’Agenzia delle Entrate offrono spunti interpretativi rilevanti in tema di obblighi dichiarativi da parte dei soggetti residenti, con riferimento a fondi esteri non negoziati e alla detenzione indiretta tramite trust o fiduciaria. In particolare, l’Agenzia ha confermato che rientrano nel perimetro dell’art. 4 del D.L. 28 giugno 1990, [...]

Non basta lo scostamento dai parametri o studi di settore: verso un obbligo motivazionale rafforzato per l’Amministrazione finanziaria

La recente ordinanza n. 20738 depositata il 22 luglio 2025 della Corte Suprema, sezione tributaria, sottolinea un principio ormai consolidato: la motivazione dell’avviso di accertamento non può limitarsi al mero rilievo dello scostamento dai parametri o dagli studi di settore, ma deve esplicitare le ragioni per cui sono state superate o non ritenute attendibili le contestazioni sollevate dal contribuente in sede di contraddittorio. In particolare, l’Ufficio tributario è tenuto a integrare la motivazione con una chiara spiegazione delle ragioni per cui non ritiene fondate le giustificazioni presentate, altrimenti l’atto è affetto da vizio motivazionale. Precedenti giurisprudenziali significativi • Ordinanza Cass. n. 28743/2022 (4 ottobre 2022) La Corte ha affermato che, quando il contribuente produce elementi concreti in sede di contraddittorio che giustificano gli scostamenti dagli “studio di settore”, l’Ufficio deve esplicitare nelle motivazioni i motivi per cui [...]

Riflessioni sulle notificazioni nei casi di irreperibilità del destinatario degli atti o avvisi in ambito tributario

1. Contesto normativo e giurisprudenziale In ambito tributario in presenza di irreperibilità del destinatario di un atto tributario l'articolo 60 del D.P.R. n. 600 del 1973, lett. e), disciplina la notificazione e richiama espressamente l'art. 140 c.p.c. La normativa che disciplina la notificazione prevede, quindi, un apposita procedura da seguire in ipotesi di irreperibilità c.d. relativa (momento­rea assenza), mentre è prevista una modalità semplificata solo per l’irreperibilità assoluta, cioè quando il contribuente vive in luogo sconosciuto o abbia abbandonato definitivamente la sede del domicilio fiscale. Per la Suprema Corte, nell'ordinanza n. 19520 depositata il 15 luglio 2025 ha ribadito che "In tema di notificazione degli atti impositivi, prima di effettuare la notifica secondo le modalità previste dall'art. 60, comma 1, lett. e), del D.P.R. n. 600 del 1973 in luogo di quella ex art. 140 [...]

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