
Illegittimo il licenziamento per affermazioni offensive e razziste sul superiore gerarchico inviate su una chat WhatsApp
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 5936 depositata il 6 marzo 2025, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare per affermazioni offensive al superiore su WhatsApp, ha ribadito il principio secondo cui " in tema di licenziamento disciplinare, i messaggi scambiati in una chat privata, seppure contenenti commenti offensivi nei confronti della società datrice di lavoro, non costituiscono giusta causa di recesso poiché, essendo diretti unicamente agli iscritti ad un determinato gruppo e non ad una moltitudine indistinta di persone, vanno considerati come la corrispondenza privata, chiusa e inviolabile, e sono inidonei a realizzare una condotta diffamatoria in quanto, ove la comunicazione con più persone avvenga in un ambito riservato, non solo vi è un interesse contrario alla divulgazione, anche colposa, dei fatti e delle notizie ma si impone l'esigenza di tutela della [...]
Il criterio di rilevanza catastale, applicabile ai fabbricati, non trova applicazione per i terreni pur suscettibile di utilizzazione edificatoria
Il criterio di rilevanza del criterio catastale, applicabile ai fabbricati, non trova applicazione per i terreni pur suscettibile di utilizzazione edificatoria
Processi decisionali completamente automatizzati, compresa la profilazione, diritti dell’interessato ed obblighi del titolare
La Corte di Giustizia dell'Unione Europea, prima sezione, con la sentenza del 27 febbraio 2025 nella causa n. C-203/22, intervenendo in tema di rispetto della protezione dei dati personali di cui all'art. 15 del Regolamento (UE) 2016/679 nel processo automatizzato, ha statuito che "1) L’articolo 15, paragrafo 1, lettera h), del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati), dev’essere interpretato nel senso che: in caso di processo decisionale automatizzato, compresa la profilazione, ai sensi dell’articolo 22, paragrafo 1, di tale regolamento, l’interessato può pretendere dal titolare del trattamento, a titolo di «informazioni significative sulla logica utilizzata», che quest’ultimo [...]
La mancata indicazione del numero identificativo dell’iscrizione ipotecaria è una mera irregolarità. Il giudicato implicito sulla giurisdizione si forma tutte le volte in cui la causa sia stata decisa nel merito, con esclusione delle sole decisioni che non contengano statuizioni implicanti l’affermazione della giurisdizione
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 32936 depositata il 17 dicembre 2024, intervenendo in tema di mancata indicazione del numero identificativo dell’iscrizione ipotecaria e giudicato implicito, ha statuito che "La mancata indicazione del numero identificativo dell’iscrizione ipotecaria non si traduce nella impossibilità di individuare il provvedimento impugnato e, dunque, non può avere alcuna conseguenza sulla proponibilità o validità della domanda, di cui può, al più, comportare una mera irregolarità." Inoltre, per i giudici di legittimità, in tema di violazione dell’art. 112 cod. proc. civ. "il giudicato implicito sulla giurisdizione si forma tutte le volte in cui la causa sia stata decisa nel merito, con esclusione delle sole decisioni che non contengano statuizioni implicanti l'affermazione della giurisdizione. Ne consegue che la preclusione da giudicato non può scaturire da una pronuncia che non contenga [...]
Il giudice, ai fini della non punibilità per particolare tenuità del fatto, deve valutare, tra l’altro, “l’entità dello scostamento dell’imposta evasa rispetto al valore soglia stabilito ai fini della punibilità”
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 4326 depositata il 19 febbraio 2025, intervenendo in tema di causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto di cui all'art. 131-bis c.p., ha ribadito il principio secondo cui "La motivazione, infine, appare manifestamente illogica, laddove esclude la valutazione del danno in termini di particolare tenuità, pur dando atto del modesto superamento della soglia di punibilità, elemento certamente già valorizzabile ai sensi dell'art. 131-bis cod. pen. (cfr. Sez. 3, n. 16599 del 20/02/2020, Latorre, Rv. 278946; Sez. 3, n. 12906 del 13/11/2018, dep. 2019, Canella, Rv. 276546) ed ora espressamente previsto dall'art. 13, comma 3-bis, d.lgs. n. 74 del 2000 - come aggiunto dall'art. 1, comma 1, lett. f), n. 3), d.lgs. 14 giugno 2024, n. 87 - che, appunto, ai fini della non [...]
Dichiarazione IVA 2025: novità, compensazioni, esonero visto di conformità, versamento e scadenza
La dichiarazione IVA 2025, relativa al periodo d'imposta 2024, ai sensi dell'art. 8 del d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322 e successive modificazioni va inviata esclusivamente per via telematicamente nel periodo compreso tra il 1° febbraio e il 30 aprile 2025. Si ricorda che le dichiarazioni presentate entro 90 giorni dalla scadenza del termine sono valide ed in tale ipotesi troverà applicazione la relativa sanzione. La dichiarazione IVA viene considerata inviata nel giorno in cui la ricezione dei dati da parte dell’Agenzia delle entrate è stata completata e la comunicazione dell'avvenuto ricevimento costituisce la prova della presentazione della dichiarazione. Con l'emanazione del Provvedimento n. 9491 del 15 gennaio 2025 l'Agenzia delle entrate è stato approvato il modello e le relative istruzione della dichiarazione IVA 2025. Principali novità del modello IVA 2025 Il modello IVA 2025 [...]
Per il riconoscimento del regime agevolato di cui all’art. 1 della legge n. 398 del 1991 va valutato non solo la conformità dello statuto alla regole normative ma anche che la loro attività si svolga, in concreto, nel pieno rispetto delle prescrizioni contenute nelle clausole dello statuto
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 5132 depositata il 27 febbraio 2025, intervenendo in tema di riconoscimento del regime agevolato di cui all'art. 1 della legge n. 398 del 1991, ha riaffermato che " Ai fini del riconoscimento del regime agevolato di cui all'art. 1 della legge n. 398 del 1991, rileva la qualificazione dell'associazione sportiva dilettantistica quale organismo senza fine di lucro da intendersi, in aderenza alla nozione eurounitaria, quello il cui atto costitutivo o statuto escluda, in caso di scioglimento, la devoluzione dei beni agli associati, trovando tale requisito preciso riscontro, ai fini IVA, nell'art. 4, comma 7, del D.P.R. n. 633 del 1972 e, per le imposte dirette, nell'art. III, comma 4-quinquies (oggi art. 148, comma 8) del D.P.R. n. 917 del 1986. Alla formale conformità delle regole associative al dettato [...]
In tema di pubblico impiego contrattualizzato, il dipendente ha diritto al pagamento della prestazione per lavoro straordinario, ove sia resa con il consenso, anche implicito, del datore di lavoro e nella misura prevista dalla contrattazione collettiva
In tema di pubblico impiego contrattualizzato, il dipendente ha diritto al pagamento della prestazione per lavoro straordinario, ove sia resa con il consenso, anche implicito, del datore di lavoro e nella misura prevista dalla contrattazione collettiva