
Responsabilità del datore di lavoro per azioni illecite del lavoratore a nero – Cassazione sentenza n. 32462 del 2013
La Corte di Cassazione sez. penale con la Sentenza n. 32462 del 25 luglio 2013 intervenendo in materia di reato di lesioni ha statuito il principio della sussistenza responsabilità del datore di lavoro ai sensi dell' art. 2049 c.c. per gli illeciti compiuti dai lavoratori anche se questi sono “in nero”, quindi in assenza di un regolare contratto di lavoro: è sufficiente, chiarisce la Corte, che il lavoratore presti la propria opera all’interno, anche se temporaneamente od occasionalmente, nell'organizzazione aziendale, dei compiti affidatigli di modo che tale condotta non possa essere ritenuta totalmente estranea al rapporto di lavoro. La responsabilità ex art. 2409 del codice civile, precisa la Suprema Corte, non deriva dall’esistenza di un contratto di lavoro, ma “è sufficiente che le stesse (i lavoratori) siano inserite, anche se temporaneamente od occasionalmente, nell’organizzazione aziendale, e abbiano agito, in questo contesto, per conto e sotto la sorveglianza dell’imprenditore”.Datore responsabile anche per gli illeciti [...]
Ministero delle Finanze Risoluzione 48/E del 08 luglio 2013 – Tassazione per i lavoratori impiegati all’estero ma residenti in Italia
Con la Risoluzione 8 luglio 2013, n. 48, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti in merito alla determinazione del credito d’imposta per i lavoratori impiegati all’estero ma residenti in Italia (art. 165, TUIR). In particolare, l’Amministrazione finanziaria ha precisato che: la residenza in Italia implica l’assoggettamento alla imposte del nostro Paese, nonostante i redditi vengano prodotti all’estero (art. 3, TUIR); l’art. 165, TUIR prevede che, ai fini della determinazione del credito d’imposta, le imposte pagate all’estero devono essere “ridotte in proporzione al rapporto tra la retribuzione convenzionale determinata ex articolo 51, comma 8-bis, del TUIR ed il reddito di lavoro dipendente che sarebbe stato tassabile in via ordinaria - e non in misura convenzionale - in Italia”. Con la Risoluzione n. 48/E dell’8 luglio 2013, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito i criteri di determinazione del credito d'imposta previsto dall’art. 165 del TUIR per i cittadini italiani che, pur mantenendo la residenza fiscale nel Paese, lavorano all'estero, alle dipendenze di datori [...]
Cessione d’azienda con contestuale vendita delle rimanenze ed abuso di diritto – Cassazione sentenza n. 17956 del 2013
Cessione d'azienda con contestuale vendita delle rimanenze ed abuso di diritto La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17956 del 24 luglio 2013, intervenendo in tema di cessione d'azienda ha affermato e confermando che in materia tributaria, integra gli estremi del comportamento abusivo quell'operazione economica che, tenuto conto sia della volontà delle parti implicate, che del contesto fattuale e giuridico, ponga quale elemento predominante ed assorbente della transazione lo scopo di ottenere vantaggi fiscali, con la conseguenza che il divieto di comportamenti abusivi non vale ove quelle operazioni possano spiegarsi altrimenti che con il mero conseguimento dì risparmi di imposta. La prova sia del disegno elusivo sia delle modalità di manipolazione e di alterazione degli schemi negoziali classici, considerati come irragionevoli in una normale logica di mercato e perseguiti solo per pervenire a quel [...]
Valutazione rischi stress lavoro-correlati: linee guida
Per i rischi da stress lavoro-correlati sono state emanate delle linee guida per favorire la loro corretta individuazione e valutazione. Essi sono potenzialmente diffusi in tutti i luoghi di lavoro, vi sono specificità, cause, sintomatologie e misure di prevenzione che possono essere distinte a seconda del comparto, dell’azienda e della situazione specifica da affrontare. Per avere qualche indicazione su come affrontare lo stress nel mondo del lavoro in specifici comparti, possiamo soffermarci su alcune “schede informative differenziate” prodotte in relazione al Piano Mirato di Prevenzione (PMP) dal titolo “Valutazione del rischio stress lavoro-correlato alla luce delle linee di indirizzo della Regione Lombardia” attivato dall’Azienda sanitaria locale della provincia di Monza e Brianza nel corso degli anni 2012/2013. Il Piano è finalizzato in particolare a diffondere le indicazioni contenute nel Decreto Regionale n° 10611 del 15 novembre 2011 al fine [...]
Infortunio sul lavoro ed azione di regresso dell’INAIL – Cassazione sentenza n. 17486 del 2013
La Corte di Cassazione sezione lavoro con la sentenza n. 17486 del 17 Luglio 2013 interviene in materia di azione di regresso e risarcimento danni in caso di infortunio sul lavoro affermando che Il datore condannato in sede penale rifonde le prestazioni Inail all’erede della vittima dell’incidente, anche se non convivente a carico. In caso di reato sì al regresso anche sui preposti alla sicurezza: l’istituto fa valere un diritto proprio verso i corresponsabili del sinistro, al di là delle transazioni private. Il Tribunale condannava il datore di lavoro al risarcimento del danno nei confronti dell'Inail a seguito di decesso sul lavoro del proprio dipendente, valutata la dinamica e accertata la responsabilità a carico dell'azienda: a responsabilità penale corrisponde parimenti responsabilità civile nei confronti dell'ente. Tale statuizione veniva confermata anche in appello, agendo l'inail in regresso. Il datore di [...]
Mobbing da parte di un altro dipendente e responsabilità del datore di lavoro che rimane colpevolmente inerte – Cassazione sentenza n. 18093 del 2013
La Corte di Cassazione sez. lavoro con la sentenza n- 18093 del 25 luglio 2013 ha affermato che integra la nozione di mobbing la condotta del datore di lavoro protratta nel tempo e consistente nel compimento di una pluralità di atti (giuridici o meramente materiali, ed, eventualmente, anche leciti) diretti alla persecuzione od all'emarginazione del dipendente, di cui viene lesa - in violazione dell'obbligo di sicurezza posto a carico dello stesso datore dall'art. 2087 cod. civ. - la sfera professionale o personale, intesa nella pluralità delle sue espressioni (sessuale, morale, psicologica o fisica); né la circostanza che la condotta di mobbing provenga da un altro dipendente posto in posizione di supremazia gerarchica rispetto alla vittima vale ad escludere la responsabilità del datore di lavoro - su cui incombono gli obblighi ex art. 2049 cod. civ. [...]
Fatture per operazioni inesistenti: l’onere della prova grava sull’Agenzia – Cassazione sentenza n. 17959 del 2013
Con la sentenza n. 17959 del 24 luglio 2013 la Corte di Cassazione ha stabilito che spetta all’Ufficio provare che il contribuente ha utilizzato ” fatture inesistenti”. I Giudici della Suprema Corte hanno affermato che “Gli elementi che l’Ufficio propone come prove certe e dirette ─ circa l’effettuazione di una operazione inesistente, ed ai fini del recupero dell’IVA detratta dal contribuente ─ dovranno dimostrare, con oggettività, la contabilizzazione di “fatture inesistenti”. Pertanto l'Amministrazione finanziaria dovrà provare l'inesistenza delle fatture, al fine di contestare la illegittimita' della detrazione IVA da parte del contribuente, e cio' avviene quando l'ufficio fornisce elementi che dimostrino in modo certo e diretto che l'operazione commerciale in contestazione non e' mai stata posta in essere. La vicenda ha riguardato una società che aveva presentata istanza di rimborso per l’IVA relativa al periodo di imposta 2004. [...]
Studi di settore: la contabilità in regola non elimina l’accertamento con gli studi di settore – Cassazione sentenza n. 17952 del 2013
La Corte di Cassazione sez. tributi con la sentenza n. 17952 del 24 luglio 2013 ha statuito che l’accertamento fiscale basato sullo scostamento del reddito della ditta individuale, dagli studi di settore, è legittimo anche in presenza del metodo induttivo o di quello analitico ed in presenza di una contabilità regolare. La vicenda ha avuto origine in seguito ad ispezione fiscale da cui veniva emesso e notificato nei confronti del contribuente, titolare della omonima ditta individuale, avviso di accertamento in rettifica con il quale venivano recuperati ad imponibile maggiori redditi e ricavi realizzati nell'anno 1999 e determinata la maggiore imposta dovuta a titolo IVA, IRPEF ed IRAP. I Giudici di Appello hanno esaminato le singole omissioni ed irregolarità contabili contestate al contribuente, statuendo che le stesse non apparivano ostative ad una ricostruzione analitica dei dati contabili [...]