lavoro

CORTE di CASSAZIONE – Ordinanza n. 31789 depositata il 10 dicembre 2024 – L’equo indennizzo previsto in favore dei dipendenti pubblici che abbiano subito una infermità a causa di servizio dall’art. 68 d.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3 ha natura retributiva, con conseguente esclusione delle controversie aventi ad oggetto il diritto all’attribuzione del medesimo dall’ambito di applicazione dell’art. 152 disp. att. cod. proc. civ.

L’equo indennizzo previsto in favore dei dipendenti pubblici che abbiano subito una infermità a causa di servizio dall’art. 68 d.P.R. 10 gennaio 1957 n. 3 ha natura retributiva, con conseguente esclusione delle controversie aventi ad oggetto il diritto all’attribuzione del medesimo dall’ambito di applicazione dell’art. 152 disp. att. cod. proc. civ.

CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza n. 4 depositata il 23 gennaio 2025 – Illegittimità costituzionale dell’art. 1-bis, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili), convertito, con modificazioni, nella legge 15 dicembre 2023, n. 191, limitatamente all’inciso «e scomputando, per il personale dell’Ispettorato nazionale del lavoro, dalle somme da riconoscere per l’anno 2022 l’indennità una tantum di cui all’articolo 32-bis del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91

Illegittimità costituzionale dell'art. 1-bis, comma 1, del decreto-legge 18 ottobre 2023, n. 145 (Misure urgenti in materia economica e fiscale, in favore degli enti territoriali, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili), convertito, con modificazioni, nella legge 15 dicembre 2023, n. 191, limitatamente all'inciso «e scomputando, per il personale dell'Ispettorato nazionale del lavoro, dalle somme da riconoscere per l'anno 2022 l'indennità una tantum di cui all'articolo 32-bis del decreto-legge 17 maggio 2022, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2022, n. 91

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 31507 depositata l’ 8 dicembre 2024 – Il giudice di rinvio deve uniformarsi, anche qualora, nel corso del processo, siano intervenuti mutamenti della giurisprudenza di legittimità, sicché anche la Corte di cassazione, nuovamente investita del ricorso avverso la sentenza pronunziata dal giudice di merito, deve giudicare sulla base del principio di diritto precedentemente affermato, senza possibilità di modificarlo, neppure sulla base di un nuovo orientamento giurisprudenziale della stessa Corte

Il giudice di rinvio deve uniformarsi, anche qualora, nel corso del processo, siano intervenuti mutamenti della giurisprudenza di legittimità, sicché anche la Corte di cassazione, nuovamente investita del ricorso avverso la sentenza pronunziata dal giudice di merito, deve giudicare sulla base del principio di diritto precedentemente affermato, senza possibilità di modificarlo, neppure sulla base di un nuovo orientamento giurisprudenziale della stessa Corte

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 32125 depositata il 12 dicembre 2024 – In una fattispecie di impossibilità sopravvenuta temporanea per factum principis, non imputabile ad alcuna delle parti del rapporto di lavoro, quest’ultimo è caduto in uno stato di quiescenza del sinallagma funzionale delle prestazioni, sicché – in omaggio al principio di corrispettività delle prestazioni medesime nel rapporto di lavoro subordinato – il lavoratore non ha diritto alla retribuzione per una attività lavorativa non eseguita in quanto divenuta temporaneamente impossibile

In una fattispecie di impossibilità sopravvenuta temporanea per factum principis, non imputabile ad alcuna delle parti del rapporto di lavoro, quest’ultimo è caduto in uno stato di quiescenza del sinallagma funzionale delle prestazioni, sicché – in omaggio al principio di corrispettività delle prestazioni medesime nel rapporto di lavoro subordinato – il lavoratore non ha diritto alla retribuzione per una attività lavorativa non eseguita in quanto divenuta temporaneamente impossibile

INPS – Messaggio n. 285 del 24 gennaio 2025 – Apprendistato duale – Trasformazione del contratto di apprendistato di primo livello in contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca e per la formazione professionale regionale ai sensi del novellato articolo 43, comma 9, del Decreto Legislativo n. 81/2015 – Regime contributivo applicabile

INPS - Messaggio n. 285 del 24 gennaio 2025 Apprendistato duale - Trasformazione del contratto di apprendistato di primo livello in contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca e per la formazione professionale regionale ai sensi del novellato articolo 43, comma 9, del Decreto Legislativo n. 81/2015 - Regime contributivo applicabile 1. Quadro [...]

Proroga per le domande di Indennità di discontinuità in favore dei lavoratori del settore dello spettacolo (IDIS) per l’anno 2025 – Scadenza estesa al 30 aprile per l’invio telematico – INPS – Comunicato del 20 gennaio 2025

INPS - Comunicato del 20 gennaio 2025 Proroga per le domande di Indennità di discontinuità in favore dei lavoratori del settore dello spettacolo (IDIS) per l’anno 2025 - Scadenza estesa al 30 aprile per l’invio telematico Con il Messaggio n. 149 del 15 gennaio 2025 l’INPS fornisce ulteriori precisazioni sull’Indennità di Discontinuità in favore dei [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 31550 depositata il 9 dicembre 2024 – In tema di impiego pubblico privatizzato, qualora sia stata chiesta la conversione o trasformazione a tempo indeterminato dei rapporti a termine per violazione delle regole che ne condizionano la legittimità, il giudice, a fronte della giuridica impossibilità di una tale tutela in forma specifica avverso l’illecito determinatosi, deve pronunciare sulla tutela per equivalente, secondo il regime del c.d. danno eurounitario

In tema di impiego pubblico privatizzato, qualora sia stata chiesta la conversione o trasformazione a tempo indeterminato dei rapporti a termine per violazione delle regole che ne condizionano la legittimità, il giudice, a fronte della giuridica impossibilità di una tale tutela in forma specifica avverso l’illecito determinatosi, deve pronunciare sulla tutela per equivalente, secondo il regime del c.d. danno eurounitario

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