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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Il reato di indebita compensazione, per crediti inesistenti, si configura in mancanza del presupposto costitutivo

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 1757 depositata il 15 gennaio 2025, intervenendo in tema del reato per indebita compensazione di cui all'art. 10 quater comma 2 del d.lgs. n. 74/2000, ha ribadito il principio, valido anche a seguito delle modifiche introdotte dal d.lgs. n. 87/2024, secondo cui "per poter qualificare un credito come inesistente è necessario che lo stesso sia ancorato ad una situazione non reale o non vera, ossia priva di elementi giustificativi fenomenicamente apprezzabili, se non anche con connotazioni di fraudolenza" (Sez. 3, n. 45558 del 16/11/2022, Poste Italiane, Rv. 284054 - 01 in motivazione)." I giudici di legittimità evidenziano che  "La qualificazione in termini di inesistenza dei crediti opposti in compensazione non trova neppure ostacolo nella previsione dell'art. 1 comma 1 lett. g quater d.lgs. 74/2000, introdotto dal [...]

In tema di dequalificazione professionale, è risarcibile il danno non patrimoniale ogni qual volta si verifichi una grave violazione dei diritti del lavoratore, che costituiscono oggetto di tutela costituzionale

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 3400 depositata il 10 febbraio 2025, intervenendo in tema di demansionamento e relativa quantificazione del danno, ha ribadito il principio secondo cui "In tema di dequalificazione professionale, è risarcibile il danno non patrimoniale ogni qual volta si verifichi una grave violazione dei diritti del lavoratore, che costituiscono oggetto di tutela costituzionale, da accertarsi in base alla persistenza del comportamento lesivo, alla durata e alla reiterazione delle situazioni di disagio professionale e personale, all'inerzia del datore di lavoro rispetto alle istanze del prestatore di lavòro, anche a prescindere da uno specifico intento di declassarlo o svilirne i compiti. La relativa prova spetta al lavoratore, il quale tuttavia non deve necessariamente fornirla per testimoni, potendo anche allegare elementi indiziari gravi, precisi e concordanti, quali, ad esempio, la qualità [...]

La confisca prevista dal d.lgs. n. 231/2001 per autoriciclaggio va applicata su tutto il ricavato senza possibilità di detrarre i costi

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 4753 depositata il 5 febbraio 2025, intervenendo in tema di confisca prevista dal d.lgs. n. 231 del 2001, ha ribadito il principio secondo cui "l’art. 19 del D.lgs. n. 231/2001 prevede la confisca obbligatoria sia del prezzo che del profitto del reato di autoriciclaggio, essendo detto reato contenuto nel catalogo di cui all’art. 25- octies D.lgs. cit. (...) nel caso in cui la legge qualifica come reato unicamente la stipula di un contratto a prescindere dalla sua esecuzione, è evidente che si determina una immedesimazione del reato col negozio giuridico (c.d. "reato contratto") e quest’ultimo risulta integralmente contaminato da illiceità, con l’effetto che il relativo profitto è conseguenza immediata e diretta della medesima ed è, pertanto, assoggettabile a confisca» (Sez. U, n. 26654 del 27/03/2008, [...]

Fallimento: Il credito prescritto va escluso dal computo del calcolo ai fini del superamento della soglia di cui alla lett. c) dell’art. 1 comma 2 l. fall

La Corte di Cassazione, sezione I, con l'ordinanza n. 29008 dell' 11 novembre 2024, intervenendo in tema di superamento della soglia dimensionale concernente l’ammontare dei debiti del fallendo, ha confermato il principio secondo cui "così come il pagamento o la compensazione, la prescrizione è fatto sostanzialmente estintivo del debito, che rende il credito non più esigibile e che ben può essere eccepito dal curatore: ritenere che l’intervenuta prescrizione di un credito (ovviamente di importo tale da essere determinante per il superamento della soglia di cui alla lett. c) dell’art. 1 comma 2 l. fall., e sempre che, (...), sia pacifico il mancato raggiungimento delle altre due soglie) non sia fatto impeditivo della dichiarazione di fallimento e che pertanto non sia compito del giudice del procedimento ex artt. 15 e 18 l. fall. verificare, incidenter tantum, [...]

Il Fondo di garanzia interviene anche quandi il rapporto è proseguito alle dipendenze del cessionario ed il lavoratore ceduto ha semplicemente rinunciato alla solidarietà passiva di quest’ultimo per i crediti maturati alle dipendenze del cedente ed a condizione che il datore di lavoro sia stato dichiarato insolvente ed ammesso alle procedure concorsuali

Il Fondo di garanzia interviene anche quandi il rapporto è proseguito alle dipendenze del cessionario ed il lavoratore ceduto ha semplicemente rinunciato alla solidarietà passiva di quest'ultimo per i crediti maturati alle dipendenze del cedente ed a condizione che il datore di lavoro sia stato dichiarato insolvente ed ammesso alle procedure concorsuali

Onerosità dell’operazione per l’assoggettabilità ad IVA di una prestazione di servizi e relativa detrazione

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 1274 depositata il 19 gennaio 2025, intervenendo in tema di assoggettabilità dell'IVA e del diritto alla detrazione ha ribadito il principio di diritto secondo cui "ai fini della assoggettabilità ad IVA di una prestazione di servizi, e del conseguente diritto alla detrazione dell'imposta assolta, l'onerosità dell'operazione è riconoscibile solo quando tra l'autore della prestazione ed il suo destinatario intercorra un rapporto giuridico di scambio di adempimenti sinallagmatici, per cui il compenso ricevuto dal primo costituisce il controvalore effettivo del servizio prestato al secondo, con la specificazione che il fatto generatore dell'IVA va identificato nella materiale esecuzione di una prestazione "individualizzabile", tale, cioè, da costituire condizione di esigibilità del corrispettivo" (Cass., 9 giugno 2017, n. 14406, nella quale si trattava di assoggettabilità ad IVA dell'ipotesi dei [...]

L’amministratore giudiziario è tenuto a provvedere alla custodia, alla conservazione e all’amministrazione dei beni sequestrati, potendo procedere alla risoluzione dei rapporti di lavoro, senza che trovino applicazione le garanzie proprie del licenziamento disciplinare, purché contenga la specificazione dei motivi di recesso.

L’amministratore giudiziario è tenuto a provvedere alla custodia, alla conservazione e all’amministrazione dei beni sequestrati, potendo procedere alla risoluzione dei rapporti di lavoro, senza che trovino applicazione le garanzie proprie del licenziamento disciplinare, purché contenga la specificazione dei motivi di recesso.

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