processo tributario

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 novembre 2019, n. 28689 – Accertata l’assenza dell’operazione, non è configurabile la buona fede dell’operatore, che sa certamente se ed in quale misura ha effettivamente ricevuto il bene o la prestazione per la quale ha versato il corrispettivo

Accertata l'assenza dell'operazione, non è configurabile la buona fede dell'operatore, che sa certamente se ed in quale misura ha effettivamente ricevuto il bene o la prestazione per la quale ha versato il corrispettivo

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 novembre 2019, n. 28693 – Sussiste la violazione dell’art. 116, cod. proc. civ. che è idonea ad integrare il vizio di cui all’art. 360, n. 4, cod. proc. civ. solo quando il giudice di merito disattenda tale principio in assenza di una deroga normativamente prevista, ovvero, all’opposto, valuti secondo prudente apprezzamento una prova o risultanza probatoria soggetta ad un diverso regime

Sussiste la violazione dell'art. 116, cod. proc. civ. che è idonea ad integrare il vizio di cui all'art. 360, n. 4, cod. proc. civ. solo quando il giudice di merito disattenda tale principio in assenza di una deroga normativamente prevista, ovvero, all'opposto, valuti secondo prudente apprezzamento una prova o risultanza probatoria soggetta ad un diverso regime

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 06 novembre 2019, n. 28563 – In materia di IVA, le norme che prevedono aliquote agevolate costituiscono un’eccezione rispetto alle disposizioni che stabiliscono, in via generale, le aliquote ordinarie, sicché spetta al contribuente, che voglia far valere tali circostanze – le quali, pur non escludendola, riducono sul piano quantitativo la pretesa del fisco -, provare l’esistenza dei presupposti per la loro applicazione, e cioè dei fatti costituenti il fondamento della sua eccezione – Vizio di omessa pronuncia

In materia di IVA, le norme che prevedono aliquote agevolate costituiscono un'eccezione rispetto alle disposizioni che stabiliscono, in via generale, le aliquote ordinarie, sicché spetta al contribuente, che voglia far valere tali circostanze - le quali, pur non escludendola, riducono sul piano quantitativo la pretesa del fisco -, provare l'esistenza dei presupposti per la loro applicazione, e cioè dei fatti costituenti il fondamento della sua eccezione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 novembre 2019, n. 28698 – Non sussiste alcun obbligo per il giudice di merito di motivare su tutti gli elementi probatori versati in atti e di controdedurre a tutte le argomentazioni difensive ad essi inerenti al fine di giustificare la formazione del proprio convincimento

Non sussiste alcun obbligo per il giudice di merito di motivare su tutti gli elementi probatori versati in atti e di controdedurre a tutte le argomentazioni difensive ad essi inerenti al fine di giustificare la formazione del proprio convincimento. È sufficiente che il giudizio sia riconoscibile come tale e privo di aporie che ne minimo l'intellegibilità

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 novembre 2019, n. 28694 – Il mancato esame da parte del giudice di una questione processuale non è suscettibile di dar luogo al vizio di omissione di pronuncia, che si configura esclusivamente nel caso di mancato esame di domande od eccezioni di merito

Il mancato esame da parte del giudice di una questione processuale non è suscettibile di dar luogo al vizio di omissione di pronuncia, che si configura esclusivamente nel caso di mancato esame di domande od eccezioni di merito

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 10 ottobre 2019, n. 25493 – La regola della rilevabilità d’ufficio delle questioni, in ogni stato e grado del processo opera solo quando sulle suddette questioni non vi sia stata una statuizione anteriore mentre qualora vi sia stata, i giudici delle fasi successive possono conoscere delle questioni stesse solo se e in quanto esse siano state riproposte con l’impugnazione, posto che altrimenti si forma il giudicato interno che ne preclude l’esame

La regola della rilevabilità d'ufficio delle questioni, in ogni stato e grado del processo opera solo quando sulle suddette questioni non vi sia stata una statuizione anteriore mentre qualora vi sia stata, i giudici delle fasi successive possono conoscere delle questioni stesse solo se e in quanto esse siano state riproposte con l'impugnazione, posto che altrimenti si forma il giudicato interno che ne preclude l'esame

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 06 novembre 2019, n. 28562 – Nel processo tributario, in caso di litisconsorzio processuale, che determina l’inscindibilità delle cause anche ove non sussisterebbe il litisconsorzio necessario di natura sostanziale, l’omessa impugnazione della sentenza nei confronti di tutte le parti non determina l’inammissibilità del gravame, ma la necessità per il giudice d’ordinare l’integrazione del contraddittorio, ai sensi dell’art. 331 c.p.c., nei confronti della parte pretermessa, pena la nullità del procedimento di secondo grado e della sentenza che l’ha concluso, rilevabile d’ufficio anche in sede di legittimità

Nel processo tributario, in caso di litisconsorzio processuale, che determina l'inscindibilità delle cause anche ove non sussisterebbe il litisconsorzio necessario di natura sostanziale, l'omessa impugnazione della sentenza nei confronti di tutte le parti non determina l'inammissibilità del gravame, ma la necessità per il giudice d'ordinare l'integrazione del contraddittorio, ai sensi dell'art. 331 c.p.c., nei confronti della parte pretermessa, pena la nullità del procedimento di secondo grado e della sentenza che l'ha concluso, rilevabile d'ufficio anche in sede di legittimità

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 31 ottobre 2019, n. 28062 – Il vizio di motivazione insufficiente su fatto decisivo per essere denunciabile in cassazione è necessario che la sua assenza avrebbe condotto a diversa decisione con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, in un rapporto di causalità fra la circostanza che si assume trascurata e la soluzione giuridica data

Il vizio di motivazione insufficiente su fatto decisivo per essere denunciabile in cassazione è necessario che la sua assenza avrebbe condotto a diversa decisione con un giudizio di certezza e non di mera probabilità, in un rapporto di causalità fra la circostanza che si assume trascurata e la soluzione giuridica data

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