
La comunione legale tra coniugi si differenzia da quella ordinaria in quanto costituisce una comunione senza quote, nella quale essi sono entrambi solidalmente titolari di un diritto avente ad oggetto tutti i beni che la compongono e rispetto alla quale non è ammessa la partecipazione di estranei
La Corte di Cassazione, sezione I, con l'ordinanza n. 2546 depositata il 3 febbraio 2025, intervenendo in tema di comunione legale tra coniugi ed accordo riportato nel verbale di separazione personale dei coniugi, ha ribadito il principio secondo cui "La comunione legale tra coniugi, in quanto finalizzata alla tutela della famiglia piuttosto che della proprietà individuale, si differenzia da quella ordinaria in quanto costituisce una comunione senza quote, nella quale essi sono entrambi solidalmente titolari di un diritto avente ad oggetto tutti i beni che la compongono e rispetto alla quale non è ammessa la partecipazione di estranei, sicché, fintantoché è in essere, permane il diritto del coniuge a non entrare in rapporti di comunione con soggetti ad essa estranei, mentre una volta sciolta per una delle cause di cui all’art. 191 c.c., venendo meno [...]
FAQ: Modalità di trasmissione, registrazioni delle fatture elettroniche e competenza economica
Di seguito le FAQ pubblicate dall'Agenzia delle entrate inerente alle modalità di trasmissione delle fatture elettroniche Faq del 13 febbraio 2025 - Regime del registrato e imputazione dei ricavi. Fatture elettroniche emesse a cavallo d’anno dai contribuenti in regime di contabilità semplificata con opzione per il comma 5 dell’articolo 18 del Dpr 600/73. Per esempio: fattura redatta in data 29 dicembre 2023 ma inviata allo Sdi l’8 gennaio 2024. Si chiede conferma della corretta imputazione del ricavo ai fini dei redditi, che può essere a scelta del contribuente nel 2023 o 2024, alla luce del fatto che, in questi casi, la registrazione del documento potrà avvenire indifferentemente nel 2023 oppure nel 2024. L'articolo 18, comma 5, del d.P.R. n. 600 del 1973 prevede che «Previa opzione, vincolante per almeno un triennio, i contribuenti possono tenere [...]
La disciplina della concorrenza sleale è applicabile a prescindere dai canali di vendita
La Corte di Cassazione, sezione I, con l'ordinanza n. 626 depositata il 10 gennaio 2025, intervenendo in tema di concorrenza sleale verticale ed applicabilità ai negozi online, ha statuito i seguenti principi secondo cui " La comunanza di clientela, quale presupposto della concorrenza sleale, non dipende dall’identità soggettiva degli acquirenti, bensì dalla possibilità di soddisfare lo stesso bisogno di mercato attraverso prodotti analoghi, anche se distribuiti su canali differenti. L’illecito concorrenziale, ex articolo 2598 del Codice Civile, non richiede la prova di un pregiudizio economico attuale: è sufficiente dimostrarne la potenzialità lesiva o il rischio di un danno futuro. " Per gli Ermellini «Una differenziazione dei mercati basata sulla rigida diversificazione dei sistemi di commercializzazione appara priva di ragionevole fondamento giustificativo anche in quanto trascura di considerare la naturale osmosi esistente tra le forme attraverso cui si [...]
La presunzione giurisdizionale dell’attribuzione ai soci degli utili extracontabili nelle società a ristretta base sociale
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, anche dopo l'introduzione del comma 5-bis dell'art. 7 del codice di procedura tributaria (d.lgs. n. 546 del 1992) ha continuato a ritenere applicabile la presunzione di attribuzione ai soci degli utili extracontabili. La Suprema Corte (Cass., sez. V, ordinanza n. 2464 del 2025) ha continuato a dare seguito all'orientamento maggioritario di legittimità secondo cui "...premesso che l'accertamento a carico della società in ordine ai ricavi non contabilizzati (nella specie, la definitività della pretesa tributaria nei confronti della società partecipata deriva dalla mancata impugnazione degli avvisi emessi nei confronti di quest'ultima da parte della stessa) è il presupposto necessario per l'accertamento a carico dei soci in ordine ai dividendi giacché, in mancanza, non sussiste la prova dello stesso fatto costitutivo della pretesa tributaria (Cass., Sez. 5, 26 novembre 2014, n. [...]
Legittimo il licenziamento per abusivo accesso ai conti correnti di varie persone tramite il programma informatico aziendale senza ragioni di servizio in quanto tale comportamento configura una grave violazione dell’obbligo di fedeltà e riservatezza
Legittimo il licenziamento per abusivo accesso ai conti correnti di varie persone tramite il programma informatico aziendale senza ragioni di servizio in quanto tale comportamento configura una grave violazione dell'obbligo di fedeltà e riservatezza
La validità della cartella di pagamento ed il ruolo se viene riportato solo l’indicazione dell’avviso di accertamento senza indicazione della notifica
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 32904 depositata il 17 dicembre 2024, intervenendo in tema di riscossione e validità della cartella di pagamento e del ruolo ha riaffermato il principio secondo cui "in tema di riscossione delle imposte sul reddito, per la validità del ruolo e della cartella esattoriale, ex art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973, non è, in astratto, nemmeno indispensabile l'indicazione degli estremi identificativi o della data di notifica dell'accertamento precedentemente emesso nei confronti del contribuente ed al quale la riscossione faccia riferimento, essendo, al contrario, sufficiente l'indicazione di circostanze univoche ai fini dell'individuazione di quell'atto, così che resti soddisfatta l'esigenza del contribuente di controllare la legittimità della procedura di riscossione promossa nei suoi confronti (Cass. n. 1111 del 2018; Cass. n. 25343 del 2018)." Per i giudici [...]
Processo tributario: efficacia per le sole sanzioni tributarie dell’art. 21-bis del d.lgs. n. 74/2000 delle sentenza penale dibattimentale di assoluzione perché il fatto non sussiste o per non avere commesso il fatto
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 3800 depositata il 14 febbraio 2025, intervenendo in tema di efficacia ed applicabilità dell'art. 21-bis, ha affermato il principio di diritto secondo cui "L’art. 21-bis d.lgs. n. 74 del 2000, introdotto con l’art. 1, d.lgs. n. 87 del 2024, poi recepito nell’art. 119 T.U. della giustizia tributaria, in base al quale la sentenza penale dibattimentale di assoluzione, con le formule perché il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto, ha, nel processo tributario, efficacia di giudicato quanto ai fatti materiali, si riferisce, alla luce di una interpretazione letterale, sistematica, costituzionalmente orientata e in conformità ai principi unionali, esclusivamente alle sanzioni tributarie e non all’accertamento dell’imposta, rispetto alla quale la sentenza penale assolutoria ha rilievo come elemento di prova, oggetto di autonoma valutazione [...]
Qualora il trasferimento della sede di una società è fittizio, ai fini fiscali e fallimentari, la società deve ritenersi avente sede in Italia dove sia imputabile il centro effettivo degli affari
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 1075 depositata il 16 gennaio 2025, intervenendo in tema di trasferimento fittizio della sede della società, ha precisato che qualora il trasferimento della sede di una società è fittizio, ai fini fiscali e fallimentari, la società deve ritenersi avente sede in Italia dove sia imputabile il centro effettivo degli affari. Inoltre ha ribadito che qualora il trasferimento fittizio avvenga in presenza di situazione debitoria persistente in assenza di adeguata prova della effettività del trasferimento, questo deve intendersi fittizio, permanendo la giurisdizione del giudice italiano qualora nella nuova sede non sia effettivamente esercitata attività economica e, soprattutto, non sia stato spostato il centro dell’attività direttiva, amministrativa e organizzativa dell’impresa. Per cui nei casi di trasferimenti fittizi della sede, ai fini fiscali la competenza e dell'ufficio dell'Agenzia delle entrate dove [...]