News – Blog

News – Blog2026-09-05T14:45:47+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

La bancarotta da operazioni dolosi o impropria non è esclusa dalla rateizzazione dei debiti fiscali

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 11740 depositata il 25 marzo 2025, intervenendo in tema di bancarotta impropria, ha ribadito il principio secondo cui "nella bancarotta impropria cagionata da operazioni dolose, le condotte dolose devono porsi in nesso eziologico con il fallimento; ciò che rileva, ai fini della bancarotta fraudolenta impropria, non è l'immediato depauperamento della società, bersi la creazione, o l'aggravamento, di una situazione di dissesto economico che, prevedibilmente, condurrà al fallimento della società (in tal senso, Sez. 5, n. 40998 del 20.5.2014, Co., Rv.262188)." La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società dichiarata fallita, accusato del reato di bancarotta impropria, per avere cagionato il fallimento della società per effetto di operazioni dolose consistite nel sistematico, protratto, omesso versamento delle imposte dirette e indirette per un importo di oltre cinque [...]

Illegittimo il licenziamento per condotte extralavorative se il datore di lavoro non dimostri l’effettiva rilevanza giuridica nel contesto aziendale

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 7793 depositata il 24 marzo 2025, intervenendo in tema di licenziamento per condotte extralavorative, ha ribadito il principio secondo cui " la condotta illecita extralavorativa è suscettibile di rilievo disciplinare poiché il lavoratore è tenuto non solo a fornire la prestazione richiesta ma anche, quale obbligo accessorio, a non porre in essere, fuori dall'ambito lavorativo, comportamenti tali da ledere gli interessi morali e materiali del datore di lavoro o compromettere il rapporto fiduciario con lo stesso; tali condotte, ove connotate da caratteri di gravità, possono anche determinare l'irrogazione della sanzione espulsiva (Cass. n. 267 del 2024; n. 28368 del 2021; n. 16268 del 2015)." La vicenda ha riguardato una dipendente di una società per azioni che veniva arrestata per traffico e spaccio di stupefacenti. La datrice [...]

Legittimazione a proporre impugnazione e rappresentanza e difesa in giudizio, l’Agenzia delle Entrate–Riscossione

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 6589 depositata il 12 marzo 2025, intervenendo in tema di legittimazione a proporre l'impugnazione, o a resistere ad essa e della rappresentanza e difesa in giudizio dell'Agenzia delle Entrate–Riscossione, ha ribadito il principio, in ordine alla legittimazione, secondo cui " la legittimazione a proporre l'impugnazione, o a resistere ad essa, spetta solo a chi abbia assunto la veste di parte nel giudizio di merito, secondo quanto risulta dalla decisione impugnata, tenendo conto sia della motivazione che del dispositivo, a prescindere dalla sua correttezza e corrispondenza alle risultanze processuali nonché alla titolarità del rapporto sostanziale, purché sia quella ritenuta dal giudice nella sentenza della cui impugnazione si tratta" (Cass. n. 15356 del 2020; Cass. n. 13584 del 2017; Cass. n. 20789 del 2014). Né può affermarsi che "quand'anche [...]

Valido il licenziamento comunicato solo sulla pec del difensore del lavoratore, nell’ipotesi in cui abbia eletto il proprio domicilio presso il legale

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 7480 depositata il 20 marzo 2025, intervenendo in tema di comunicazione del licenziamento a seguito della procedura disciplinare, ha statuito la validità del licenziamento disciplinare comunicato solo sulla pec dell'avvocato, nell’ipotesi in cui il lavoratore abbia eletto il proprio domicilio presso il legale durante il procedimento disciplinare. La vicenda ha riguardato un dipendente a cui la notifica del licenziamento, a conclusione della procedura disciplinare, veniva effettuato solo sulla PEC del suo difensore. Il lavoratore impugnava il provvedimento di espulsione deducendo, in particolare, la nullità dello stesso per non essergli stato comunicato direttamente. Il Tribunale adito, nella veste di giudice del lavoro, rigettava l’impugnazione del licenziamento disciplinare. Il dipendente proponeva appello. La Corte territoriale rigettava l’impugnazione da lui proposta. Il dipendete avverso la decisione di appello [...]

La banca può appellare la sentenza nei confronti dei soci se nelle more del giudizio la società è stata cancellata dal registro

La Corte di Cassazione, sezione prima, con l'ordinanza n. 6662 depositata il 13 marzo 2025, intervenendo in tema di cancellazione della società dal registro delle imprese mentre pende un giudizio, ha ritenuto applicabile il principio di diritto statuito in tema tributario secondo cui " (Cass., n.9094/2017 e successive conformi) ha più volte statuito (in tema di contenzioso tributario) che, qualora l'estinzione della società di capitali, all'esito della cancellazione dal registro delle imprese, intervenga in pendenza del giudizio di cui la stessa sia parte, l'impugnazione della sentenza resa nei riguardi della società deve provenire o essere indirizzata, a pena d'inammissibilità, dai soci o nei confronti dei soci succeduti alla società estinta in quanto il limite di responsabilità degli stessi di cui all'art. 2495 c.c. non incide sulla loro legittimazione processuale ma, al più, sull'interesse ad agire [...]

Ricorso in cassazione l’impugnante abbia allegato espressamente o implicitamente che la sentenza contro cui ricorre gli sia stata notificata ai fini del decorso del termine breve di impugnazione (nonché nell’ipotesi in cui tale circostanza sia stata eccepita dal controricorrente o sia emersa dal diretto esame delle produzioni delle parti o del fascicolo d’ufficio) sorge a carico del ricorrente l’onere di depositare la copia autentica della sentenza impugnata

La Corte di Cassazione, sezione terza, con l'ordinanza n. 6112 depositata il 7 marzo 2025, intervenendo in tema di tempestività del ricorso in cassazione, ha ribadito il principio secondo cui "in tema di notificazione del provvedimento impugnato ad opera della parte, ai fini dell'adempimento del dovere di controllare la tempestività dell'impugnazione in sede di giudizio di legittimità, assumono rilievo le allegazioni delle parti, nel senso che, ove il ricorrente non abbia allegato che la sentenza impugnata gli è stata notificata, si deve ritenere che il diritto di impugnazione sia stato esercitato entro il c.d. termine ‘lungo’ di cui all'art. 327 c.p.c., procedendo all'accertamento della sua osservanza, mentre, nella contraria ipotesi in cui l'impugnante abbia allegato espressamente o implicitamente che la sentenza contro cui ricorre gli sia stata notificata ai fini del decorso del termine breve di [...]

Il credito IVA dell’anno precedente va riconosciuto anche se la dichiarazione IVA è nulla oppure è stata omessa

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 5129 depositata il 27 febbraio 2025, intervenendo in tema di emendabilità della dichiarazione IVA e riconoscimento del credito IVA, ha ribadito i seguenti principi di diritto secondo cui "a) la dichiarazione presentata a mezzo posta, anziché in via telematica, è affetta da nullità ai sensi dell'art. 1, comma 1, P.R. n. 322 del 1988; b) detta dichiarazione, sebbene nulla, non impedisce al contribuente di usufruire, al pari della omessa dichiarazione, a determinate condizioni, del credito eventualmente maturato nel corrispondente anno di imposta" La vicenda ha riguardato una società contribuente a cui era stato notificato una cartella di pagamento emessa a seguito di controllo automatizzato della dichiarazione, con la quale era stata disconosciuta la detraibilità del credito IVA utilizzato in compensazione, maturato nell'anno di imposta precedente, per [...]

Torna in cima