cassazione sez. tributi

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14759 – Le disposizioni dell’art. 14 del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 472 introducono misure antielusive a tutela dei crediti tributari, di natura speciale rispetto alla ordinaria disciplina dell’art. 2560 co.2 c.c., evitando che, attraverso il trasferimento dell’azienda o di un ramo d’azienda, o anche mediante il trasferimento frazionato di singoli beni appartenenti al complesso aziendale, l’originaria generale garanzia patrimoniale del debitore possa essere dispersa in pregiudizio dell’interesse pubblico alla riscossione delle entrate finanziare

Le disposizioni dell'art. 14 del decreto legislativo 18 dicembre 1997 n. 472 introducono misure antielusive a tutela dei crediti tributari, di natura speciale rispetto alla ordinaria disciplina dell'art. 2560 co.2 c.c., evitando che, attraverso il trasferimento dell'azienda o di un ramo d'azienda, o anche mediante il trasferimento frazionato di singoli beni appartenenti al complesso aziendale, l'originaria generale garanzia patrimoniale del debitore possa essere dispersa in pregiudizio dell'interesse pubblico alla riscossione delle entrate finanziare

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14755 – Ai fini del rispetto dei limiti contenutistici di cui all’art. 366, comma 1, n. 3) e 4), c.p.c., il ricorso per cassazione deve essere redatto in conformità al dovere processuale della chiarezza e della sinteticità espositiva, dovendo il ricorrente selezionare i profili di fatto e di diritto della vicenda “sub iudice” posti a fondamento delle doglianze proposte in modo da offrire al giudice di legittimità una concisa rappresentazione dell’intera vicenda giudiziaria e delle questioni giuridiche prospettate e non risolte o risolte in maniera non condivisa, per poi esporre le ragioni delle critiche nell’ambito della tipologia dei vizi elencata dall’art. 360 c.p.c.

Ai fini del rispetto dei limiti contenutistici di cui all'art. 366, comma 1, n. 3) e 4), c.p.c., il ricorso per cassazione deve essere redatto in conformità al dovere processuale della chiarezza e della sinteticità espositiva, dovendo il ricorrente selezionare i profili di fatto e di diritto della vicenda "sub iudice" posti a fondamento delle doglianze proposte in modo da offrire al giudice di legittimità una concisa rappresentazione dell'intera vicenda giudiziaria e delle questioni giuridiche prospettate e non risolte o risolte in maniera non condivisa, per poi esporre le ragioni delle critiche nell'ambito della tipologia dei vizi elencata dall'art. 360 c.p.c.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14750 – In materia di società di comodo, “l’impossibilità”, per situazioni, di conseguire il reddito presunto secondo il meccanismo di determinazione di cui all’art. 30 della I. n. 724 del 1994, la cui prova è a carico del contribuente, non va intesa termini assoluti bensì economici, aventi riguardo alle effettive condizioni del mercato

In materia di società di comodo, "l’impossibilità", per situazioni, di conseguire il reddito presunto secondo il meccanismo di determinazione di cui all'art. 30 della I. n. 724 del 1994, la cui prova è a carico del contribuente, non va intesa termini assoluti bensì economici, aventi riguardo alle effettive condizioni del mercato

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14877 – L’art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 147 del 2015 esclude che l’Amministrazione finanziaria possa ancora procedere ad accertare, in via induttiva, plusvalenza patrimoniale realizzata a seguito di cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini di altra imposta commisurata al valore del bene

L'art. 5, comma 3, del d.lgs. n. 147 del 2015 esclude che l'Amministrazione finanziaria possa ancora procedere ad accertare, in via induttiva, plusvalenza patrimoniale realizzata a seguito di cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini di altra imposta commisurata al valore del bene, posto che la base imponibile ai fini IRPEF è data non già dal valore del bene, ma dalla differenza tra i corrispettivi percepiti nel periodo di imposta e il prezzo di acquisto del bene ceduto, aumentato di ogni altro costo inerente al bene medesimo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14759 – Responsabilità in solido del cessionario per debiti d’imposta precedenti alla cessione riferibili a violazioni commesse nel periodo di sorveglianza

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14759 Tributi - Cessione d’azienda - Debiti d’imposta precedenti alla cessione riferibili a violazioni commesse nel periodo di sorveglianza - Responsabilità in solido del cessionario - Art. 14, D.Lgs. n. 472 del 1997 Rilevato che 1. La società B. s.r.l., secondo quanto emerge dalla sentenza impugnata, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14880 – Diritto al rimborso di ritenute su redditi di lavoro dipendente per i soggetti colpiti dal sisma in Sicilia del 1990 – art. 9, co. 17, Legge n. 289 del 2002

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 27 maggio 2021, n. 14880 Tributi - IRPEF - Agevolazioni fiscali - Soggetti colpiti dal sisma in Sicilia del 1990 - art. 9, co. 17, Legge n. 289 del 2002 - Diritto al rimborso di ritenute su redditi di lavoro dipendente - Legittimità Ritenuto in fatto L'Agenzia delle Entrate propone [...]

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