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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Processo tributario e diritto vivente

Il «Diritto vivente» costituisce, in estrema sintesi e con l’inesattezza che questa rende ineludibile, la communis opinio maturata nella giurisprudenza e nella dottrina in ordine al significato normativo da attribuire ad una determinata disposizione. Esso assume un ruolo di primo piano nell'interpretazione e nell'applicazione delle norme giuridiche. Il «diritto vivente» può essere definito come «il "sistema giurisprudenziale" formatosi, nel difetto di espresse disposizioni». Il diritto vivente, pertanto,  sussistente qualora siano «numerose e distribuite nell’arco di un lungo periodo le pronunce della Corte di cassazione» che confermato una data interpretazione, ovvero sussistano «una serie di decisioni» della stessa, valorizzando peculiarmente «il numero elevato, la sostanziale identità di contenuto delle medesime e la funzione nomofilattica dell’organo decidente». La giurisprudenza costituzionale è, inoltre, costante nell’escludere che il diritto vivente possa essere ritenuto esistente avendo riguardo all’orientamento della giurisprudenza [...]

Deve considerarsi orario di lavoro l’arco temporale comunque trascorso dal lavoratore medesimo all’interno dell’azienda nell’espletamento di attività prodromiche ed accessorie allo svolgimento, in senso stretto, delle mansioni affidategli

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 14848 depositata il 28 maggio 2024, intervenendo in tema di determinazione dell'orario di lavoro, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "... ai fini della misurazione dell'orario di lavoro, l'art. 1, comma 2, lett. a), del d.lgs. n. 66 del 2003 attribuisce un espresso ed alternativo rilievo non solo al tempo della prestazione effettiva ma anche a quello della disponibilità del lavoratore e della sua presenza sui luoghi di lavoro; ne consegue che è da considerarsi orario di lavoro l'arco temporale comunque trascorso dal lavoratore medesimo all'interno dell'azienda nell'espletamento di attività prodromiche ed accessorie allo svolgimento, in senso stretto, delle mansioni affidategli, ove il datore di lavoro non provi che egli sia ivi libero di autodeterminarsi ovvero non assoggettato al potere gerarchico ..."  (Cass. sentenza [...]

Processo tributario: natura penale di una sanzione secondo la giurisprudenza della CEDU e divieto di doppia sanzione

Sulla natura penale delle sanzioni amministrativa in applicazione dei criteri stabiliti dalla sentenza Engel, la Suprema Corte ha sempre cercato di attuare tali criteri, ai fine dell'applicazione del principio del ne bis in idem (divieto di doppio processo penale e tributario e divieto della doppia sanzione),  in senso restrittivo. La Corte di Cassazione. sez. tributaria, con l'ordinanza n. 14102 depositata il 21 maggio 2024, intervenendo in tema di fatture false e del divieto di doppia sanzione ha precisato che "... la natura penale di una sanzione va individuata secondo i criteri enunciati nella sentenza "Engel" (Cass., Sez. V, 30 novembre 2021, n. 37366; Corte EDU, 8 giugno 1976, Engel c/Paesi Bassi; Cass. pen., Sez. III, 21 aprile 2016, n. 25815, S.; Cass. pen., Sez. IV, 10 dicembre 2020, n. 35055, N.). La giurisprudenza della Corte [...]

Fatture inesistenti: l’amministrazione non può esigere dal contribuente al fine di assicurarsi che, con il suo acquisto, non possa essere consapevole di un’evasione IVA commessa da un operatore a monte che esso proceda a verifiche complesse e approfondite, come quelle che l’amministrazione tributaria ha i mezzi per effettuare

Fatture inesistenti: l'amministrazione non può esigere dal contribuente al fine di assicurarsi che, con il suo acquisto, non possa essere consapevole di un'evasione IVA commessa da un operatore a monte che esso proceda a verifiche complesse e approfondite, come quelle che l'amministrazione tributaria ha i mezzi per effettuare

Processo tributario: termine per la riassunzione o prosecuzione del giudizio interrotto

Nel processo tributario il codice di procedura (D.Lgs. n. 546 del 1992) la  ripresa del processo sospeso o interrotto è regolato dal comma 2 dell'articolo 43. Il suddetto articolo statuisce che "  1. Dopo che e' cessata la causa che ne ha determinato la sospensione il processo continua se entro sei mesi da tale data viene presentata da una delle parti istanza di trattazione al presidente di sezione della commissione, che provvede a norma dell'art. 30. 2. Se entro sei mesi da quando e' stata dichiarata l'interruzione del processo la parte colpita dall'evento o i suoi successori o qualsiasi altra parte presentano istanza di trattazione al presidente di sezione della commissione, quest'ultimo provvede a norma del comma precedente. 3. La comunicazione di cui all'art. 31, oltre che alle altre parti costituite nei luoghi indicati dall'art. [...]

Acconto IMU 204: soggetti obbligati, scadenza e determinazione dell’importo

L'acconto IMU per il 2024 va pagato entro il 17 giugno 2024 (poiché il 16 giugno cade di domenica). Il primo acconto dell'IMU può essere calcolato:  applicando le aliquote e le detrazioni deliberate dai comuni per il 2023;  versare la metà di quanto pagato l’anno scorso. Inoltre è possibile effettuare anche il pagamento dell'intero importo per l'anno 2024. I comma da 738 a 770 dell'art. 1 della legge 160/2019 (legge di Bilancio 2020). Il decreto del Ministero delle Finanze del 7 luglio 2023, Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 172 del 25 luglio 2023, “Individuazione delle fattispecie in materia di imposta municipale propria (IMU), in base alle quali i comuni potranno diversificare le aliquote” ha previsto che a partire dal 2025 i comuni possono stabilire proprie aliquote, diverse da quelle stabilite dalla legge per i seguenti immobili: abitazione [...]

Processo tributario: il mandato per il ricorso in cassazione apposto in calceo al margine del ricorso ha natura speciale

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 4735 depositata il 22 febbraio 2024 ha ribadito che "... Come precisato da Sez. L, Sentenza n. 10539 del 09/05/2007 (Rv. 597484 - 01), il mandato apposto in calce o a margine del ricorso per cassazione è per sua natura mandato speciale, senza che occorra per la sua validità alcuno specifico riferimento al giudizio in corso ed alla sentenza contro la quale l'impugnazione si rivolge, sempre che dal relativo testo sia dato evincere una positiva volontà del conferente di adire il giudice di legittimità, il che si verifica certamente quando la procura al difensore forma materialmente corpo con il ricorso o il controricorso al quale essa inerisce, risultando, in tal caso, irrilevante l'eventuale errore materiale, facilmente riconoscibile, circa gli estremi della sentenza impugnata (Nella specie la S.C. ha [...]

Processo tributario: ricorso per violazione di legge

In ordine al vizio di violazione di legge la Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 22135 del 2021 ha ribadito che "... In relazione alla denunziata (e assolutamente immotivata) violazione dell’art. 52 del d.P.R. 26 aprile 1986, n. 131, soccorre il principio di diritto secondo il quale « il vizio della sentenza previsto dall’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., deve essere dedotto, a pena d’inammissibilità del motivo giusta la disposizione dell’art. 366, primo comma, n. 4, cod. proc. civ., non solo con l’indicazione delle norme che si assumono violate ma anche, e soprattutto, mediante specifiche argomentazioni intellegibili ed esaurienti, intese a motivatamente dimostrare in qual modo determinate affermazioni in diritto contenute nella sentenza impugnata debbano ritenersi in contrasto con le indicate norme regolatrici della fattispecie o con l’interpretazione delle stesse fornite dalla [...]

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