lavoro

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 13282 depositata il 14 maggio 2024 – In caso di azione promossa dal lavoratore per l’accertamento dell’abuso risultante dall’utilizzo di una successione di contratti a tempo determinato, il termine di impugnazione previsto a pena di decadenza dall’art. 32, comma 4, lettera a), della legge n. 183 del 2010, deve essere osservato e decorre dall’ultimo (ex latere actoris) dei contratti intercorsi tra le parti

In caso di azione promossa dal lavoratore per l’accertamento dell’abuso risultante dall’utilizzo di una successione di contratti a tempo determinato, il termine di impugnazione previsto a pena di decadenza dall’art. 32, comma 4, lettera a), della legge n. 183 del 2010, deve essere osservato e decorre dall’ultimo (ex latere actoris) dei contratti intercorsi tra le parti

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 12866 depositata il 10 maggio 2024 – In tema di interpretazione del contratto collettivo, il senso letterale delle espressioni e la ratio del precetto contrattuale che costituiscono i canoni fondamentali sui quali si deve basare il procedimento ermeneutico, non sono ordinati secondo un criterio di priorità, ma devono essere ugualmente apprezzati dal giudice nella ricostruzione del significato dell’atto negoziale

In tema di interpretazione del contratto collettivo, il senso letterale delle espressioni e la ratio del precetto contrattuale che costituiscono i canoni fondamentali sui quali si deve basare il procedimento ermeneutico, non sono ordinati secondo un criterio di priorità, ma devono essere ugualmente apprezzati dal giudice nella ricostruzione del significato dell’atto negoziale

Legittimo il provvedimento che sospende senza retribuzione il dipendente che rifiuta di prendere parte alla formazione negli orari indicati dal datore

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 12790 depositata il 10 maggio 2024, intervenendo in tema di sicurezza sul lavoro sull'obbligo di partecipazione ai corsi formativi del lavoratore, ha stabilito il principio secondo cui "... il legislatore del 2008, nello stabilire che l'attività di formazione deve avvenire “durante l'orario di lavoro”, chiarisce contestualmente [...]

Valido l’accordo collettivo aziendale che limita il risarcimento del danno per la illegittimità dei licenziamenti sia individuali che collettivi

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 10213 depositata il 16 aprile 2024, intervenendo in tema di licenziamenti illegittimi, ha stabilito che "... Di tale accordo, dunque, la Corte territoriale dovrà tenere conto, atteso che in esso sono indicate le ragioni della sua stipula e vi è l’espressa previsione delle conseguenze indennitario-risarcitorie per [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, sentenza n. 11870 depositata il 2 maggio 2024 – In tutte le branche del nostro ordinamento l’illecito permanente è quello in cui l’offesa arrecata al diritto o all’interesse protetto si protrae nel tempo per effetto della persistente condotta volontaria. Tale è il caso dell’adibizione a mansioni inferiori

In tutte le branche del nostro ordinamento l’illecito permanente è quello in cui l’offesa arrecata al diritto o all’interesse protetto si protrae nel tempo per effetto della persistente condotta volontaria. Tale è il caso dell’adibizione a mansioni inferiori

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 11587 depositata il 30 aprile 2024 – Secondo l’art.17 d.m. 12.12.2000, il datore di lavoro può chiedere la rettifica della classificazione delle lavorazioni qualora ritenga errata quella operata dall’Inail. In base al secondo comma della norma la rettifica opera per regola con effetto ex nunc, ovvero dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è stata inoltrata l’istanza

Secondo l’art.17 d.m. 12.12.2000, il datore di lavoro può chiedere la rettifica della classificazione delle lavorazioni qualora ritenga errata quella operata dall’Inail. In base al secondo comma della norma la rettifica opera per regola con effetto ex nunc, ovvero dal primo giorno del mese successivo a quello nel quale è stata inoltrata l'istanza

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