
Legittimo il licenziamento del dipendente che reintegrato nel posto di lavoro pubblica post con cui denigra il datore di lavoro
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 13764 depositata il 17 maggio 2024, intervenendo in tema di licenziamento per giusta causa, ha affermato il principio secondo cui "... nell'ipotesi di ordine di reintegrazione del lavoratore ai sensi dell'art. 18, quarto comma legge n. 300/1970, nel testo applicabile anteriormente alle modifiche apportate dalla legge n. 92/2012, che il diritto al ripristino del rapporto e al risarcimento del danno non è subordinato, diversamente da quanto accade nel caso di conversione a tempo indeterminato di un contratto a tempo determinato per nullità del termine, alla messa in mora del datore di lavoro mediante l'offerta della prestazione lavorativa da parte del lavoratore, atteso che quest'ultimo mette a disposizione le proprie energie lavorative già con l'impugnativa in via stragiudiziale del recesso illegittimo, a fronte del rifiuto datoriale di [...]
Processo tributario: il provvedimento di annullamento parziale di un atto impositivo non è impugnabile
Tra gli atti impugnabili innanzi alla Corte di Giustizia Tributaria non rientra il provvedimento con cui l'ente impositore provvede a ridurre parzialmente la pretesa tributaria. Infatti all'Ente impositore è riconosciuta il potere di rinunciare, anche durante il contenzioso avanti al giudice tributario, ad una parte della pretesa tributaria. Tale rinuncia non comporta la cessazione della materia del contendere perché permane l’interesse dell'Ente impositore a vedere riconosciuto il proprio credito. Aspetto importante è che la rinuncia parziale di un avviso di accertamento non costituendo una nuova pretesa tributaria non può essere considerato un nuovo atto impositivo, ma costituisce una revoca parziale di quello precedente. Sul punto la circolare n. 1/E del 2023 dell'Agenzia delle Entrate ha chiarito che il provvedimento di autotutela parziale non è un nuovo accertamento e non può formare oggetto di ricorso ed [...]
Legittimo l’accertamento fiscale sottoscritto dal capo dell’ufficio o da altro funzionario delegato di carriera direttiva, cioè da un funzionario di area terza
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 10587 depositata il 18 aprile 2024, intervenendo in tema di accertamento tributario, ha ribadito il principio secondo cui "... in rapporto all’intervento della Consulta in ordine alla decadenza del firmatario nell’inquadramento nella dirigenza dell’Agenzia delle entrate, affermando che in tema di accertamento tributario, ai sensi dell'art. 42, primo e terzo comma, del d.P.R. n. 600 del 1973, gli avvisi di accertamento in rettifica e gli accertamenti d'ufficio devono essere sottoscritti a pena di nullità dal capo dell'ufficio o da altro funzionario delegato di carriera direttiva, cioè da un funzionario di area terza di cui al contratto del comparto agenzie fiscali per il quadriennio 2002-2005, di cui non è richiesta la qualifica dirigenziale, con la conseguenza che nessun effetto sulla validità di tali atti può conseguire [...]
Il patto parasociale è l’accordo contrattuale che intercorre fra più soci finalizzato a regolamentare il comportamento futuro che dovrà essere osservato durante la vita della società
Il patto parasociale è l’accordo contrattuale che intercorre fra più soci finalizzato a regolamentare il comportamento futuro che dovrà essere osservato durante la vita della società
Il soggetto titolare di partita IVA ha diritto al rimborso IVA per i lavori di ristrutturazione o manutenzione di immobili dei quali non è proprietario, ma che detiene in virtù di un diritto personale di godimento, purché sia presente un nesso di strumentalità tra tali beni e l’attività svolta
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite con la sentenza n. 13162 depositata il 14 maggio 2024 è stata chiamata a dirimere un contrasto interpretativo in ordine a che i presupposti per la detrazione IVA siano, sostanzialmente, gli stessi del rimborso dell'imposta medesima, con specifico riguardo all'IVA afferente ad operazioni imponibili passive relative a beni di proprietà di un soggetto che è terzo rispetto al rapporto d'imposta. Il Supremo organo dirime tale contrasto con il seguente principio di diritto secondo cui "... L'esercente attività d'impresa o professionale ha diritto al rimborso dell' IVA per i lavori di ristrutturazione o manutenzione di immobili dei quali non è proprietario, ma che detiene in virtù di un diritto personale di godimento, purché sia presente un nesso di strumentalità tra tali beni e l'attività svolta ..." La vicenda ha [...]
Legittimo il provvedimento che sospende senza retribuzione il dipendente che rifiuta di prendere parte alla formazione negli orari indicati dal datore
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 12790 depositata il 10 maggio 2024, intervenendo in tema di sicurezza sul lavoro sull'obbligo di partecipazione ai corsi formativi del lavoratore, ha stabilito il principio secondo cui "... il legislatore del 2008, nello stabilire che l'attività di formazione deve avvenire “durante l'orario di lavoro”, chiarisce contestualmente che essa non può comportare oneri a carico del lavoratore; il che rappresenta un implicito riconoscimento della possibilità datoriale di richiedere che la formazione avvenga in orario corrispondente a prestazioni di lavoro esigibili oltre l'orario normale, fermo restando, sotto il profilo della relativa remunerazione, l'applicazione delle prescritte maggiorazioni; ..." La vicenda ha riguardato un dipendente di una società, la quale aveva organizzato i corsi di formazione sulla sicurezza dei luoghi di lavoro fuori dal normale orario di lavoro, ed a [...]
Possibile la confisca anche se il reato di corruzione è prescritto
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 19539 depositata il 16 maggio 2024, intervenendo in tema di corruzione ed assoggettamento all'ablazione diretta del profitto del reato, ha ribadito, secondo il diritto vivente, "... non si possa disporre, atteso il suo carattere afflittivo e sanzionatorio, la confisca per equivalente delle cose che ne costituiscono il prezzo o il profitto, mentre si possa disporre, a norma dell'art. 240, secondo comma, n.1 cod. pen., la confisca del prezzo e, ai sensi dell'art. 322-ter cod. pen., la confisca diretta del prezzo o del profitto del reato a condizione che vi sia stata una precedente pronuncia di condanna e che l'accertamento relativo alla sussistenza del reato, alla penale responsabilità dell'imputato e alla qualificazione del bene da confiscare come prezzo o profitto sia rimasto inalterato nel merito nei successivi [...]
Caparra penitenziale soggetto ad imposta di registro del 3% solo al momento del suo eventuale esercizio e dello scioglimento del vincolo contrattuale, riconducibile alla clausola contrattuale
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 12398 depositata il 7 maggio 2024, intervenendo in tema di quale disciplina tributaria va applicata alla caparra penitenziale, ha stabilito, dopo un'analisi della funzione della caparra penitenziale, il principio di diritto secondo cui "... ai fini dell’imposta di registro, la caparra penitenziale, che è un negozio accessorio, da cui deriva l’attribuzione del diritto di recesso a fronte della previsione di un corrispettivo per il suo esercizio, ricade nell’ambito applicativo dell’art. 28 del d.P.R. 131 del 1986, in quanto l’esercizio del diritto di recesso ha gli stessi effetti della risoluzione, sicché all’ammontare previsto quale corrispettivo del recesso si applica l’aliquota del 3% di cui all’art. 9 della parte prima della tariffa del d.P.R. n. 131 del 1986, ma solo al momento del suo eventuale esercizio e dello scioglimento [...]