RIMBORSI e PRESCRIZIONI TRIBUTARI

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 aprile 2019, n. 10705 – Istanza di rimborso – Interessi attivi maturati sui crediti di imposta

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 17 aprile 2019, n. 10705 Dichiarazioni dei redditi - Tributi - Crediti d’imposta - Istanza di rimborso - Interessi attivi maturati sui crediti di imposta Rilevato che 1. La F.P. s.p.a. presentava istanza di rimborso il 30-10-1987 dell'Irpef e dell'Ilor versate in relazione agli interessi attivi su crediti di imposta, [...]

Commissione Tributaria Regionale per la Liguria, sezione 1, sentenza n. 59 depositata il 8 gennaio 2019 – Il rimborso delle accise per i soggetti esercenti servizio di trasporto pubblico viene concessa sulla base dell’attività d’impresa esercitata e non sulla base della tipologia dei veicoli impiegati.

Commissione Tributaria Regionale per la Liguria, sezione 1, sentenza n. 59 depositata il 8 gennaio 2019 rimborso accise OGGETTO DELLA DOMANDA-SVOLGIMENTO DEL PROCESSO-MOTIVI DELLA DECISIONE L'Agenzia delle Dogane appella avverso la sentenza n. 68/2/2016 della CTP di La Spezia che aveva accolto il ricorso della società A. E. spa esperito avverso l'avviso di pagamento n. [...]

Commissione Tributaria Regionale per il Lazio, sezione 16, sentenza n. 678 depositata il 12 febbraio 2019 – Il contribuente può chiedere al giudice l’estinzione del credito per intervenuta prescrizione breve non soltanto nei casi di notifica di cartella esattiva, ma anche nelle fattispecie riguardanti qualsiasi atto amministrativo di natura accertativa

La Cassazione, invero, ha da tempo affermato (SS.UU. n. 23379 del 17/11/2016) e successivamente riconfermato, richiamando la sua precedente giurisprudenza, che la mancata impugnazione di un avviso di accertamento della Pubblica Amministrazione o di un provvedimento esattoriale dell'Ente della Riscossione produce unicamente la definitività del credito (non più confutabile in futuro, eccetto le ipotesi di vizio di notifica dell'atto originario, ma tale circostanza non determina anche l'effetto della cd conversione del termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale, ai sensi dell'art. 2935 c.c.La trasformazione della prescrizione quinquennale in decennale si perfeziona soltanto con l'intervento del "titolo giudiziale divenuto definitivo" (sentenza o decreto ingiuntivo).

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 aprile 2019, n. 9140 – Il diritto al rimborso delle imposte versate per il triennio 1990-1992 in misura superiore al 10 per cento previsto dall’art. 9, comma 17, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, in favore dei “soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990 trova un limite per i soggetti passivi

Ne consegue che lo svolgimento di un'attività di "impresa" (nel senso che appunto si preciserà appena oltre) costituisca un limite all'applicabilità del beneficio in esame, così come previsto dall'art. 1, comma 665, prima parte, legge n. 190 del 2014, posto che il diritto al rimborso delle imposte versate per il triennio 1990-1992 in misura superiore al 10 per cento previsto dall'art. 9, comma 17, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, in favore dei "soggetti colpiti dal sisma del 13 e 16 dicembre 1990, che ha interessato le province di Catania, Ragusa e Siracusa, individuati ai sensi dell'articolo 3 dell'ordinanza del Ministro per il coordinamento della protezione civile 21 dicembre 1990, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 299 del 24 dicembre 1990" è escluso per "quelli che svolgono attività d'impresa, per i quali l'applicazione dell'agevolazione è sospesa nelle more della verifica della compatibilità del beneficio con l'ordinamento dell'Unione europea" ed altresì atteso che la Corte di giustizia nella sentenza del 17/07/2008, in causa C-132/06 aveva già rilevato l'incompatibilità delle disposizioni condonistiche di cui alla legge n. 289 del 2002 con il sistema comune dell'IVA, in quanto, introducendo rilevanti differenze di trattamento tra i soggetti passivi sul territorio italiano, alteravano il principio di neutralità fiscale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 marzo 2019, n. 8866 – In tema di contenzioso tributario, il sindacato giurisdizionale sull’impugnato diniego, espresso o tacito, di procedere ad un annullamento in autotutela può riguardare soltanto eventuali profili di illegittimità del rifiuto dell’Amministrazione, in relazione alle ragioni di rilevante interesse generale che giustificano l’esercizio di tale potere, e non la fondatezza della pretesa tributaria, atteso che, altrimenti, si avrebbe un’indebita sostituzione del giudice nell’attività amministrativa o un’inammissibile controversia sulla legittimità di un atto impositivo ormai definitivo

in tema di contenzioso tributario, il sindacato giurisdizionale sull'impugnato diniego, espresso o tacito, di procedere ad un annullamento in autotutela può riguardare soltanto eventuali profili di illegittimità del rifiuto dell'Amministrazione, in relazione alle ragioni di rilevante interesse generale che giustificano l'esercizio di tale potere, e non la fondatezza della pretesa tributaria, atteso che, altrimenti, si avrebbe un'indebita sostituzione del giudice nell'attività amministrativa o un'inammissibile controversia sulla legittimità di un atto impositivo ormai definitivo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 marzo 2019, n. 8178 – In tema di rimborso delle imposte sui redditi, disciplinato dall’art. 38, comma 2, del d.P.R. n. 602 del 1973, la presentazione della relativa istanza ad un organo diverso da quello territorialmente competente a provvedere costituisce atto idoneo non solo ad impedire la decadenza del contribuente dal diritto al rimborso, ma anche a determinare la formazione del silenzio-rifiuto impugnabile dinanzi al giudice tributario

in tema di sanzioni amministrative per violazioni di norme tributarie, il contribuente che, nei termini per impugnare l’atto impositivo, esegua spontaneamente il pagamento dell'imposta e della relativa sanzione in misura ridotta, ai sensi dell'art. 15 del d.lgs. n. 218 del 1997, aderendo alla relativa misura agevolativa, assume un comportamento concludente, comportante la rinuncia ad impugnare il provvedimento impositivo

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 marzo 2019, n. 8151 – La richiesta di rimborso delle ritenute per IRPEF effettuate, come sostituto d’imposta, dal datore di lavoro sulle somme corrisposte a vario titolo al dipendente, espressamente prevista dal comma 2 dell’art.38 del d.p.r. n.602/73, deve essere presentata nel termine di decadenza decorrente dalla data in cui la ritenuta è stata operata

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 marzo 2019, n. 8151 Tributi - IRPEF - Ritenute su emolumenti per risarcimento danni - Diritto di rimborso - Termine di decadenza -  Decorrenza dalla data in cui è stata applicata la ritenuta Fatti di causa L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso avverso la sentenza n. 238/21/2012 della CTR [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 marzo 2019, n. 7995 – La pretesa al rimborso delle imposte di consumo sugli oli lubrificanti versate trova fondamento nel fatto che la previsione di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, art. 62, comma 1, è stata ritenuta, dalla pronuncia del 25 settembre 2003 (resa nella causa C-437/01) della Corte di Giustizia, contraria all’ordinamento comunitario

nell'ordinamento interno le pronunzie del giudice di Lussemburgo definiscono la portata della norma Eurounitaria così come avrebbe dovuto essere intesa ed applicata fin dal momento della sua entrata in vigore. Per tale motivo dette pronunzie estendono i loro effetti ai rapporti sorti in epoca precedente, purché non esauriti

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