
E’ legittimo il licenziamento di un dipendente per l’utilizzo improprio della vettura durante l’orario lavorativo retribuito
E' legittimo il licenziamento di un dipendente per l'utilizzo improprio della vettura durante l'orario lavorativo retribuito
Processo tributario: inammissibilità delle nuove domande non contenute nel ricorso introduttivo
L'art. 57 del codice del processo tributario (D.Lgs. n. 546 del 1992) intitolato "Domande ed eccezioni nuove" statuisce che "1. Nel giudizio d'appello non possono proporsi domande nuove e, se proposte, debbono essere dichiarate inammissibili d'ufficio. Possono tuttavia essere chiesti gli interessi maturati dopo la sentenza impugnata. 2. Non possono proporsi nuove eccezioni che non siano rilevabili anche d'ufficio." Sul punto il consolidato orientamento della Suprema Corte ha evidenziato che in ordine alla "natura impugnatoria del processo tributario ed alla correlativa definizione del thema decidendum e dello ius novorum in sede di appello" Sul tema la Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 2286 depositata il 31 gennaio 2025 ha ribadito il principio secondo cui "nel giudizio tributario, l'oggetto del dibattito processuale è delimitato, da un lato, dalle ragioni di fatto e di diritto [...]
Illegittimo il licenziamento del dipendente che critica il datore di lavoro o i sui superiori se è esercitato nel limite del diritto di critica ed a difesa di una posizione soggettiva
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 3627 depositata il 12 febbraio 2025, intervenendo in tema di licenziamento e diritto di critica, ha ribadito il principio secondo cui in tema di esercizio del diritto di critica del lavoratore nei confronti del datore di lavoro "la legittimità ove il prestatore (anche nel caso in cui il suo comportamento si traduca in una denuncia in sede penale, la cui legittimazione si fonda sugli articoli 24, primo comma e 21, primo comma, della Costituzione) si sia limitato a difendere la propria posizione soggettiva, senza travalicare, con dolo o colpa grave, la soglia del rispetto della verità oggettiva, con modalità e termini tali da non ledere gratuitamente il decoro del datore di lavoro o del proprio superiore gerarchico e determinare un pregiudizio per l'impresa (v. Cass. 29008 [...]
Le indennità estero non rientrano nella retribuzione c.d. convenzionale e non sono, quindi, soggette a tassazione, qualora vengano erogate esclusivamente a fronte del sacrificio, in termini di vita personale, richiesto al lavoratore adibito ad una sede sita fuori dall’Italia
Le indennità estero non rientrano nella retribuzione c.d. convenzionale e non sono, quindi, soggette a tassazione, qualora vengano erogate esclusivamente a fronte del sacrificio, in termini di vita personale, richiesto al lavoratore adibito ad una sede sita fuori dall’Italia.
Si configura intermediazione illecita ogni qual volta l’appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa, rimanendo eventualmente in capo al medesimo, quale datore di lavoro, i soli compiti di gestione amministrativa del rapporto (quali retribuzione, pianificazione delle ferie, assicurazione della continuità della prestazione), senza tuttavia una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo
Si configura intermediazione illecita ogni qual volta l'appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa, rimanendo eventualmente in capo al medesimo, quale datore di lavoro, i soli compiti di gestione amministrativa del rapporto (quali retribuzione, pianificazione delle ferie, assicurazione della continuità della prestazione), senza tuttavia una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo
La connotazione dissuasiva è rappresentata anche dal risarcimento del danno non patrimoniale che deve essere riconosciuto alla vittima della discriminazione ed il danno deve essere liquidato in via equitativa, nei casi in cui venga in rilievo la lesione di diritti costituzionalmente garantiti provabile anche mediante ragionamenti presuntivi
La connotazione dissuasiva è rappresentata anche dal risarcimento del danno non patrimoniale che deve essere riconosciuto alla vittima della discriminazione ed il danno deve essere liquidato in via equitativa, nei casi in cui venga in rilievo la lesione di diritti costituzionalmente garantiti provabile anche mediante ragionamenti presuntivi.
La legittimazione degli azionisti di risparmio della società incorporata a contestare la congruità del rapporto di cambio, in funzione di una tutela risarcitoria, resta anche successivamente all’efficacia della fusione
La Corte di Cassazione, sezione I, con la sentenza n. 1635 depositata il 23 gennaio 2025, intervenendo in tema di tutela degli azionisti di risparmio, ha statuito il principio secondo cui "La legittimazione degli azionisti di risparmio della società incorporata a contestare la congruità del rapporto di cambio, in funzione di una tutela risarcitoria, resta anche successivamente all’efficacia della fusione. La legittimazione processuale del rappresentante comune degli azionisti di risparmio dell’incorporata non si trasferisce al suo omologo dell’incorporante per effetto dell’efficacia della fusione. Il rappresentante comune degli azionisti di risparmio non è organo sociale bensì corifeo dell'organizzazione di categoria, in posizione tendenzialmente contrapposta nei confronti della società alla luce delle esigenze di tutela degli azionisti "risparmiatori" rispetto agli azionisti "imprenditori" Per i giudici di legittimità il rappresentante comune degli azionisti di risparmio di una società [...]
Processo tributario: rilevabilità d’ufficio delle eccezioni
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 14733 depositata il 27 maggio 2021, intervenendo in tema rilevabilità d'ufficio delle eccezioni, ha ribadito che nel processo tributario vi sono due tipologie di eccezioni da cui scaturiscono effetti diversi che sono le eccezione in senso stretto ( proprio) oppure una eccezione in senso lato (o eccezione in senso improprio o mera difesa). Le eccezioni in senso stretto vanno fatta valere come specifica censura nel ricorso avverso il provvedimento di avviso di accertamento. Per gli Ermellini " nel processo tributario di appello, la nuova difesa del contribuente, ove non sia riconducibile all'originaria "causa petendi" e si fondi su fatti diversi da quelli dedotti in primo grado, che ampliano l'indagine giudiziaria ed allargano la materia del contendere, non integra un'eccezione, ma si traduce in un motivo aggiunto e, [...]