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Credito IVA utilizzabile anche in assenza o nullità della dichiarazione annuale

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 5126 depositata il 27 febbraio 2025, intervenendo in tema di eccedenza di credito d'imposta e nullità od omessa dichiarazione annuale, ha riaffermato il principio secondo cui qualora la dichiarazione fiscale "sebbene nulla, non impedisce al contribuente di usufruire, al pari della omessa dichiarazione, a determinate condizioni, del credito eventualmente maturato nel corrispondente anno di imposta, secondo il principio per cui "La neutralità dell'imposizione armonizzata sul valore aggiunto comporta che, pur in mancanza di dichiarazione annuale per il periodo di maturazione, l'eccedenza d'imposta, che risulti da dichiarazioni periodiche e regolari versamenti per un anno e sia dedotta entro il termine previsto per la presentazione della dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto è sorto, va riconosciuta dal giudice tributario se il contribuente [...]

In caso di concorso di persone nel reato, esclusa ogni forma di solidarietà passiva, la confisca è disposta nei confronti del singolo concorrente limitatamente a quanto dal medesimo concretamente conseguito

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 8901 depositata il 4 marzo 2025, intervenendo in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca nelle ipotesi di concorso tra più soggetti, ha ribadito il principio, statuito dalle Sezioni Unite nell'udienza del 26/09/2024,  secondo cui "In caso di concorso di persone nel reato, esclusa ogni forma di solidarietà passiva, la confisca è disposta nei confronti del singolo concorrente limitatamente a quanto dal medesimo concretamente conseguito. Il relativo accertamento è oggetto di prova nel contraddittorio fra le parti. Solo in caso di mancata individuazione della quota di arricchimento del singolo concorrente, soccorre il criterio della ripartizione in parti uguali. I medesimi principi operano in caso di sequestro finalizzato alla confisca per il quale l'obbligo motivazionale del giudice va modulato in relazione allo sviluppo della fase procedimentale [...]

Provvedimento di sequestro preventivo: requisiti, reiterazione, opposizione, nullità e annullamento

L'articolo 321 c.p.p. dispone che "1. Quando vi è pericolo che la libera disponibilità di una cosa pertinente al reato possa aggravare o protrarre le conseguenze di esso ovvero agevolare la commissione di altri reati, a richiesta del pubblico ministero il giudice competente a pronunciarsi nel merito ne dispone il sequestro con decreto motivato. Prima dell'esercizio dell'azione penale provvede il giudice per le indagini preliminari. 2. Il giudice può altresì disporre il sequestro delle cose di cui è consentita la confisca. 2-bis. Nel corso del procedimento penale relativo a delitti previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale il giudice dispone il sequestro dei beni di cui è consentita la confisca. 3. Il sequestro è immediatamente revocato a richiesta del pubblico ministero o dell'interessato quando risultano mancanti, anche per fatti sopravvenuti, le condizioni di applicabilità previste dal comma [...]

Il dipendente che usufruisce dei permessi ex legge 104/92 è tenuto a comunicare al datore di lavoro la propria assenza, anche se non è necessario ottenere una previa autorizzazione

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 5611 depositata il 3 marzo 2025, intervenendo in tema di licenziamento e permessi della legge 104/92, nel confermare la sentenza di appello ha chiarito che la mancata comunicazione dell’utilizzo dei permessi ex lege 104/92 non può essere equiparata all’assenza ingiustificata, se non previsto espressamente del Contratto collettivo. In quanto per usufruire dei permessi retribuiti previsti dalla Legge 104 non è necessario ottenere l’autorizzazione da parte del datore di lavoro ma bisogna comunque comunicarli. Per cui è illegittimo il licenziamento del dipendente che li utilizza senza comunicare le ragioni di assenza all’azienda.  I giudici hanno anche chiarito che il lavoratore deve comunque comunicare la stessa assenza al datore di lavoro, per permettergli un’agevole organizzazione dell’attività lavorativa. Il Tribunale, nella veste di giudice del lavoro, respingeva il ricorso del dipendente. [...]

In materia di operazioni soggettivamente inesistenti ricade sull’amministrazione finanziaria l’onere di provare che l’operazione commerciale documentata dalla fattura è stata posta in essere da soggetto diverso dall’emittente della fattura

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 2800 depositata il 5 febbraio 2025, intervenendo in tema di operazioni soggettivamente inesistenti, ha ribadito il principio secondo cui "In materia di operazioni soggettivamente inesistenti (...) che presuppone, da un lato, l'effettività dell'acquisto dei beni entrati nella disponibilità patrimoniale dell'impresa utilizzatrice della fattura o della prestazione dei servizi in essa indicati e, dall'altro, la simulazione soggettiva, ossia la provenienza della merce o la prestazione del servizio da soggetto economico diverso da quella risultante dalla fattura emessa, l'orientamento giurisprudenziale, anche unionale, (cfr. tra le tante, Cass. n. 9851 del 10/04/2018; Cass. n. 5339 del 27/02/2020; Cass. n. 15369 del 20/07/2020; da ultimo Cass. n. Cass. 25891/2023; in linea con Corte di giustizia, 22 ottobre 2015, P., C-277/14, citata anche dalla ricorrente, e, recentemente, CGUE 11 novembre 2021, [...]

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