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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Responsabilità solidale, nelle ipotesi di revoca dell’agevolazione “prima casa”, tra più soggetti in comunione pro indivisa

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 2505 depositata il 3 febbraio 2025, intervenendo in tema di agevolazioni fiscali della c.d. prima casa, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "In tema di benefici per l’acquisto della prima casa, in caso di acquisto dell’immobile adibito ad abitazione non di lusso, in comunione e pro indiviso da parte di più soggetti, la decadenza dell’agevolazione ai sensi dell’art. nota II- bis, punto 4, della Tariffa, parte prima, allegata al d.P.R. n. 131/1986, in caso di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito dell’ immobile acquistato con i detti benefici prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del suo acquisto, comporta in capo agli acquirenti la responsabilità solidale dell'obbligazione tributaria ai sensi dell’ art. 57, comma 1, D.P.R. n. 131 [...]

Legittimo il licenziamento del dipendente che svolge un’attività imprenditoriale autonoma in quanto è tenuto ad una condotta leale con gli interessi dell’azienda e deve evitare qualsiasi comportamento, anche extra-lavorativo, che ingeneri un conflitto con gli obiettivi e l’organizzazione aziendale

Legittimo il licenziamento del dipendente che svolge un'attività imprenditoriale autonoma in quanto è tenuto ad una condotta leale con gli interessi dell’azienda e deve evitare qualsiasi comportamento, anche extra-lavorativo, che ingeneri un conflitto con gli obiettivi e l’organizzazione aziendale

Per l’azione revocatoria, nell’ipotesi in cui l’atto sia predisposto prima del sorgere del credito, integrare la “dolosa preordinazione” richiesta dallo art. 2901, primo comma, cod. civ. non è sufficiente la mera consapevolezza, da parte del debitore, del pregiudizio che l’atto arreca alle ragioni dei creditori

Per l'azione revocatoria, nell'ipotesi in cui l'atto sia predisposto prima del sorgere del credito, integrare la "dolosa preordinazione" richiesta dallo art. 2901, primo comma, cod. civ. non è sufficiente la mera consapevolezza, da parte del debitore, del pregiudizio che l'atto arreca alle ragioni dei creditori

Indeducibile le somme versate a seguito dell’escussione di una fideiussione rilasciata a favore di una società controllata, poichè costituiscono somme versate a fondo perduto

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 3878 depositata il 15 febbraio 2025, intervenendo in tema di deducibilità per l'escussione di una fideiussione, ha statuito che ​in tema di deduzione delle perdite dal reddito d'impresa, se il pagamento del debito della società partecipata sia stato eseguito, in base ad un contratto di fideiussione, nello stesso anno d'imposta in cui si sarebbe verificata la perdita del credito da regresso, sorto con il pagamento del debito della partecipata al creditore concordatario non soddisfatto integralmente, detto credito da regresso, non essendo sorto e non essendo stato tassato come componente positivo del reddito in precedenti esercizi, non può essere dedotto dalla base imponibile, andando a costituire, di fatto, un versamento a fondo perduto, come tale non deducibile, in favore della società partecipata. La vicenda ha riguardato una [...]

Il diritto del locatore a conseguire il risarcimento del danno da mancato guadagno a causa della risoluzione del contratto per inadempimento del conduttore non viene meno, di per sé, in seguito alla restituzione del bene locato prima della naturale scadenza del contratto

Il diritto del locatore a conseguire il risarcimento del danno da mancato guadagno a causa della risoluzione del contratto per inadempimento del conduttore non viene meno, di per sé, in seguito alla restituzione del bene locato prima della naturale scadenza del contratto

Processo tributario: nullità della sentenza per vizio di motivazione

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 2605 depositata il 3 febbraio 2025, intervenendo in tema nullità della sentenza per vizio di motivazione, ha ribadito che "gli estremi della nullità della sentenza per vizio della motivazione, denunciabili ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 4) cod. proc. civ., possono dirsi integrati quando "non sia possibile individuare il percorso argomentativo della pronuncia giudiziale, funzionale alla sua comprensione e alla sua eventuale verifica in sede di impugnazione", ciò non essendo, nondimeno, configurabile nel caso di "una pur succinta esposizione delle ragioni di fatto e di diritto della decisione impugnata" (cfr. Sez. 3, Ordinanza del 15 novembre 2019, n. 29721). Ovvero qualora la motivazione "risulti del tutto inidonea ad assolvere alla funzione specifica di esplicitare le ragioni della decisione (per essere afflitta da un contrasto irriducibile [...]

Processo tributario: inammissibilità delle nuove domande non contenute nel ricorso introduttivo

L'art. 57 del codice del processo tributario (D.Lgs. n. 546 del 1992) intitolato "Domande ed eccezioni nuove" statuisce che "1. Nel giudizio d'appello non possono proporsi domande nuove e, se proposte, debbono essere dichiarate inammissibili d'ufficio. Possono tuttavia essere chiesti gli interessi maturati dopo la sentenza impugnata. 2. Non possono proporsi nuove eccezioni che non siano rilevabili anche d'ufficio."   Sul punto il consolidato orientamento della Suprema Corte ha evidenziato che in ordine alla "natura impugnatoria del processo tributario ed alla correlativa definizione del thema decidendum e dello ius novorum in sede di appello"   Sul tema la Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 2286 depositata il 31 gennaio 2025 ha ribadito il principio secondo cui "nel giudizio tributario, l'oggetto del dibattito processuale è delimitato, da un lato, dalle ragioni di fatto e di diritto [...]

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