
Legittimo il licenziamento del dipendente che durante le assenze per fruire dei permessi di cui alla legge 104/1992 svolge attività diversa dall’assistenza al disabile
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 11999 depositata il 3 maggio 2024, intervenendo in tema di licenziamento per giusta causa per utilizzo improprio dei permessi dicui alla legge n. 104 del 1992. ha ribadito il principio secondo cui "... l'assistenza che legittima il beneficio in favore del lavoratore, pur non potendo intendersi esclusiva al punto da impedire a chi la offre di dedicare spazi temporali adeguati alle personali esigenze di vita, tuttavia essa deve comunque garantire al familiare disabile in situazione di gravità di cui all'art. 3, comma 3, della l. n. 104 del 1992 un intervento assistenziale di carattere permanente, continuativo e globale nella sfera individuale e di relazione (si tratta di principio applicabile anche ai permessi ex art. 33 della legge n. 104 del 1992). Pertanto, ove venga a mancare [...]
Il fallimento può essere dichiarato anche in presenza di soli debiti tributari
La Corte di Cassazione, sezioni I, con l'ordinanza n. 12436 depositata l' 8 maggio 2024, intervenendo in tema di procedure concorsuali, ha ribadito i principi di diritto secondo cui "... Lo stato d’insolvenza, infatti, può risultare (oltre che dagli atti dell’istruttoria prefallimentare svoltasi innanzi al tribunale, anche) da prove fornite e documenti prodotti dalle parti (art. 18, comma 2°, n. 4, e comma 8°, l.fall.) o, comunque, acquisiti dalla corte d’appello (art. 18, comma 10°, l. fall.) per la prima volta solo nel corso del giudizio di reclamo (cfr. Cass. n. 5377 del 2015, in motiv.), come lo stato passivo. Nel giudizio di reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, in effetti, come si desume dall’art. 18, comma 10°, l.fall., l’accertamento dello stato di insolvenza dev’essere compiuto con riferimento alla situazione fattuale esistente al momento [...]
Contraddittorio preventivo: gli atti esclusi da tale diritto ai sensi dell’articolo 6-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212
Il 30 aprile 2024 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale serie generale n. 100 il Decreto del Ministero delle Finanza del 24 aprile 2024 riguardante Individuazione degli atti per i quali non sussiste il diritto al contraddittorio ai sensi dell'articolo 6-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212. Il suddetto DM era stato previsto dall’articolo 6-bis della L. 212/2000 (introdotto dal Decreto Legislativo n. 219 del 2023) con l'emanazione del suddetto DM sono stati individuati gli atti esclusi dal contraddittorio preventivo. Il Decreto Legislativo n. 219 del 2023 ha modificato lo Statuto del contribuente (legge n. 212 del 2000). Infatti con l'introduzione del nuovo articolo 6 bis è stato reso obbligatorio, a partire dagli atti emessi dal 30 aprile 2024, il contraddittorio preventivo tra enti preposti e contribuenti prima dell’emissione definitiva dell’atto di accertamento. Il comma [...]
ZES unica: pubblicato il decreto attuativo che definisce i beni agevolabili e l’entità del credito di imposta
Con la pubblicazione del decreto attuativo (emanato dal Ministero per il SUD di concerto con il Ministero delle Finanze) del 17 maggio 2024 sono operative le norme (decreto legge n. 124 del 2023 convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162) che hanno istituito la ZES Unica (Zona Economica Speciale Unificata) L'articolo 5 del DM del 17 maggio 2024 prevede che le imprese per poter accedere al contributo, sotto forma di credito di imposta, sono obbligati ad inviare all’Agenzia delle Entrate, apposita comunicazione secondo le modalità decise dall'Agenzia, l’ammontare delle spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2024 e quelle che prevedono di sostenere fino al 15 novembre 2024. La comunicazione dovrà essere inviata telematicamente tra il 12 giugno e il 12 luglio 2024. Si ricorda che, pena di revoca del beneficio, le imprese beneficiarie [...]
Il messaggio di posta elettronico ordinario costituisce piena prova dei fatti delle cose rappresentate qualora non contestati la provenienza od il contenuto
La Corte di Cassazione, sezione III, con la sentenza n. 14046 depositata il 21 maggio 2024, intervenendo in tema di prova del contratto di assicurazione in assenza della polizza e della validità della posta elettronica ordinaria, ha ribadito i principi di diritto, rilevabili dalla normativa, secondo cui "... il messaggio di posta elettronica sottoscritto con firma "semplice" è un documento informatico ai sensi dell'art. 2712 c.c.; se non ne sono contestati la provenienza od il contenuto, forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate [così già Sez. 6 - 2, Ordinanza 11606 del 14/05/2018, Rv. 648375 - 01; Sez. 2, Ordinanza n. 30186 del 27.10.2021 (in motivazione, pag. 4); Sez. 6 - 3, Ordinanza n. 3540 del 6.2.2019; una conferma a contrario di tali princìpi si ricava anche da Sez. 2 - , Ordinanza [...]
Fallisce anche l’ex socio accomandatario di una Sas dichiarata fallita, anche oltre un anno dalla cessione della propria partecipazione qualora, con il suo consenso, il suo nome resti indicato nella ragione sociale della società
Fallisce anche l'ex socio accomandatario di una Sas dichiarata fallita, anche oltre un anno dalla cessione della propria partecipazione qualora, con il suo consenso, il suo nome resti indicato nella ragione sociale della società
Il giudizio in ordine alla misura cautelare reale non può tradursi in anticipata decisione della questione di merito concernente la responsabilità del soggetto indagato in ordine al reato oggetto di investigazione, ma deve limitarsi al controllo della congruità degli elementi rappresentati con esclusivo riferimento alla idoneità degli elementi, su cui si fonda la notizia di reato, a rendere utile l’espletamento di ulteriori indagini per acquisire prove certe o ulteriori del fatto, non altrimenti esperibili senza la sottrazione del bene all’indagato o il trasferimento di esso nella disponibilità dell’autorità giudiziaria
Il giudizio in ordine alla misura cautelare reale non può tradursi in anticipata decisione della questione di merito concernente la responsabilità del soggetto indagato in ordine al reato oggetto di investigazione, ma deve limitarsi al controllo della congruità degli elementi rappresentati con esclusivo riferimento alla idoneità degli elementi, su cui si fonda la notizia di reato, a rendere utile l'espletamento di ulteriori indagini per acquisire prove certe o ulteriori del fatto, non altrimenti esperibili senza la sottrazione del bene all'indagato o il trasferimento di esso nella disponibilità dell'autorità giudiziaria
La decadenza del potere accertativo dell’Ente impositore va eccepita per ogni singola annualità ed atto
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 11172 depositata il 26 aprile 2024. intervenendo in tema di decadenza del potere accertativo. ha ribadito il principio secondo cui "... In tema di sanzioni amministrative pecuniarie di natura tributaria, il termine di decadenza per il potere accertativo che l'art. 5, commi 4 e 5, del d.l. n. 167 del 1990, conv., con modif., nella l. n. 227 del 1990, contempla per l'omissione della dichiarazione annuale per gli investimenti e le attività finanziarie all'estero di cui all'art. 4 dello stesso decreto, deve essere individuato, tra quelli indicati dall'art. 20 del d.lgs. n. 472 del 1997, non nel termine che fa riferimento al tempo della commissione della violazione, ma in quello maggiore previsto per l'accertamento del tributo dovuto, tenuto conto del raddoppio dei termini introdotto dall'art. 12, [...]