licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 ottobre 2018, n. 24360 – Licenziamento per mancata segnalazione dei dati di chiusura gestionale della cassa ed omesso versamento degli importi contenuti nella cassa

In tema di licenziamento per giusta causa, quando vengano contestati al dipendente diversi episodi rilevanti sul piano disciplinare, pur dovendosi escludere che il giudice di merito possa esaminarli atomisticamente, attesa la necessaria considerazione della loro concatenazione ai fini della valutazione della gravità dei fatti, non occorre che l'esistenza della "causa" Idonea a non consentire la prosecuzione del rapporto sia ravvisabile esclusivamente nel complesso dei fatti ascritti, ben potendo il giudice - nell'ambito degli addebiti posti a fondamento del licenziamento dal datore di lavoro - individuare anche solo in alcuni o in uno di essi il comportamento che giustifica la sanzione espulsiva, se lo stesso presenti il carattere di gravità richiesto dall'art. 2119 cod. civ.(cfr. Cass. 2.2.2009 n. 2579, Cass. 31.10.2013 n. 24574).

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 ottobre 2018, n. 24350 – In materia di licenziamento disciplinare, il principio dell’immediatezza della contestazione mira, da un lato, ad assicurare al lavoratore incolpato il diritto di difesa nella sua effettività, così da consentirgli il pronto allestimento del materiale difensivo per poter contrastare più efficacemente il contenuto degli addebiti, e, dall’altro, nel caso di ritardo della contestazione, a tutelare il legittimo affidamento del prestatore

in materia di licenziamento disciplinare, il principio dell'immediatezza della contestazione mira, da un lato, ad assicurare al lavoratore incolpato il diritto di difesa nella sua effettività, così da consentirgli il pronto allestimento del materiale difensivo per poter contrastare più efficacemente il contenuto degli addebiti, e, dall'altro, nel caso di ritardo della contestazione, a tutelare il legittimo affidamento del prestatore - in relazione al carattere facoltativo dell'esercizio del potere disciplinare, nella cui esplicazione il datore di lavoro deve comportarsi in conformità ai canoni della buona fede - sulla mancanza di connotazioni disciplinari del fatto incriminabile. Inoltre, tra l'interesse del datore di lavoro a prolungare le indagini in assenza di una obbiettiva ragione e il diritto del lavoratore ad una pronta ed effettiva difesa, non può non prevalere la posizione di quest'ultimo, tutelata "ex lege", senza che abbia valore giustificativo, a tale fine, la complessità dell'organizzazione aziendale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 ottobre 2018, n. 23881 – Licenziamento per motivi disciplinari per alterazione fraudolenta del peso della merce venduta

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 02 ottobre 2018, n. 23881 Licenziamento per motivi disciplinari - Alterazione fraudolenta del peso della merce venduta - Intenzionalità e reiterazione delle condotta - Asserita assenza di un movente - Difetto di prova del dolo del lavoratore - Irrilevanza - Condotta riconducibile a specifica previsione collettiva oltre che alla fattispecie [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 02 ottobre 2018, n. 23894 – La disciplina limitativa del potere di licenziamento di cui alle l. n. 604 del 1966 e l. n. 300 del 1970 non è applicabile, ai sensi dell’art. 10 della prima delle leggi citate, ai dirigenti convenzionali

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 02 ottobre 2018, n. 23894 Licenziamento - Dirigente - Ragioni di carattere produttivo-organizzativo - Motivazioni generiche - Impossibilità di utilizzare il lavoratore in mansioni equivalenti a quelle esercitate prima della ristrutturazione aziendale - Prova Fatti di causa 1. La Corte di Appello di Roma, con sentenza del 21 marzo 2013, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 ottobre 2018, n. 24118 – Licenziamento per rifiuto di svolgere compiti propri della qualifica di appartenenza – Reiterazione della condotta

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 ottobre 2018, n. 24118 Licenziamento per giustificato motivo soggettivo - Cuoca - Rifiuto di svolgere compiti propri della qualifica di appartenenza - Reiterazione della condotta Rilevato 1. che il giudice del lavoro di Roma, pronunziando in sede di opposizione ai sensi dell'art. 1, comma 57, Legge 28/2/2012 n. 92, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 01 ottobre 2018, n. 23765 – Licenziamento e successiva cessazione del contratto di affitto di azienda

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 01 ottobre 2018, n. 23765 Licenziamento - Cessazione del contratto di affitto di azienda - Rientro del lavoratore nella società originaria datrice di lavoro - Tutela diretta al mantenimento dell’occupazione per i lavoratori trasferiti Fatti di causa La Corte di appello di L'Aquila con la sentenza n. 613/2016, resa in [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 ottobre 2018, n. 23782 – Licenziamento per giusta causa per comportamenti contrari alle regole deontologiche contenute nel codice etico

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 01 ottobre 2018, n. 23782 Licenziamento per giusta causa - Comportamenti contrari alle regole deontologiche contenute nel codice etico - Richiesta di prestito di denaro - Proporzionalità della sanzione espulsiva Rilevato che 1. con sentenza n. 1444, pubblicata il 27.10.2016, la Corte d'appello di Milano, ha confermato la sentenza di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 ottobre 2018, n. 23781 – Violazione dell’obbligo di indicazione del numero del personale eccedente nei licenziamenti collettivi

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 01 ottobre 2018, n. 23781 Licenziamento collettivo - Violazione dell'obbligo di indicazione del numero del personale eccedente - Criteri di scelta - Accordo transattivo Fatto Rilevato che: con sentenza nr. 8208 del 19.11.2015, la Corte d'appello di Roma rigettava il reclamo proposto dalle odierne ricorrenti avverso la sentenza del Tribunale [...]

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