accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 dicembre 2019, n. 32220 – Lannullamento dell’accertamento di maggior reddito conseguito dalla società determina l’annullamento dell’accertamento redditi da partecipazione nei confronti del socio

Nel processo di cassazione, in presenza di cause decise separatamente nel merito e relative, rispettivamente, alla rettifica del reddito di una società di persone ed alla conseguente automatica imputazione dei redditi stessi a ciascun socio, non va dichiarata la nullità per essere stati i giudizi celebrati senza la partecipazione di tutti i litisconsorti necessari, in conseguenza della formazione del giudicato, l'annullamento dell'accertamento disposto nei confronti della società, presupposto necessario degli accertamenti effettuati nei confronti dei soci, appare contrario ai principi di economia processuale e di ragionevole durata del processo, che hanno fondamento costituzionale. Il giudizio può quindi essere definito in sede di legittimità con decisione nel merito, disponendosi l'annullamento anche dell'originario accertamento effettuato nei confronti del socio.

ORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 dicembre 2019, n. 32212 – La mancata esibizione del dettaglio delle giacenze di magazzino in fase di contraddittorio amministrativo legittima l’accertamento induttivo

ORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 10 dicembre 2019, n. 32212 Tributi - Reddito d’impresa - Accertamento - Mancata esibizione del dettaglio delle giacenze di magazzino in fase di contraddittorio amministrativo - Accertamento analitico-induttivo - Legittimità - Anomalia tra costo del venduto e ricavi dichiarati Fatti di causa 1. La Commissione tributaria regionale per il Lazio [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 dicembre 2019, n. 32209 – Negli accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici. attivare obbligatoriamente, pena la nullità il contraddittorio, qualora nel caso in cui il contraddittorio sia stato regolarmente attivato ed il contribuente abbia omesso di parteciparvi o si sia astenuto dalle attività di allegazione, l’Ufficio non è tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa esercitata in ragione del semplice disallineamento del reddito dichiarato rispetto ai dati desunti dagli studi di settore

Negli accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore costituisce un sistema di presunzioni semplici. attivare obbligatoriamente, pena la nullità il contraddittorio, qualora nel caso in cui il contraddittorio sia stato regolarmente attivato ed il contribuente abbia omesso di parteciparvi o si sia astenuto dalle attività di allegazione, l'Ufficio non è tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa esercitata in ragione del semplice disallineamento del reddito dichiarato rispetto ai dati desunti dagli studi di settore

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 dicembre 2019, n. 31642 – La cessione del diritto di sfruttamento delle cave di marmo soggetta a tassazione come redditi diversi ex art. 67, co. 1, lett. h) del DPR n. 917 del 1986

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 dicembre 2019, n. 31642 Tributi - Cessione del diritto di sfruttamento delle cave di marmo - Redditi diversi ex art. 67, co. 1, lett. h) del DPR n. 917 del 1986 Rilevato che 1. L'Agenzia delle Entrate emetteva un avviso di accertamento nei confronti di A.S., in relazione all'anno [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2019, n. 31810 – Accertamento analitico-induttivo per anomala contabilizzazione delle rimanenze finali consistente nel mancato riporto come rimanenze iniziali dell’anno successivo

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 05 dicembre 2019, n. 31810 Tributi - Accertamento analitico-induttivo - Irregolarità contabili - Anomala contabilizzazione delle rimanenze finali - Mancato riporto come rimanenze iniziali dell'anno successivo Fatti di causa 1. L'Agenzia delle Entrate ricorre con tre motivi contro la E.C. s.r.l. per la cassazione della sentenza n. 34/22/12 della Commissione [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 dicembre 2019, n. 31781 – In base al principio di competenza per cui i costi devono essere imputati agli esercizi in cui si manifestano i relativi ricavi, disciplina la procedura contabile di ammortamento dei costi riferibili a beni strumentali di durata pluriennale, prevedendo che essi debbano essere dedotti in forma ripartita nei diversi esercizi in cui manifestano la loro utilità, secondo i coefficienti di ammortamento stabiliti da apposito decreto ministeriale

In base al principio di competenza per cui i costi devono essere imputati agli esercizi in cui si manifestano i relativi ricavi, disciplina la procedura contabile di ammortamento dei costi riferibili a beni strumentali di durata pluriennale, prevedendo che essi debbano essere dedotti in forma ripartita nei diversi esercizi in cui manifestano la loro utilità, secondo i coefficienti di ammortamento stabiliti da apposito decreto ministeriale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 dicembre 2019, n. 32081 – Per l’emissione degli avvisi di accertamento la legge n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, nel prevedere che l’avviso di accertamento non possa essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvi i casi “di particolare e motivata urgenza” impone un termine per l’esercizio dell’azione amministrativa piuttosto che un obbligo di motivazione circa il requisito dell’urgenza nell’emissione, anticipata, dell’atto impositivo

Per l'emissione degli avvisi di accertamento la legge n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, nel prevedere che l'avviso di accertamento non possa essere emanato prima della scadenza del predetto termine, salvi i casi "di particolare e motivata urgenza" impone un termine per l'esercizio dell'azione amministrativa piuttosto che un obbligo di motivazione circa il requisito dell'urgenza nell'emissione, anticipata, dell'atto impositivo

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