accertamento

Limiti sull’efficacia del giudicato penale nel processo tributario: piena applicabilità per le sanzioni, mentre per l’accertamento costituisce solo un elemento di prova

Con la sentenza n. 9157 depositata il 7 aprile 2025 la Corte di Cassazione, sezione tributaria, è ritornata  sugli effetti e limiti di applicazione del nuovo art. 21-bis del d.lgs. n. 74/2000, introdotto dall'art. 1 del  d.lgs. n. 87/2024, ed ha statuito il principio di diritto secondo cui "L' art. 21-bis D.Lgs. n. 74 del 2000 , [...]

Accertamenti fiscali fondati su indagini bancarie assistiti da presunzione legali relative: ripartizione dell’onere della prova e prova contraria

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 9681 depositata il 14 aprile 2025, intervenendo in tema di accertamenti tributari fondati su indagini bancarie, ha riaffermato il principio secondo cui "in tema di accertamenti bancari, poiché il contribuente ha l'onere di superare la presunzione posta dagli artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 9681 depositata il 14 aprile 2025 – In tema di accertamenti bancari, poiché il contribuente ha l’onere di superare la presunzione posta dagli artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del 1972, dimostrando in modo analitico l’estraneità di ciascuna delle operazioni a fatti imponibili, il giudice di merito è tenuto ad effettuare una verifica rigorosa in ordine all’efficacia dimostrativa delle prove fornite dallo stesso, rispetto ad ogni singola movimentazione, dandone compiutamente conto in motivazione

In tema di accertamenti bancari, poiché il contribuente ha l'onere di superare la presunzione posta dagli artt. 32 del D.P.R. n. 600 del 1973 e 51 del D.P.R. n. 633 del 1972, dimostrando in modo analitico l'estraneità di ciascuna delle operazioni a fatti imponibili, il giudice di merito è tenuto ad effettuare una verifica rigorosa in ordine all'efficacia dimostrativa delle prove fornite dallo stesso, rispetto ad ogni singola movimentazione, dandone compiutamente conto in motivazione

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 8716 depositata il 2 aprile 2025 – In tema di IVA, l’onere della prova relativa alla presenza di operazioni oggettivamente inesistenti è a carico dell’Amministrazione finanziaria e può essere assolto mediante presunzioni semplici, come l’assenza di una idonea struttura organizzativa (locali, mezzi, personale, utenze), mentre spetta al contribuente, ai fini della detrazione dell’IVA e della deduzione dei relativi costi, provare l’effettiva esistenza delle operazioni contestate, non potendo tale onere ritenersi assolto con l’esibizione della fattura ovvero in ragione della regolarità formale delle scritture contabili o dei mezzi di pagamento adoperati, in quanto essi vengono di regola utilizzati proprio allo scopo di far apparire reale un’operazione fittizia

In tema di IVA, l'onere della prova relativa alla presenza di operazioni oggettivamente inesistenti è a carico dell'Amministrazione finanziaria e può essere assolto mediante presunzioni semplici, come l'assenza di una idonea struttura organizzativa (locali, mezzi, personale, utenze), mentre spetta al contribuente, ai fini della detrazione dell'IVA e della deduzione dei relativi costi, provare l'effettiva esistenza delle operazioni contestate, non potendo tale onere ritenersi assolto con l'esibizione della fattura ovvero in ragione della regolarità formale delle scritture contabili o dei mezzi di pagamento adoperati, in quanto essi vengono di regola utilizzati proprio allo scopo di far apparire reale un'operazione fittizia

Interessi corrisposti da una società di Investimento Immobiliare Quotata (SIIQ) residente nel territorio dello Stato alla società controllante di altro Stato membro UE – Applicabilità del regime di ”Esenzione dalle imposte sugli interessi e sui canoni corrisposti a soggetti residenti in Stati membri dell’Unione Europea” di cui all’articolo 26-quater del d.P.R. n. 600/1973 – Risposta n. 93 del 9 aprile 2025 dell’Agenzia delle entrate

AGENZIA delle ENTRATE - Risposta n. 93 del 9 aprile 2025 Interessi corrisposti da una società di Investimento Immobiliare Quotata (SIIQ) residente nel territorio dello Stato alla società controllante di altro Stato membro UE - Applicabilità del regime di ''Esenzione dalle imposte sugli interessi e sui canoni corrisposti a soggetti residenti in Stati membri dell'Unione [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 8504 depositata il 1° aprile 2025 – L’autorizzazione ad effettuare indagini bancarie esplica una funzione organizzativa nell’àmbito dei rapporti fra uffici, onde la sua mancata allegazione all’avviso di accertamento non determina l’illegittimità dell’atto, in quanto l’art. 32, comma 1, n. 7), del D.P.R. n. 600 del 1973 e l’art. 51, comma 2, n. 7) del D.P.R. n. 633 del 1972 non prevedono l’obbligo di esibirla al contribuente, salvo che la movimentazione bancaria sia stata acquisita in mancanza di essa e ciò abbia prodotto un concreto pregiudizio per il contribuente medesimo

L'autorizzazione ad effettuare indagini bancarie esplica una funzione organizzativa nell'àmbito dei rapporti fra uffici, onde la sua mancata allegazione all'avviso di accertamento non determina l'illegittimità dell'atto, in quanto l'art. 32, comma 1, n. 7), del D.P.R. n. 600 del 1973 e l'art. 51, comma 2, n. 7) del D.P.R. n. 633 del 1972 non prevedono l'obbligo di esibirla al contribuente, salvo che la movimentazione bancaria sia stata acquisita in mancanza di essa e ciò abbia prodotto un concreto pregiudizio per il contribuente medesimo

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 8565 depositata il 1° aprile 2025 – La disponibilità dei conti costituisce elemento idoneo a legittimare il rilievo meramente probatorio (sul piano del quantum debatur) attribuito ai prelievi e versamenti non giustificati, e l’ufficio ben può procedere al ritiro del provvedimento dopo il relativo accertamento, in base alle osservazioni o giustificazioni proposte dall’interessato

La disponibilità dei conti costituisce elemento idoneo a legittimare il rilievo meramente probatorio (sul piano del quantum debatur) attribuito ai prelievi e versamenti non giustificati, e l'ufficio ben può procedere al ritiro del provvedimento dopo il relativo accertamento, in base alle osservazioni o giustificazioni proposte dall'interessato

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 8753 depositata il 2 aprile 2025 – In tema di rettifica dei redditi d’impresa, il discrimine tra l’accertamento con metodo analitico induttivo e quello con metodo induttivo puro sta, rispettivamente, nella parziale o assoluta inattendibilità dei dati risultanti dalle scritture contabili

In tema di rettifica dei redditi d’impresa, il discrimine tra l’accertamento con metodo analitico induttivo e quello con metodo induttivo puro sta, rispettivamente, nella parziale o assoluta inattendibilità dei dati risultanti dalle scritture contabili

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