DIRITTO PROCESSUALE

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 settembre 2021, n. 25728 – Opposizione alla cartella esattoriale relativa ad omissioni contributive

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 settembre 2021, n. 25728 Omissioni contributive - Opposizione alla cartella esattoriale - Maggior credito nei confronti dell'INPS - Prova Rilevato che 1. con sentenza n.1239 del 2014, la Corte di Appello di Catania ha riformato la sentenza di primo grado, che aveva dichiarato estinto, per compensazione, parte del credito [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 settembre 2021, n. 25731 – Licenziamento per giusta causa a causa del contenuto pesantemente offensivo nei confronti di una superiore gerarchica nella chat aziendale – Espressione della libera manifestazione del pensiero in una conversazione privata

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 settembre 2021, n. 25731 Licenziamento per giusta causa - Chat aziendale con contenuto pesantemente offensivo nei confronti di una superiore gerarchica - Espressione della libera manifestazione del pensiero in una conversazione privata - Uso anomalo dei beni aziendali Fatti di causa 1. La Corte di appello di Milano, con [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 settembre 2021, n. 25406 – In materia di pubblico impiego privatizzato, nell’ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine, la misura risarcitoria prevista dall’art. 36, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001, va interpretata in conformità al canone di effettività della tutela affermato dalla Corte di Giustizia UE (ordinanza 12 dicembre 2013, in C-50/13), sicché, mentre va escluso – siccome incongruo – il ricorso ai criteri previsti per il licenziamento illegittimo, può farsi riferimento alla fattispecie omogenea di cui all’art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010, quale danno presunto, con valenza sanzionatoria e qualificabile come “danno comunitario”, determinato tra un minimo ed un massimo, salva la prova del maggior pregiudizio sofferto, senza che ne derivi una posizione di favore del lavoratore privato rispetto al dipendente pubblico, atteso che, per il primo, l’indennità forfetizzata limita il danno risarcibile, per il secondo, invece, agevola l’onere probatorio del danno subito

In materia di pubblico impiego privatizzato, nell'ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine, la misura risarcitoria prevista dall'art. 36, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001, va interpretata in conformità al canone di effettività della tutela affermato dalla Corte di Giustizia UE (ordinanza 12 dicembre 2013, in C-50/13), sicché, mentre va escluso - siccome incongruo - il ricorso ai criteri previsti per il licenziamento illegittimo, può farsi riferimento alla fattispecie omogenea di cui all'art. 32, comma 5, della l. n. 183 del 2010, quale danno presunto, con valenza sanzionatoria e qualificabile come "danno comunitario", determinato tra un minimo ed un massimo, salva la prova del maggior pregiudizio sofferto, senza che ne derivi una posizione di favore del lavoratore privato rispetto al dipendente pubblico, atteso che, per il primo, l'indennità forfetizzata limita il danno risarcibile, per il secondo, invece, agevola l'onere probatorio del danno subito

Corte di Cassazione sentenza n. 834 depositata il 15 gennaio 2019 – Si ha “mutatio libelli” quando si avanzi una pretesa obiettivamente diversa da quella originaria, introducendo nel processo un “petitum” diverso e più ampio oppure una “causa petendi” fondata su situazioni giuridiche non prospettate prima e particolarmente su un fatto costitutivo radicalmente differente, di modo che si ponga al giudice un nuovo tema d’indagine e si spostino i termini ,della controversia, con l’effetto di disorientare la difesa della’ controparte ed alterare il regolare svolgimento del processo; si ha, invece, semplice “emendatio” quando si incida sulla “causa petendi”, in modo che risulti modificata soltanto l’interpretazione o qualificazione giuridica del fatto costitutivo del diritto, oppure sul “petitum”, nel senso di ampliarlo o limitarlo per renderlo più idoneo al concreto ed effettivo soddisfacimento della pretesa fatta valere

Si ha "mutatio libelli" quando si avanzi una pretesa obiettivamente diversa da quella originaria, introducendo nel processo un "petitum" diverso e più ampio oppure una "causa petendi" fondata su situazioni giuridiche non prospettate prima e particolarmente su un fatto costitutivo radicalmente differente, di modo che si ponga al giudice un nuovo tema d'indagine e si spostino i termini ,della controversia, con l'effetto di disorientare la difesa della' controparte ed alterare il regolare svolgimento del processo; si ha, invece, semplice "emendatio" quando si incida sulla "causa petendi", in modo che risulti modificata soltanto l'interpretazione o qualificazione giuridica del fatto costitutivo del diritto, oppure sul "petitum", nel senso di ampliarlo o limitarlo per renderlo più idoneo al concreto ed effettivo soddisfacimento della pretesa fatta valere

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 34645 depositata il 20 settembre 2021 – In tema di elemento soggettivo del reato di indebita compensazione di crediti previsto dall’art. 10-quater del d.lgs. n. 74 del 2000, l’inesistenza del credito costituisce di per sé, salvo prova contraria, un indice rivelatore della coscienza e volontà del contribuente di bilanciare i propri debiti verso l’Erario con una posta creditoria artificiosamente creata, ingannando il fisco

In tema di elemento soggettivo del reato di indebita compensazione di crediti previsto dall'art. 10-quater del d.lgs. n. 74 del 2000, l'inesistenza del credito costituisce di per sé, salvo prova contraria, un indice rivelatore della coscienza e volontà del contribuente di bilanciare i propri debiti verso l'Erario con una posta creditoria artificiosamente creata, ingannando il fisco

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 settembre 2021, n. 25401 – La domanda della lavoratrice dipendente volta al riconoscimento dell’indennità di maternità […] va proposta non solo nei confronti del datore di lavoro, ma anche dell’INPS, ricorrendo nei loro confronti un’ipotesi di litisconsorzio necessario ex art. 102 cod. proc. civ.

La domanda della lavoratrice dipendente volta al riconoscimento dell'indennità di maternità [...] va proposta non solo nei confronti del datore di lavoro, ma anche dell'INPS, ricorrendo nei loro confronti un'ipotesi di litisconsorzio necessario ex art. 102 cod. proc. civ.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 settembre 2021, n. 24697 – In materia di pubblico impiego privatizzato, nell’ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine, la misura risarcitoria prevista dall’art. 36, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001, va interpretata in  conformità al canone di effettività della tutela affermato dalla Corte di Giustizia UE

In materia di pubblico impiego privatizzato, nell'ipotesi di abusiva reiterazione di contratti a termine, la misura risarcitoria prevista dall'art. 36, comma 5, del d.lgs. n. 165 del 2001, va interpretata in  conformità al canone di effettività della tutela affermato dalla Corte di Giustizia UE

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 settembre 2021, n. 24957 – In tema di decadenza dall’azione giudiziaria per il conseguimento di prestazioni previdenziali, ha chiarito che il D.P.R. n. 639 del 1970, art, 47, individua nella “scadenza dei termini prescritti per l’esaurimento del procedimento amministrativo” – la soglia di trecento giornioltre la quale la presentazione di un ricorso tardivo pur restando rilevante ai fini della procedibilità dell’azione giudiziaria non consente lo spostamento in avanti del “dies a quo” per l’inizio del computo del termine decadenziale

In tema di decadenza dall'azione giudiziaria per il conseguimento di prestazioni previdenziali, ha chiarito che il D.P.R. n. 639 del 1970, art, 47, individua nella "scadenza dei termini prescritti per l'esaurimento del procedimento amministrativo" - la soglia di trecento giornioltre la quale la presentazione di un ricorso tardivo pur restando rilevante ai fini della procedibilità dell'azione giudiziaria non consente lo spostamento in avanti del "dies a quo" per l'inizio del computo del termine decadenziale

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