IVA

Expo Milano 2015 – recupero dell’IVA addebitata a titolo di rivalsa – Risposta 18 dicembre 2018, n. 115 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 18 dicembre 2018, n. 115 Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Expo Milano 2015 - recupero dell’IVA addebitata a titolo di rivalsa Con l’interpello specificato in oggetto è stato esposto il seguente: Quesito La società [ALFA], società di [...](di seguito l'istante), espone [...]

Note di variazione IVA nel concordato preventivo con continuità aziendale – Risposta 18 dicembre 2018, n. 113 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 18 dicembre 2018, n. 113 Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Note di variazione IVA nel concordato preventivo con continuità aziendale Con l’interpello specificato in oggetto è stato esposto il seguente: Quesito La società [ALFA] (di seguito istante) ha posto il quesito [...]

Applicazione della disciplina della scissione dei pagamenti – Risposta 18 dicembre 2018, n. 111 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 18 dicembre 2018, n. 111 Applicazione della disciplina della scissione dei pagamenti Quesito La Società ALFA esercita l’attività di agenzie di viaggio (ATECO 79.11.00). Nell’ambito della predetta attività, ALFA, sussistendone i presupposti, applica il regime speciale di cui all’art. 74-ter del Dpr 26 ottobre 1972, n. 633. ALFA rientra nell’ambito [...]

AGENZIA DELLE ENTRATE – Principio di diritto 17 dicembre 2018, n. 17 – Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 – Articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 – Raggruppamento temporaneo di imprese.

AGENZIA DELLE ENTRATE - Principio di diritto 17 dicembre 2018, n. 17 Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 - Articolo 21 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 - Raggruppamento temporaneo di imprese. Il rapporto esistente tra le associate e la capogruppo di un raggruppamento [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 dicembre 2018, n. 32683 – IVA mancata dimostrazione da parte della società dei presupposti per fruire del regime sospensivo dell’IVA all’importazione

mancata dimostrazione da parte della società dei presupposti per fruire del regime sospensivo dell'IVA all'importazione, ha per l'un verso affermato la tardività della questione relativa all'effettiva sussistenza dei servizi sollevata dall'ufficio, nel merito ritenendo provata la sussistenza dei presupposti per riconoscere il detto regime sospensivo

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 dicembre 2018, n. 32257 – Il condono non può che riguardare i debiti e non i crediti, considerato che la sua funzione è solo di consentire un guadagno per l’Erario e non di perseguire finalità transattive o di compensazione dei crediti e dei debiti

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 dicembre 2018, n. 32257 Tributi - Accertamento - Agevolazioni fiscali - Violazioni - Condono tombale Svolgimento del processo Con ricorso del 9 maggio 2007 la C. A. spa ha impugnato un avviso di accertamento relativo a Irpeg, Irap e Iva per l'anno di imposta 2003 emesso in seguito ad [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 12 dicembre 2018, n. 32092 – In tema di Iva, l’Amministrazione finanziaria, la quale contesti che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell’ambito di una frode carosello, ha l’onere di provare, anche solo in via indiziaria, non solo l’oggettiva fittizietà del fornitore ma anche la consapevolezza del destinatario che l’operazione si inseriva in una evasione dell’imposta la prova della consapevolezza dell’evasione

in tema di Iva, l'Amministrazione finanziaria, la quale contesti che la fatturazione attenga ad operazioni soggettivamente inesistenti, inserite o meno nell'ambito di una frode carosello, ha l'onere di provare, anche solo in via indiziaria, non solo l'oggettiva fittizietà del fornitore ma anche la consapevolezza del destinatario che l'operazione si inseriva in una evasione dell'imposta la prova della consapevolezza dell'evasione richiede che l'Amministrazione finanziaria dimostri, in base ad elementi oggettivi e specifici non limitati alla mera fittizietà del fornitore, che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere, con l'ordinaria diligenza in rapporto alla qualità professionale ricoperta, che l'operazione si inseriva in una evasione fiscale, ossia che egli disponeva di indizi idonei a porre sull'avviso qualunque imprenditore onesto e mediamente esperto sulla sostanziale inesistenza del contraente, incombe sul contribuente la prova contraria di aver agito in assenza di consapevolezza di partecipare ad un'evasione fiscale e dì aver adoperato, per non essere coinvolto in una tale situazione, la diligenza massima esigibile da un operatore accorto secondo criteri di ragionevolezza e di proporzionalità in rapporto alle circostanze del caso concreto, non assumendo rilievo, a tal fine, né la regolarità della contabilità e dei pagamenti, né la mancanza di benefici dalla rivendita delle merci o dei servizi.

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