
Processo tributario: principio del ne bis in idem (divieto del doppio giudizio e doppia sanzione)
Il principio del ne bis in idem trova applicazione anche nell'ordinamento tributario. L'estensione all'ordinamento tributario è dovuto, soprattutto, alle Corte Europee (CEDU e CGUE). Il suddetto principio vieta il doppio giudizio (concezione c.d. procedurale) o divieto di doppia sanzione (concezione c.d. sostanziale) ed a tutelare la libertà individuale, la vis rei iudicatae, quale elemento di pace sociale, nonché l’integrità patrimoniale dell’individuo (qualora siano irrogate allo stesso soggetto due sanzioni se non formalmente almeno sostanzialmente “penali” ma entrambe di natura pecuniaria). Principio internazionale originariamente consuetudinario, che è stato poi espresso dalle norme di cui all'articolo 4 Prot. 7 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) e l’art. 50 della Carta dei diritti fondamentali UE (CDFUE) costituiscono le basi giuridiche del principio del ne bis in idem in ambito del diritto penale e del diritto tributario. Sulla [...]
MUD – Modello Unico di dichiarazione ambientale: scadenza 1° luglio 2024
Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 26 gennaio 2024, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 52 del 2 marzo 2024, è stato approvato per il modello MUD (Modello Unico di dichiarazione ambientale) per l'anno 2024. Il modello va utilizzato per comunicare le quantità e la tipologia di rifiuti prodotti e/o gestiti nel corso dell’anno 2023 è deve essere inoltrato telematicamente, entro il 30 giugno 2024 (il 30 giugno 2024 cadendo di domenica il termine ultimo per l'invio del MUD è il 1° luglio 2024). L'articolo 6 della legge n. 70 del 1994 stabilisce il termine per l'invio telematico del MUD, in base a tale norma la presentazione deve avvenire entro centoventi giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del DPCM che approva il modello MUD. Il MUD (Modello Unico di dichiarazione ambientale) deve [...]
Ecobonus 2024: fornite le indicazioni operative per ottenere l’incentivo per veicoli a basse emissioni
Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (GU Serie Generale n. 121 del 25-05-2024) il D.P.C.M. del 20 maggio 2024, recante la rimodulazione degli incentivi per l'acquisto di veicoli a basse emissioni inquinanti, si rendono applicabili anche per il 2024 gli ecointentivi per l'acquisto di veicoli a ridotte emissioni. Il DPCM del 20 maggio 2024 stabilisce i requisiti ed i soggetti che possono usufruire di tali incentivi. I Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha emanato la Circolare del 27 maggio 2024 che fornisce le relative indicazioni operative. L'incentivo è riconosciuto come minor prezzo praticato dal concessionario direttamente in fattura per l'acquisto di veicoli non inquinanti di categoria: M1 (autoveicoli); L1e - L7e (motocicli e ciclomotori); N1 e N2 (veicoli commerciali). La misura ha una finalità ambientale ed è gestita da Invitalia. Soggetti [...]
Visto di conformità infedele: la competenza esclusiva per la richiesta delle imposte, sanzioni ed interessi é della Direzione Regionale
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 11790 depositata il 2 maggio 2024, intervenendo in tema di competenza per il recupero delle imposte in ragione della responsabilità solidale di chi ha apposto un visto di conformità infedele, ha statuito che "... la responsabilità - prevista dall’art. 39, co. 1, lett. a), secondo periodo, d.lgs. n. 241/1997, vigente ratione temporis- dei soggetti che rilasciano il visto di conformità o l'asseverazione infedeli relativamente alla dichiarazione dei redditi presentata con le modalità di cui all'art. 13 d.m. n. 164/1999, ha una funzione anche punitiva e, ex art. 39, co.2, d.lgs. n. 241/1997, la competenza all’iscrizione a ruolo, nei confronti dei medesimi soggetti, di una somma pari all'importo dell'imposta, della sanzione e degli interessi che sarebbero stati richiesti al contribuente, appartiene alla direzione regionale dell'Agenzia delle [...]
Prestazioni di servizio: per identificare l’estremo limite temporale per l’adempimento dell’obbligo di fatturazione assume rilevanza il pagamento del corrispettivo
Prestazioni di servizio: per identificare l'estremo limite temporale per l'adempimento dell'obbligo di fatturazione assume rilevanza il pagamento del corrispettivo
Responsabilità del datore di lavoro per l’infortunio avvenuto a seguito di instaurazione di prassi elusiva delle prescrizioni volte alla tutela della sicurezza
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 12326 depositata il 26 marzo 2024, intervenendo in tema di infortunio mortale per caduta dall'alto di un dipendente, ha ribadito il principio di diritto che "... In tema di prevenzione di infortuni sul lavoro, il datore di lavoro deve vigilare per impedire l'instaurazione di prassi contra legem foriere di pericoli per i lavoratori, con la conseguenza che, in caso di infortunio del dipendente, la condotta del datore di lavoro che abbia omesso ogni forma di sorveglianza circa la pericolosa prassi operativa instauratasi, integra il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche (Sez. 4, n. 10123 del 15/01/2020, Chironna, Rv. 278608). ..." Responsabilità e prassi elusive delle misure di sicurezza I giudici di legittimità con la sentenza in commento hanno analizzato la responsabilità [...]
Si all’affidamento ai servizi sociali del condannato per bancarotta anche mediante lavoro notturno
La Corte di Cassazione. sezione penale, con la sentenza n. 19745 depositata il 17 maggio 2024, intervenendo in tema di affidamento ai servizi sociali, ha statuito che "nell'art. 47 ord. pen. non esiste una preclusione di per sé a che l'affidamento in prova sia eseguito impegnandosi in un lavoro notturno " e inoltre che il Tribunale di sorveglianza incorre nel vizio di manifesta illogicità "... nel momento in cui non approfondisce la natura di questa associazione e del rapporto che lega il ricorrente ad essa, e si limita ad affermare che si tratta di una "associazione non meglio precisata", affermazione che il ricorrente correttamente censura, evidenziando che dell'associazione era stato indicato il nome, e che quindi il Tribunale avrebbe potuto disporre tutti gli accertamenti ritenuti necessari con riferimento ad essa. ..." La vicenda ha riguardato un condannato [...]
L’amministratore privo di delega, accusato di bancarotta impropria, non è soggetto a misure cautelari se manca la prova dell’effettiva conoscenza di fatti pregiudizievoli o, quanto meno, di “segnali di allarme” inequivocabili
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 20153 depositata il 21 maggio 2024, intervenendo in tema di reato di bancarotta impropria, ha ribadito il principio secondo cui "... in tema di bancarotta fraudolenta patrimoniale, il concorso per omesso impedimento dell'evento dell'amministratore privo di delega è configurabile quando, nel quadro di una specifica contestualizzazione delle condotte illecite tenute dai consiglieri operativi in rapporto alle concrete modalità di funzionamento del consiglio di amministrazione, emerga la prova, da un lato, dell'effettiva conoscenza di fatti pregiudizievoli per la società o, quanto meno, di "segnali di allarme" inequivocabili dai quali desumere, secondo i criteri propri del dolo eventuale, l'accettazione del rischio del verificarsi dell'evento illecito e, dall'altro, della volontà, nella forma del dolo indiretto, di non attivarsi per scongiurare detto evento, dovendosi infine accertare, sulla base di un [...]