processo tributario

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 13251 depositata l’ 8 maggio 2026 – Nel caso in cui sia dichiarata la cessazione della materia del contendere, non ai sensi dell’articolo 46 del Decreto Legislativo n. 546/1992, a fronte di un caso di definizione delle pendenze tributarie previste dalla legge, ma per l’intervenuto sgravio del tributo, il giudice deve liquidare le spese secondo il criterio della soccombenza virtuale

Nel caso in cui sia dichiarata la cessazione della materia del contendere, non ai sensi dell'articolo 46 del Decreto Legislativo n. 546/1992, a fronte di un caso di definizione delle pendenze tributarie previste dalla legge, ma per l'intervenuto sgravio del tributo, il giudice deve liquidare le spese secondo il criterio della soccombenza virtuale

Processo tributario e giudizio sul rapporto: impugnazione-merito, poteri del giudice e rideterminazione della pretesa fiscale

1. Introduzione: la vexata quaestio della natura del processo tributario Il dibattito intorno alla natura giuridica del processo tributario rappresenta, senza dubbio, uno dei nodi cruciali del diritto processuale pubblico italiano. Per decenni, dottrina e giurisprudenza si sono confrontate sulla corretta perimetrazione dell'oggetto del giudizio dinanzi alle Corti di Giustizia Tributaria (già Commissioni Tributarie), oscillando [...]

Corte di Cassazione, sezione Unite, sentenza n. 40543 depositata il 17 dicembre 2021 – In materia di notificazione degli atti di imposizione tributaria e agli effetti di questa sull’osservanza dei termini, previsti dalle singole leggi di imposta, di decadenza dal potere impositivo, il principio della scissione soggettiva degli effetti della notificazione, sancito per gli atti processuali dalla giurisprudenza costituzionale, e per gli atti tributari dall’art.60 del d.P.R. 29 settembre 1973 n.600, trova sempre applicazione, a ciò non ostando né la peculiare natura recettizia di tali atti né la qualità del soggetto deputato alla loro notificazione. Ne consegue che, per il rispetto del termine di decadenza cui è assoggettato il potere impositivo, assume rilevanza la data nella quale l’ente ha posto in essere gli adempimenti necessari ai fini della notifica dell’atto e non quello, eventualmente successivo, di conoscenza dello stesso da parte del contribuente

In materia di notificazione degli atti di imposizione tributaria e agli effetti di questa sull'osservanza dei termini, previsti dalle singole leggi di imposta, di decadenza dal potere impositivo, il principio della scissione soggettiva degli effetti della notificazione, sancito per gli atti processuali dalla giurisprudenza costituzionale, e per gli atti tributari dall'art.60 del d.P.R. 29 settembre 1973 n.600, trova sempre applicazione, a ciò non ostando né la peculiare natura recettizia di tali atti né la qualità del soggetto deputato alla loro notificazione. Ne consegue che, per il rispetto del termine di decadenza cui è assoggettato il potere impositivo, assume rilevanza la data nella quale l'ente ha posto in essere gli adempimenti necessari ai fini della notifica dell'atto e non quello, eventualmente successivo, di conoscenza dello stesso da parte del contribuente

Il riesame telematico nei controlli standardizzati: natura giuridica e profili procedimentali del “Nuovo CIVIS” come strumento deflativo del contenzioso tributario

1. Introduzione: L’evoluzione del canale CIVIS nel prisma dello Statuto del Contribuente e del principio di collaborazione e buona fede Il sistema dei rapporti tra Amministrazione finanziaria e contribuente ha vissuto, nell’ultimo ventennio, una transizione profonda, caratterizzata dal progressivo abbandono del modello rigidamente autoritativo in favore di assetti improntati alla partecipazione procedimentale e alla cooperazione [...]

La nuova disciplina della nullità e dell’annullabilità degli atti tributari tra legalità amministrativa e garanzie del contribuente: l’art. 7-ter dello Statuto dei diritti del contribuente come nuovo baricentro del contenzioso tributario

La riforma dello Statuto dei diritti del contribuente, attuata mediante il decreto legislativo 30 dicembre 2023, n. 219, rappresenta indubbiamente uno dei passaggi più significativi e strutturali del recente processo di revisione del diritto tributario italiano, le cui propaggini teoriche e applicative si estendono con vigore fino all'attuale dibattito. Con l’introduzione degli articoli 7-bis, 7-ter, [...]

Il ne bis in idem nel sistema sanzionatorio tributario: dal parallelismo procedimentale all’integrazione post-riforma (D.Lgs. n. 87/2024)

PARTE I – INTRODUZIONE SISTEMATICA, QUADRO TEORICO E FONDAMENTI DOGMATICI 1. La metamorfosi del diritto punitivo e l'implosione del modello dualistico L’analisi delle interferenze e delle osmosi tra procedimento penale e procedimento amministrativo-tributario, qualora si collochino in relazione al medesimo fatto storico, costituisce uno dei banchi di prova più complessi per osservare la transizione del [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 5416 depositata l’ 11 marzo 2026 – L’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone di cui all’art. 5 del d.P.R. n. 917 del 1986 (t.u.i.r.) e dei loro soci -alla quale consegue l’automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili e indipendentemente dalla percezione degli stessi- comporta che il ricorso tributario avanzato, anche contro un solo avviso di rettifica, dalla società o da uno dei soci, riguarda inscindibilmente sia l’una sia gli altri, salvo il caso in cui vengano prospettate questioni personali ai singoli partecipanti

L’unitarietà dell’accertamento che è alla base della rettifica delle dichiarazioni dei redditi delle società di persone di cui all’art. 5 del d.P.R. n. 917 del 1986 (t.u.i.r.) e dei loro soci -alla quale consegue l’automatica imputazione dei redditi a ciascun socio, in proporzione alla sua quota di partecipazione agli utili e indipendentemente dalla percezione degli stessi- comporta che il ricorso tributario avanzato, anche contro un solo avviso di rettifica, dalla società o da uno dei soci, riguarda inscindibilmente sia l’una sia gli altri, salvo il caso in cui vengano prospettate questioni personali ai singoli partecipanti

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 8273 depositata il 2 aprile 2026 – Il regime di non imponibilità IVA della cessione intracomunitaria diviene applicabile solo quando il potere di disporre del bene come proprietario è stato trasmesso all’acquirente, nonché quando il venditore prova che tale bene è stato spedito o trasportato in un altro Stato membro e che, in seguito a tale spedizione o trasporto, esso ha lasciato fisicamente il territorio dello Stato membro di cessione

Il regime di non imponibilità IVA della cessione intracomunitaria diviene applicabile solo quando il potere di disporre del bene come proprietario è stato trasmesso all’acquirente, nonché quando il venditore prova che tale bene è stato spedito o trasportato in un altro Stato membro e che, in seguito a tale spedizione o trasporto, esso ha lasciato fisicamente il territorio dello Stato membro di cessione

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