
Licenziamento illegittimo: l’aliunde perceptum non si detrae dal risarcimento minimo
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 22686 depositata il 22 luglio 2025, intervenendo in tema di aliunde perceptum (redditi che un lavoratore ha percepito nel periodo successivo al licenziamento), ha affermato il principio secondo cui "nell'ambito del contratto a tutele crescenti di cui al decreto legislativo 23/15, in caso di licenziamento dichiarato illegittimo ai sensi del co. 1 dell’art. 2 del medesimo decreto, con condanna del datore al risarcimento dei danni a norma del co. 2 dello stesso articolo, al lavoratore compete la misura minima risarcitoria delle cinque mensilità anche nel caso in cui abbia trovato alternativa occupazionale prima del decorso di cinque mesi, restando irrilevante l’aliunde perceptum (detraibile in generale dall’indennità risarcitoria complessiva) maturato nel detto periodo." Il caso concreto La vicenda esaminata dalla Suprema Corte ha riguardato un lavoratore licenziato [...]
La deduzione degli ammortamenti nei contratti di affitto d’azienda: disciplina civilistica, rilevanza fiscale e onere della prova
La disciplina fiscale consente che le parti del contratto di affitto di azienda possano derogare convenzionalmente alla disciplina civilistica di cui all’art. 2561 c.c. e nel caso in cui l’affittuario non assuma convenzionalmente l’obbligo di mantenimento in efficienza del compendio aziendale il diritto di deduzione degli ammortamenti non viene traslata sul reddito dell’affittuario
La normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro prefigura la possibilità di avere nell’ambito di una medesima impresa una pluralità di datori di lavoro. Per cui è possibile la contestuale presenza di un datore di lavoro al vertice dell’intera organizzazione e di uno o più datori di lavoro che potrebbero definirsi ‘sottordinati’
La normativa sulla sicurezza sui luoghi di lavoro prefigura la possibilità di avere nell'ambito di una medesima impresa una pluralità di datori di lavoro. Per cui è possibile la contestuale presenza di un datore di lavoro al vertice dell'intera organizzazione e di uno o più datori di lavoro che potrebbero definirsi 'sottordinati'
La nozione tributaristica di impresa commerciale non coincide con quella civilistica, in quanto non può escludersi la qualità di imprenditore anche in colui il quale compia un unico affare, anche se la mera locazione di immobili a terzi non equivale necessariamente ad una vera e propria attività commerciale produttiva di reddito d’impresa
La nozione tributaristica di impresa commerciale non coincide con quella civilistica, in quanto non può escludersi la qualità di imprenditore anche in colui il quale compia un unico affare, anche se la mera locazione di immobili a terzi non equivale necessariamente ad una vera e propria attività commerciale produttiva di reddito d’impresa
Per la qualificazione dei c.d. appalti leggeri non è sufficiente il numero dei dipendenti e la elevata professionalità degli stessi ed in mancanza degli elementi di genuinità si configura una somministrazione illecita o una codatorialità
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 18945 depositata il 10 luglio 2025, intervenendo in tema di appalti ad alta intensità di manodopera, ha affermato il principio di diritto secondo cui "Affinché, quindi, possa configurarsi un genuino appalto di opere o servizi ai sensi dell’art. 29, comma 1, del d.lgs. n. 276 del 2003, è necessario verificare, specie nell’ipotesi di appalti ad alta intensità di manodopera (c.d. labour intensive), che all’appaltatore sia stata affidata la realizzazione di un risultato in sé autonomo, da conseguire attraverso una effettiva e autonoma organizzazione del lavoro, con reale assoggettamento al potere direttivo e di controllo sui propri dipendenti, impiego di propri mezzi e assunzione da parte sua del rischio d’impresa." La vicenda ha riguardato alcuni lavoratori che chiedevano la ricostituzione del rapporto in capo al committente [...]
Effetti sulla legittimità dell’atto impositivo della violazione del comma 5 dell’articolo 12 dello Statuto del contribuente
Effetti sulla legittimità dell'atto impositivo della violazione del comma 5 dell'articolo 12 dello Statuto del contribuente
Effetti differiti, ai soli fini tributari e contributivi, della cancellazione della società dal registro delle imprese
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n.19491 depositata il 15 luglio 2025, intervenendo in tema degli effetti della cancellazione della società dal registro delle imprese, ha ribadito il principio secondo cui "In base all'art. 28, comma 4, cit. l'effetto estintivo della società (di persone o di capitali), qualora derivi da una cancellazione dal registro disposta su richiesta, come nel presente caso, è differito per cinque anni, decorrenti dalla richiesta di cancellazione, con differimento limitato al settore tributario e contributivo ("ai soli fini"), nel senso che l'estinzione intervenuta durante tale periodo non fa venir meno la "validità" e l'"efficacia" sia degli atti di liquidazione, di accertamento, di riscossione relativi a tributi e contributi, sanzioni e interessi, sia degli atti processuali afferenti a giudizi concernenti detti tributi e contributi, sanzioni e interessi, dovendo evidenziarsi che [...]
Tassazione delle plusvalenze sugli immobili oggetto di interventi agevolati con il c.d. “superbonus”
La Commissione di studio CNDCEC “Fiscalità immobiliare e della transizione ecologica” e FNC hanno pubblicato il documento "La tassazione delle plusvalenze su immobili oggetto di interventi agevolati con il c.d. “superbonus”: aspetti controversi". Il documento esamina le plusvalenze su cessioni di immobili oggetto di interventi agevolati con il Superbonus conclusi da non più di 10 anni come previsto dalla legge n. 213/2023 art. 1, commi 64-66. La legge di bilancio (legge n. 213/2023 art. 1, commi 64-66) ha inserito nell'articolo 67, comma 1, del TUIR la nuova lettera b-bis) che prevede la tassazione delle “plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di beni immobili, in relazione ai quali il cedente o gli altri aventi diritto abbiano eseguito gli interventi agevolati” fruendo del c.d. “Superbonus” di cui all’art. 119 del d.l. n. 34/2020, “che si siano [...]