
ISA 2024: regime premiale (compensazioni fino a 70.000 euro senza visto di conformità) per i contribuenti che abbiano raggiunto i livelli di affidabilità
Con il provvedimento n. 205127 del 22 aprile 2024 dell'Agenzia delle Entrate "Individuazione dei livelli di affidabilità fiscale relativi al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2023, cui sono riconosciuti i benefici premiali previsti dal comma 11 dell’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96" si è normato il regime premiale riconosciuto ai contribuenti per aver raggiunto un determinato livello di affidabilità fiscale per il 2023. Il sopraindicato provvedimento modifica alcuni aspetti, rispetto agli anni precedenti, incrementando i punteggi, come statuito dal decreto legge n. 1 del 2024, per poter beneficiare dell’esonero dal visto di conformità per la compensazione di crediti relativi a IVA, imposte dirette e IRAP nonché per il rimborso del credito IVA. Il provvedimento ai punti 2.1 e 2.3 prevede che il contribuente che [...]
Legittima la sanzione disciplinare del dirigente pubblico che non sovraintende, nell’esercizio del proprio potere direttivo, al corretto svolgimento dell’attività del personale assegnato alla struttura, e tale controllo non può non implicare il controllo del processo lavorativo e l’operato del personale a esso addetto
La Corte di Cassazione. sezione lavoro, con l'ordinanza n. 8642 depositata il 2 aprile 2024, intervenendo in tema di sanzioni disciplinari nei confronti dei dirigenti pubblici, ha confermato la legittimità della sanzione disciplinare per mancato controllo precisando che "... il dovere di «sovrintendere, nell’esercizio del proprio potere direttivo, al corretto svolgimento dell’attività del personale, anche di livello dirigenziale, assegnato alla struttura, nonché al rispetto delle norme del codice di comportamento e disciplinare» (art. 5 c.c.n.l. cit.) non può non implicare quello di controllare il processo lavorativo e l’operato del personale a esso addetto, guidandone, con direttive di carattere generale, le attività, tra cui quelle di data entry riguardanti, appunto, gli accertamenti di infrazioni rilevate con le apparecchiature autovelox (qui oggetto dell’inserimento con codice errato nel sistema “Prosa”); il che comporta, come rettamente rilevato dal giudice [...]
Valido l’accordo collettivo aziendale che limita il risarcimento del danno per la illegittimità dei licenziamenti sia individuali che collettivi
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 10213 depositata il 16 aprile 2024, intervenendo in tema di licenziamenti illegittimi, ha stabilito che "... Di tale accordo, dunque, la Corte territoriale dovrà tenere conto, atteso che in esso sono indicate le ragioni della sua stipula e vi è l’espressa previsione delle conseguenze indennitario-risarcitorie per eventuali licenziamenti illegittimi (ferma la reintegrazione, ..." La vicenda ha riguardato una dipendente di un'azienda operante nel settore lattiero-caseario, a cui la datrice di lavoro aveva notificato la risoluzione del contratto di lavoro alla conclusione di una procedura di licenziamento collettivo, giustificata dall’asserita soppressione del reparto cui era addetta. La lavoratrice impugnava il provvedimento di espulsione citando in giudizio la datrice di lavoro. Il Tribunale adito, in veste di giudice del lavoro, all’esito della fase a cognizione sommaria il Tribunale [...]
Non è configurabile l’aggravante del reato di bancarotta patrimoniale o di quella impropria se dal fatto di rilevante gravità non sia derivato un danno di rilevante gravità
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 17140 depositata il 24 aprile 2024, intervenendo in tema di bancarotta patrimoniale e circostanze aggravanti, ha ribadito i principi secondo cui "... il tema dei criteri cui il giudice deve ispirarsi nella valutazione della circostanza aggravante del danno di rilevante gravità, si veda Sez. 5, n. 48203 del 10/07/2017, Meluzio, Rv. 271274, in motivazione, dove si è precisato come la circostanza aggravante in parola «possa essere integrata anche in presenza di un danno derivante dal fatto di bancarotta che, pur essendo, in sé considerato, di rilevante gravità, rappresenti una frazione "non rilevante" del passivo globalmente considerato. La medesima affermazione, tuttavia, non può essere intesa nel senso che la circostanza aggravante sia configurabile in presenza di un fatto di bancarotta pur, in sé, di rilevante gravità [...]
Il giudice non può integrare il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto nei confronti dell’ente (articoli 321, comma 2, Codice di procedura penale e 19 del Dlgs 231/2001) quando esso sia privo di motivazione sul pericolo di dispersione dei beni
Il giudice non può integrare il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto nei confronti dell’ente (articoli 321, comma 2, Codice di procedura penale e 19 del Dlgs 231/2001) quando esso sia privo di motivazione sul pericolo di dispersione dei beni
Nell’eccezione di prescrizione, in materia tributaria, eccepita dal contribuente l’individuazione del termine legale applicabile è rimessa al giudice di merito
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 6289 depositata l' 8 marzo 2024, intervenendo in tema di eccezione di prescrizione, ha ribadito il principio secondo cui "... anche in materia tributaria trova applicazione il principio secondo cui, a fronte della natura estintiva della prescrizione eccepita dal contribuente, l'individuazione del termine legale applicabile è rimessa al giudice di merito, il quale, in difetto di specifica precisazione, è comunque tenuto ad interpretare la volontà della parte nella formulazione della relativa eccezione e a verificare la maturazione o meno della prescrizione, avuto riguardo agli atti di esercizio della potestà impositiva ed eventualmente interruttivi, il cui onere di allegazione e prova grava sul creditore erariale). L'interpretazione del motivo formulato, nella sentenza di secondo grado, non è, quindi, conforme ai criteri ermeneutici degli atti processuali ed alle indicazioni [...]
Processo tributario: L’Agenzia delle entrate Riscossione può essere difesa da avvocati di libero foro solamente, in ipotesi residuali, e qualora l’ente adotti una motivata delibera, la mancanza determina la nullità dell’intero processo
L’Agenzia delle entrate Riscossione può essere difesa da avvocati di libero foro solamente, in ipotesi residuali, e qualora l’ente adotti una motivata delibera, la mancanza determina la nullità dell’intero processo
Il reato di bancarotta fraudolente documentale per omessa tenuta od occultamento delle scritture contabili richiede il dolo specifico che non può consistere nella mancata consegna delle scritture o loro sottrazione
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 16414 depositata il 19 aprile 2024, intervenendo in tema di reato per bancarotta fraudolente patrimoniale e documentale, ha ribadito che "... Va premesso che il reato di bancarotta fraudolenta documentale si può manifestare nelle sue due alternative forme descritte (entrambe) al n. 2 dell'art. 216 l. fall.: l'occultamento delle scritture contabili, per la cui sussistenza è necessario il dolo specifico di recare pregiudizio ai creditori, consistendo nella fisica sottrazione delle stesse alla disponibilità degli organi fallimentari, anche sotto forma della loro omessa tenuta, e la fraudolenta tenuta di tali scritture, che, invece, integra un'ipotesi di reato a dolo generico, che presuppone un accertamento condotto su libri contabili effettivamente rinvenuti ed esaminati dai predetti organi (cfr. Sez. 5, n. 18634 del 1/2/2017, Autunno, Rv. 269904; Sez. 5, [...]