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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Processo Tributario: Il potere di disapplicazione delle sanzioni per violazioni di norme tributarie è esercitabile d’ufficio dal giudice tributario, qualora accerti che le stesse sono state commesse in presenza ed in connessione con una situazione di oggettiva incertezza nell’interpretazione normativa

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 2604 depositata il 29 gennaio 2024, intervenendo in tema di sanzioni tributarie, ha statuito il principio di diritto secondo cui "... Il potere di disapplicazione delle sanzioni per violazioni di norme tributarie è esercitabile d’ufficio dal giudice tributario, qualora accerti che le stesse sono state commesse in presenza ed in connessione con una situazione di oggettiva incertezza nell'interpretazione normativa, e non postula una domanda di parte, la quale, se avanzata, ha natura di mera sollecitazione ..." La vicenda ha riguardato una società a cui l?agenzia delle Entrate notificava tre atti di contestazione per omessa regolarizzazione di fatture di acquisto per prestazioni di smaltimento di combustibile da rifiuti «CDR», con applicazione di aliquota Iva agevolata del 10%, anziché in misura ordinaria. Tali atti furono impugnati innanzi alla [...]

Legittimo il licenziamento per frasi o commenti offensivi nei confronti della società datrice di lavoro

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 12142 depositata il 6 maggio 2024, intervenendo in tema di licenziamento per frasi ingiuriose verso il datore di lavoro pubblicate su Facebook, ha ribadito il principio secondo cui "... In tema di licenziamento disciplinare, costituisce giusta causa di recesso, in quanto idonea a ledere il vincolo fiduciario nel rapporto lavorativo, la diffusione su “facebook” di un commento offensivo nei confronti della società datrice di lavoro, integrando tale condotta gli estremi della diffamazione, per la attitudine del mezzo utilizzato a determinare la circolazione del messaggio tra un gruppo indeterminato di persone» (così Cass. 27/04/2018, n. 10280, ove è precisato, in motivazione, che, in tal caso, «il rapporto interpersonale, proprio per il mezzo utilizzato, assume un profilo allargato ad un gruppo indeterminato di aderenti al fine di una [...]

E’ possibile esercitare l’opzione, da parte del locatore, per la cedolare secca qualora l’abitazione venga destinata dal conduttore ad alloggio per i suoi dipendenti

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 12395 depositata il 7 maggio 2024, intervenendo in tema di applicazione del regime della cedolare secca, ha statuito il seguente principio di diritto secondo cui "... in tema di redditi da locazione, il locatore può optare per la cedolare secca anche nell’ipotesi in cui il conduttore concluda il contratto di locazione ad uso abitativo nell’esercizio della sua attività professionale, atteso che l’esclusione di cui all’art. 3, sesto comma, d.lgs. n. 23 del 2011 si riferisce esclusivamente alle locazioni di unità immobiliari ad uso abitativo effettuate dal locatore nell'esercizio di una attività d'impresa o di arti e professioni. ..." La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Agenzia delle entrate aveva notificato due avvisi di liquidazione, con irrogazione di sanzioni per omesso integrale versamento dell’imposta di [...]

Il legale rappresentante indagato del reato presupposto, ai sensi del dlgs n. 231/2001, non può nominare lo stesso difensore della società

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 13003 depositata il 28 marzo 2024, intervenendo in tema di sequestro preventivo e in materia di difesa dell’ente ex dlgs 231/2001, ha ribadito il principio secondo cui "... In tema di responsabilità da reato degli enti, il legale rappresentante indagato o imputato del reato presupposto non può provvedere, a causa della condizione di incompatibilità in cui versa, alla nomina del difensore dell'ente per il generale e assoluto divieto di rappresentanza posto dall'art. 39 d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231. (In applicazione del principio, la Corte ha affermato che il modello organizzativo dell'ente deve prevedere regole cautelari per le possibili situazioni di conflitto di interesse del legale rappresentante indagato per il reato presupposto, valevoli a munire l'ente di un difensore, nominato da soggetto specificamente delegato, che [...]

Ammissibile l’impugnazione incidentale tardiva anche alla luce del principio di consumazione dell’impugnazione

La Corte di Cassazione, sezioni unite, con la sentenza n. 8486 depositata il 28 marzo 2023, chiamata a dirimere difformi soluzioni giurisprudenziali in ordine all'impugnazione incidentale tardiva, ha statuito i seguenti principi di diritto:  l'impugnazione incidentale tardiva è ammissibile anche quando rivesta le forme dell’impugnazione adesiva rivolta contro la parte destinataria dell’impugnazione principale, in ragione del fatto che l’interesse alla sua proposizione può sorgere dall’impugnazione principale.  Il principio secondo cui l'impugnazione incidentale tardiva è ammissibile pure quando rivesta le forme dell’impugnazione adesiva rivolta contro la parte destinataria dell’impugnazione principale è applicabile anche con riferimento all’interesse insorto a seguito di un’impugnazione incidentale tardiva. il principio di consumazione dell'impugnazione non esclude che, fino a quando non intervenga una declaratoria di inammissibilità, possa essere proposto un secondo atto di impugnazione, immune dai vizi del precedente, destinato a sostituirlo [...]

Nel rito c.d. Fornero non costituisce domanda nuova, inammissibile per mutamento della causa petendi, la deduzione di ulteriori motivi di invalidità del recesso rispetto a quelli dedotti nella fase sommaria, ove fondata sui medesimi fatti costitutivi

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 10263 depositata il 16 aprile 2024, intervenendo in tema di impugnazione del licenziamento, ha ribadito il principio secondo cui "... nel rito c.d. Fornero il giudizio di primo grado è unico a composizione bifasica, con una prima fase ad istruttoria sommaria, diretta ad assicurare una più rapida tutela al lavoratore, ed una seconda fase, a cognizione piena, che della precedente costituisce una prosecuzione, sicché non costituisce domanda nuova, inammissibile per mutamento della causa petendi, la deduzione di ulteriori motivi di invalidità del recesso rispetto a quelli dedotti nella fase sommaria, ove fondata sui medesimi fatti costitutivi (Cass. 04/04/2019, n. 9458). In omaggio al principio processuale di “parità delle parti”, se in sede di opposizione possono essere fatte valere altre domande, purché fondate sui medesimi fatti costitutivi, [...]

La conciliazione è nulla se firmata in azienda e non in una delle sede protette previste dall’ordinamento giuridico il cui elenco è tassativo

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 10065 depositata il 15 aprile 2024, intervenendo in tema di validità dell'atto di rinunzie e transazioni ex art. 2113 c.c., ha ribadito il principio secondo cui "... la conciliazione in sede sindacale, ai sensi dell’art. 411, comma 3, c.p.c., non può essere validamente conclusa presso la sede aziendale, non potendo quest’ultima essere annoverata tra le sedi protette, avente il carattere di neutralità indispensabile a garantire, unitamente alla assistenza prestata dal rappresentante sindacale, la libera determinazione della volontà del del lavoratore. ..." La vicenda ha riguardato un dipendente di una società per azione, il quale aveva accettato la proposta al fine di evitare il licenziamento e aveva firmato presso la sede aziendale il verbale di conciliazione in cui si dava atto che “il rappresentante sindacale ha (ndr aveva) previamente e dettagliatamente informato [...]

Processo Tributario: la prova del perfezionamento della notifica di un atto impositivo o processuale a mezzo del servizio postale ed altre ipotesi di nullità

Nei casi in cui la notifica di un atto impositivo o processuale avvenga a mezzo del servizio postale ed il destinatario rifiuto a riceverlo oppure nell'ipotesi di sua momentanea assenza, la prova del perfezionamento della notifica può essere fornita solo con la produzione in giudizio dell’avviso di ricevimento della raccomandata, con il quale viene comunicato l’avvenuto deposito presso l’ufficio postale. Sul tema sono intervenute, al fine di dirimere un contrasto giurisprudenziale, le Sezioni Unite con la sentenza n. 10012 depositata il 15 aprile 2021 (il rinvio alle SS.UU. era stato disposto con ordinanza n. 21714 dell'8 ottobre 2020 della sezione tributaria in un caso riguardante la notifica di una cartella di pagamento per IRPEF in precaria assenza della contribuente dal proprio domicilio). Il Supremo consesso a SS. UU. ha posto fine al contrasto sulla questione [...]

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