cassazione penale

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 57935 depositata il 21 dicembre 2018 – L’inosservanza da parte del lavoratore di precise norme antinfortunistiche, ovvero la sua condotta contraria a precise direttive organizzative ricevute, non esclude la responsabilità del datore di lavoro qualora l’infortunio risulti determinato da assenza o inidoneità delle misure di sicurezza dal medesimo datore adottate

l'inosservanza da parte del lavoratore di precise norme antinfortunistiche, ovvero la sua condotta contraria a precise direttive organizzative ricevute, non esclude la responsabilità del datore di lavoro qualora l'infortunio risulti determinato da assenza o inidoneità delle misure di sicurezza dal medesimo datore adottate

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 26610 depositata il 11 giugno 2018 – Ai fini del perfezionamento del reato di abuso d’ufficio assume rilievo il concreto verificarsi (reale o potenziale) di un ingiusto vantaggio patrimoniale che il soggetto attivo procura con i suoi atti a se stesso o ad altri, ovvero di un ingiusto danno che quei medesimi atti procurano a terzi

ai fini del perfezionamento del reato di abuso d'ufficio assume rilievo il concreto verificarsi (reale o potenziale) di un ingiusto vantaggio patrimoniale che il soggetto attivo procura con i suoi atti a se stesso o ad altri, ovvero di un ingiusto danno che quei medesimi atti procurano a terzi (Sez. 6, n. 36020 del 24/05/2011, Rossattini, Rv. 250776). È, quindi, necessario che sussista la cosiddetta doppia ingiustizia, nel senso che ingiusta deve essere la condotta, perché connotata da violazione di legge, ed ingiusto deve essere l'evento di vantaggio patrimoniale, in quanto non spettante in base al diritto oggettivo regolante la materia e nel caso comprovato dal favoritismo accordato alla EA assicurandole l'appalto, frazionato in cinque ordinativi, e con l'intenzione di arrecarle un vantaggio, evitando la gara

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 55464 depositata il 12 dicembre 2018 – Integra di per sé un autonomo atto di riciclaggio qualsiasi prelievo o trasferimento di fondi successivo a precedenti versamenti, ed anche il mero trasferimento di denaro di provenienza delittuosa da un conto corrente bancario ad un altro diversamente intestato, ed acceso presso un differente istituto di credito

in tema di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, il giudice che emette il provvedimento non è tenuto ad individuare concretamente i beni da sottoporre alla misura ablatoria, ma può limitarsi a determinare la somma di denaro che costituisce il profitto o il prezzo del reato o il valore ad essi corrispondente, mentre l'individuazione specifica dei beni da apprendere e la verifica della corrispondenza del loro valore al "quantum" indicato nel sequestro è riservata alla fase esecutiva demandata al pubblico ministero

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 54024 depositata il 3 dicembre 2018 – Il principio del divieto di retroattività della legge penale sfavorevole comporta l’inapplicabilità della confisca ex art. 600-septies cod. pen. alla fattispecie di cui all’art. 603-bis cod. pen.

Il principio del divieto di retroattività della legge penale sfavorevole comporta l'inapplicabilità della confisca ex art. 600-septies cod. pen. alla fattispecie di cui all'art. 603-bis cod. pen.

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 51321 depositata il 12 novembre 2018 – La mera designazione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, come nel caso che ci occupa, non costituisce una delega di funzioni e non è dunque sufficiente a sollevare il datore di lavoro ed i dirigenti dalle rispettive responsabilità in tema di violazione degli obblighi dettati per la prevenzione degli infortuni sul lavoro

in tema di infortuni sul lavoro, il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, pur svolgendo all'interno della struttura aziendale un ruolo non gestionale ma di consulenza, ha l'obbligo giuridico di adempiere diligentemente l'incarico affidatogli e di collaborare con il datore di lavoro, individuando i rischi connessi all'attività lavorativa e fornendo le opportune indicazioni tecniche per risolverli, all'occorrenza disincentivando eventuali soluzioni economicamente più convenienti ma rischiose per la sicurezza dei lavoratori, con la conseguenza che, in relazione a tale suo compito, può essere chiamato a rispondere, quale garante, degli eventi che si verifichino per effetto della violazione dei suoi doveri

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 48269 depositata il 23 ottobre 2018 – Il delitto di distruzione od occultamento di scritture contabili o documenti obbligatori non richiede, per la sua integrazione, che si verifichi in concreto una impossibilità assoluta di ricostruire il volume d’affari o dei redditi, essendo sufficiente anche una impossibilità relativa, non esclusa quando a tale ricostruzione si possa pervenire “aliunde”, potendosi cioè ritenere il reato integrato anche quando è necessario procedere all’acquisizione dei documenti mancanti presso terzi

il delitto di distruzione od occultamento di scritture contabili o documenti obbligatori non richiede, per la sua integrazione, che si verifichi in concreto una impossibilità assoluta di ricostruire il volume d'affari o dei redditi, essendo sufficiente anche una impossibilità relativa, non esclusa quando a tale ricostruzione si possa pervenire "aliunde", potendosi cioè ritenere il reato integrato anche quando è necessario procedere all'acquisizione dei documenti mancanti presso terzi

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 45574 depositata il 10 ottobre 2018 – E’ illegittimo il sequestro per equivalente dei beni in concreto sequestrati, ovverosia le somme in giacenza sui conti correnti intestati alla curatela, non costituiscono profitto diretto dei reati in contestazione

Sequestro per equivalente - il concetto di disponibilità, nel settore delle cautele reali, ivi compresa quella penale ha un contenuto esclusivamente fattuale, corrispondendo in sostanza all'istituto civile del possesso, inteso quale potere di fatto sul bene che ne è l'oggetto

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 40922 depositata il 24 settembre 2018 – Il committente “non professionale” pur non avendo un onere di vigilanza continua sullo svolgimento delle opere, deve affermarsi che il medesimo, in assenza della redazione di un documento di valutazione dei rischi o della nomina di un responsabile dei lavori, cui sia conferito anche il compito di realizzare la sicurezza del cantiere prima della realizzazione delle opere, ha l’onere generalissimo di mettere l’appaltatore nella condizione di operare in sicurezza

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 40922 depositata il 24 settembre 2018 Rapporto di lavoro - Infortunio - Valutazione dei rischi - Mancata osservanza degli obblighi di prevenzione - Valutazione dell'abnormità del comportamento tenuto dai prestatori d'opera Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 20 aprile 2017 la Corte d'Appello di Caltanissetta ha confermato [...]

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