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CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 novembre 2018, n. 28493 – La motivazione è solo apparente, e la sentenza è nulla perché affetta da “error in procedendo”, quando, benché graficamente esistente, non renda, tuttavia, percepibile il fondamento della decisione

la motivazione è solo apparente, e la sentenza è nulla perché affetta da "error in procedendo", quando, benché graficamente esistente, non renda, tuttavia, percepibile il fondamento della decisione, perché recante argomentazioni obbiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento, non potendosi lasciare all'interprete il compito di integrarla con le più varie, ipotetiche congetture

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 novembre 2018, n. 28448 – Per poter qualificare come atto di transazione l’accordo tra lavoratore e datore è necessario che contenga lo scambio di reciproche concessioni

per poter qualificare come atto di transazione l'accordo tra lavoratore e datore è necessario che contenga lo scambio di reciproche concessioni, sicché, ove manchi l’elemento dell' "aliquid datum, aliquid retentum", essenziale ad integrare lo schema della transazione, questa non è configurabile. Nel caso in esame la lavoratrice a seguito della sua rinuncia a qualsiasi ulteriore pretesa derivante dal pregresso rapporto di lavoro , non ha ottenuto null'altro che il TFR , diritto che le era già riconosciuto per legge.

CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza 08 novembre 2018, n. 194 – Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (contratti a tutele crescenti) per ritenuta inadeguatezza del ristoro con preclusione di discrezionalità valutativa da parte del giudice

Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (contratti a tutele crescenti) per ritenuta inadeguatezza del ristoro con preclusione di discrezionalità valutativa da parte del giudice

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 06 novembre 2018, n. 28250 – Ai fini della qualificabilità come rapporto di pubblico impiego di un rapporto di lavoro prestato alle dipendenze di un ente pubblico non economico, rileva che il dipendente risulti effettivamente inserito nella organizzazione pubblicistica ed adibito ad un servizio rientrante nei fini istituzionali dell’ente pubblico

ai fini della qualificabilità come rapporto di pubblico impiego di un rapporto di lavoro prestato alle dipendenze di un ente pubblico non economico, rileva che il dipendente risulti effettivamente inserito nella organizzazione pubblicistica ed adibito ad un servizio rientrante nei fini istituzionali dell'ente pubblico, non rilevando in senso contrario l'assenza di un atto formale di nomina, né che si tratti di un rapporto a termine, e neppure che il rapporto sia affetto da nullità per violazione delle norme imperative sul divieto di nuove assunzioni

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 novembre 2018, n. 28465 – Presunzione di gratuità del rapporto di lavoro derivante dall’essere stata l’attività prestata in favore del legale rappresentante dell’appellata società di persone per tutto il periodo controverso aveva vissuto more uxorio partecipando del tenore di vita garantitole dal partner

Presunzione di gratuità del rapporto di lavoro derivante dall'essere stata l'attività prestata in favore del legale rappresentante dell'appellata società di persone per tutto il periodo controverso aveva vissuto more uxorio partecipando del tenore di vita garantitole dal partner

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