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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Il provvedimento di sequestro preventivo di cui all’art. 321, comma 2, cod. proc. pen., finalizzato alla confisca di cui all’art. 240 cod. pen., deve contenere la concisa motivazione anche del “periculum in mora”, da rapportare alle ragioni che rendono necessaria l’anticipazione dell’effetto ablativo della confisca rispetto alla definizione del giudizio

Il provvedimento di sequestro preventivo di cui all'art. 321, comma 2, cod. proc. pen., finalizzato alla confisca di cui all'art. 240 cod. pen., deve contenere la concisa motivazione anche del "periculum in mora", da rapportare alle ragioni che rendono necessaria l'anticipazione dell'effetto ablativo della confisca rispetto alla definizione del giudizio

Processo tributario: società estintasi per cancellazione dal registro delle imprese il processo tributario prosegue nei confronti dei soci

La Corte di Cassazione a Sezioni Unire con la sentenza n. 3625 depositata il 12 febbraio 2025, chiamata a dirimere un contrasto giurisprudenziale in ordine alla responsabilità dei soci di società cancellate per debiti tributari, ha ribadito, in tema di legittimazione passiva, il principio di diritto secondo cui " riguardo agli effetti tanto sostanziali quanto processuali della cancellazione-estinzione della società, così come evincibili da Cass. SSUU, 12 marzo 2013, nn. 6070, 6071 e 6072. Ciò nel senso che, sul piano sostanziale, qualora all'estinzione della società, di persone o di capitali, conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese, non corrisponda il venir meno di ogni rapporto giuridico facente capo alla società estinta, “si determina un fenomeno di tipo successorio, in virtù del quale: a) l'obbligazione della società non si estingue, ciò che sacrificherebbe ingiustamente il diritto del [...]

Responsabilità solidale, nelle ipotesi di revoca dell’agevolazione “prima casa”, tra più soggetti in comunione pro indivisa

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 2505 depositata il 3 febbraio 2025, intervenendo in tema di agevolazioni fiscali della c.d. prima casa, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "In tema di benefici per l’acquisto della prima casa, in caso di acquisto dell’immobile adibito ad abitazione non di lusso, in comunione e pro indiviso da parte di più soggetti, la decadenza dell’agevolazione ai sensi dell’art. nota II- bis, punto 4, della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. n. 131/1986, in caso di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito dell’ immobile acquistato con i detti benefici prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del suo acquisto, comporta in capo agli acquirenti la responsabilità solidale dell'obbligazione tributaria ai sensi dell’ art. 57, comma 1, D.P.R. n. 131 [...]

Legittimo il licenziamento del dipendente che svolge un’attività imprenditoriale autonoma in quanto è tenuto ad una condotta leale con gli interessi dell’azienda e deve evitare qualsiasi comportamento, anche extra-lavorativo, che ingeneri un conflitto con gli obiettivi e l’organizzazione aziendale

Legittimo il licenziamento del dipendente che svolge un'attività imprenditoriale autonoma in quanto è tenuto ad una condotta leale con gli interessi dell’azienda e deve evitare qualsiasi comportamento, anche extra-lavorativo, che ingeneri un conflitto con gli obiettivi e l’organizzazione aziendale

Per l’azione revocatoria, nell’ipotesi in cui l’atto sia predisposto prima del sorgere del credito, integrare la “dolosa preordinazione” richiesta dallo art. 2901, primo comma, cod. civ. non è sufficiente la mera consapevolezza, da parte del debitore, del pregiudizio che l’atto arreca alle ragioni dei creditori

Per l'azione revocatoria, nell'ipotesi in cui l'atto sia predisposto prima del sorgere del credito, integrare la "dolosa preordinazione" richiesta dallo art. 2901, primo comma, cod. civ. non è sufficiente la mera consapevolezza, da parte del debitore, del pregiudizio che l'atto arreca alle ragioni dei creditori

Indeducibile le somme versate a seguito dell’escussione di una fideiussione rilasciata a favore di una società controllata, poichè costituiscono somme versate a fondo perduto

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 3878 depositata il 15 febbraio 2025, intervenendo in tema di deducibilità per l'escussione di una fideiussione, ha statuito che ​in tema di deduzione delle perdite dal reddito d'impresa, se il pagamento del debito della società partecipata sia stato eseguito, in base ad un contratto di fideiussione, nello stesso anno d'imposta in cui si sarebbe verificata la perdita del credito da regresso, sorto con il pagamento del debito della partecipata al creditore concordatario non soddisfatto integralmente, detto credito da regresso, non essendo sorto e non essendo stato tassato come componente positivo del reddito in precedenti esercizi, non può essere dedotto dalla base imponibile, andando a costituire, di fatto, un versamento a fondo perduto, come tale non deducibile, in favore della società partecipata. La vicenda ha riguardato una [...]

Il diritto del locatore a conseguire il risarcimento del danno da mancato guadagno a causa della risoluzione del contratto per inadempimento del conduttore non viene meno, di per sé, in seguito alla restituzione del bene locato prima della naturale scadenza del contratto

Il diritto del locatore a conseguire il risarcimento del danno da mancato guadagno a causa della risoluzione del contratto per inadempimento del conduttore non viene meno, di per sé, in seguito alla restituzione del bene locato prima della naturale scadenza del contratto

Processo tributario: nullità della sentenza per vizio di motivazione

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 2605 depositata il 3 febbraio 2025, intervenendo in tema nullità della sentenza per vizio di motivazione, ha ribadito che "gli estremi della nullità della sentenza per vizio della motivazione, denunciabili ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 4) cod. proc. civ., possono dirsi integrati quando "non sia possibile individuare il percorso argomentativo della pronuncia giudiziale, funzionale alla sua comprensione e alla sua eventuale verifica in sede di impugnazione", ciò non essendo, nondimeno, configurabile nel caso di "una pur succinta esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione impugnata" (cfr. Sez. 3, Ordinanza del 15 novembre 2019, n. 29721). Ovvero qualora la motivazione "risulti del tutto inidonea ad assolvere alla funzione specifica di esplicitare le ragioni della decisione (per essere afflitta da un contrasto irriducibile [...]

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