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IVA – Articolo 9, comma 1, n. 6) del d.P.R. n. 633 del 1972 – Non imponibilità servizi nei porti – Risposta 27 ottobre 2020, n. 501 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 27 ottobre 2020, n. 501 IVA - Articolo 9, comma 1, n. 6) del d.P.R. n. 633 del 1972 - Non imponibilità servizi nei porti Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto il seguente Quesito La Società consortile ALFA (in seguito, "ALFA", "Società" o "Istante") rappresenta di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 ottobre 2020, n. 22937 – IVA – Intermediazione per la fornitura di servizi residenziali ed alberghieri

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 21 ottobre 2020, n. 22937 Tributi - IVA - Intermediazione per la fornitura di servizi residenziali ed alberghieri - Esenzione Rilevato che La CTR della Toscana ha accolto l'appello di Z. s.r.l. avverso la sentenza della CTP di Livorno, che aveva invece respinto il ricorso proposto dalla società avverso l'avviso [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 ottobre 2020, n. 22819 – L’Amministrazione finanziaria non può pretendere il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto all’importazione dal soggetto passivo che, non avendo materialmente immesso i beni nel deposito fiscale, si è illegittimamente avvalso del regime di sospensione di cui all’art. 50-bis, comma 4, lett. b), del d.l. n. 331 del 1993

L’Amministrazione finanziaria non può pretendere il pagamento dell'imposta sul valore aggiunto all'importazione dal soggetto passivo che, non avendo materialmente immesso i beni nel deposito fiscale, si è illegittimamente avvalso del regime di sospensione di cui all'art. 50-bis, comma 4, lett. b), del d.l. n. 331 del 1993

Corte di Cassazione ordinanza n. 21999 depositata il 12 ottobre 2020 – Il diritto al rimborso non sorge con la formale emissione della nota di variazione in attivo ma trova la sua genesi nel mancato soddisfacimento del credito vantato del cedente, evento che, nella fattispecie in esame, ha avuto definitiva certificazione con la chiusura della procedura fallimentare apertasi in capo al cessionario debitore

Il diritto al rimborso non sorge con la formale emissione della nota di variazione in attivo ma trova la sua genesi nel mancato soddisfacimento del credito vantato del cedente, evento che, nella fattispecie in esame, ha avuto definitiva certificazione con la chiusura della procedura fallimentare apertasi in capo al cessionario debitore

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 ottobre 2020, n. 22489 – Ove vengano contestate al contribuente operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione finanziaria ha l’onere di provare, non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l’ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta ed ove l’Amministrazione assolva a detto onere istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria

Ove vengano contestate al contribuente operazioni soggettivamente inesistenti, l’Amministrazione finanziaria ha l'onere di provare, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta, dimostrando, anche in via presuntiva, in base ad elementi oggettivi e specifici, che il contribuente era a conoscenza, o avrebbe dovuto esserlo, usando l'ordinaria diligenza in ragione della qualità professionale ricoperta ed ove l'Amministrazione assolva a detto onere istruttorio, grava sul contribuente la prova contraria

IVA – Esenzione per singoli servizi di gestione delle biblioteche – Art. 10, primo comma, n. 22) del d.P.R. n. 633 del 1972 – Risposta 15 ottobre 2020, n. 474 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 15 ottobre 2020, n. 474 Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n.212 - Art. 10, primo comma, n. 22) del d.P.R. n. 633 del 1972 - IVA - Esenzione per singoli servizi di gestione delle biblioteche Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, è stato esposto [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 15 ottobre 2020, n. C-335/19 – L’articolo 90 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006 osta a una normativa nazionale che subordina la riduzione della base imponibile dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) alla condizione che, alla data della cessione del bene o della prestazione di servizi nonché al giorno precedente la data di presentazione della rettifica della dichiarazione fiscale volta a beneficiare di tale riduzione, il debitore sia registrato quale soggetto passivo dell’IVA e non sia sottoposto a procedura di insolvenza o di liquidazione e che, al giorno precedente la data di presentazione della rettifica della dichiarazione fiscale, il creditore sia anch’esso ancora registrato quale soggetto passivo dell’IVA

L’articolo 90 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006 osta a una normativa nazionale che subordina la riduzione della base imponibile dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) alla condizione che, alla data della cessione del bene o della prestazione di servizi nonché al giorno precedente la data di presentazione della rettifica della dichiarazione fiscale volta a beneficiare di tale riduzione, il debitore sia registrato quale soggetto passivo dell’IVA e non sia sottoposto a procedura di insolvenza o di liquidazione e che, al giorno precedente la data di presentazione della rettifica della dichiarazione fiscale, il creditore sia anch’esso ancora registrato quale soggetto passivo dell’IVA

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