RISCOSSIONE

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 18 gennaio 2019, n. 1362 – Nel ricorso avverso la cartella di pagamento per discordanza di dati è il contribuente a dover dimostrare la difformità

ove sia eccepita una discordanza di dati in sede di gravame avverso la cartella di pagamento, non è l'Amministrazione finanziaria a dover fornire la prova della conformità, ma il contribuente a dover dimostrare la difformità, ai sensi dell'art. 2697, comma 2, c.c., trattandosi di deduzione dell'inefficacia del fatto costitutivo della pretesa tributaria azionata, ed essendo suo onere, in base all'ordinaria diligenza, conservare una copia del modulo cartaceo anche oltre il termine di cui all'art. 43 del d.P.R. n. 600 del 1973

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 17 gennaio 2019, n. 1204 – Recupero di sgravi contributivi previsti dalla legge n. 448 del 1998 per insussistenza dell’incremento occupazionale – Per la validità della cartella esattoriale non è indispensabile l’indicazione degli estremi identificativi o della data di notifica dell’accertamento precedentemente emesso

per la validità della cartella esattoriale non è indispensabile l'indicazione degli estremi identificativi o della data di notifica dell'accertamento precedentemente emesso, essendo sufficiente l'indicazione di circostanze univoche ai fini dell'individuazione di quell'atto, così che resti soddisfatta l'esigenza di controllare la legittimità della procedura di riscossione promossa nei suoi confronti, a tale interpretazione non essendo di ostacolo la previsione contenuta negli artt. 1, comma 2 e 6, comma 1 d.m. Finanze n. 321 del 1999, che nel caso di iscrizione a ruolo o di cartella che conseguano ad un atto precedentemente notificato, richiede l'indicazione degli estremi di tale atto e la relativa data di notifica

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 15 gennaio 2019, n. 774 – L’art. 20, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, consente il versamento rateale dell’IVA a domanda del contribuente (comma 1) e in tal caso prevede che il versamento avvenga entro il termine del giorno 16 di ciascun mese (comma 4)

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 15 gennaio 2019, n. 774 Tributi - Versamento rateale delle imposte - Società titolari di partita IVA assoggettate a procedura concorsuale - Termine il giorno 16 di ogmi mese - Versamento oltre il termine - Sanzioni Fatti di causa 1. La Commissione tributaria regionale per la Lombardia in Milano ha [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 gennaio 2019, n. 583 – La notifica di un atto è legittima se ritualmente eseguita alla persona fisica che rappresenta l’ente, a mani della moglie, presso il domicilio del rappresentante legale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 11 gennaio 2019, n. 583 Accertamento - Riscossione - Cartella di pagamento - Notificazione - Domicilio del rappresentante legale La Corte, costituito il contraddittorio camerale ai sensi dell'art. 380 bis cod. proc. civ., come integralmente sostituito dal comma 1, lett. e), dell'art. 1 - bis del d.l. n. 168/2016, convertito, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 gennaio 2019, n. 375 – La comunicazione preventiva all’iscrizione a ruolo è necessaria solo quando vengano rilevati degli errori nella dichiarazione, mentre in caso di riscontrata regolarità dichiarativa non vi è alcun obbligo di preventiva informazione se il contribuente ha poi omesso di versare gli importi dichiarati

la notifica della cartella di pagamento a seguito di controllo automatizzato è legittima anche se non è stata emessa la comunicazione preventiva prevista dal terzo comma dell'art. 36-bis d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, ogni qual volta la pretesa derivi dal mancato versamento di somme esposte in dichiarazione dallo stesso contribuente ovvero da una divergenza tra le somme dichiarate e quelle effettivamente versate

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 gennaio 2019, n. 367 – Illegittima la sentenza che si pronuncia su questione non dedotte dalle parti

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 09 gennaio 2019, n. 367 Accertamento - Riscossione - Cartella di pagamento - Socio - Reddito percepito Rilevato che 1. C.M. impugnava la cartella esattoriale notificatagli il 15 settembre 2006 avente ad oggetto l'importo dovuto a titolo di Irpef, addizionale regionale, addizionale comunale ed accessori per l'anno 2002 rinvenienti dal [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 gennaio 2019, n. 374 – In tema di condono fiscale, qualora il contribuente abbia presentato richiesta di definizione amministrativa ex art. 9 bis della l. n. 289 del 2002, la mancata notificazione del provvedimento motivato di rigetto dell’istanza di condono non comporta alcuna decadenza a carico dell’Amministrazione finanziaria

in tema di condono fiscale, qualora il contribuente abbia presentato richiesta di definizione amministrativa ex art. 9 bis della l. n. 289 del 2002, la mancata notificazione del provvedimento motivato di rigetto dell'istanza di condono non comporta alcuna decadenza a carico dell'Amministrazione finanziaria, né si traduce in una violazione del diritto di difesa del contribuente, poiché questi, a norma dell'art. 19, comma 3, del d.lgs. n. 546 del 1992, può proporre tutte le censure deducibili avverso il provvedimento presupposto, a lui non notificato, in sede di impugnazione della cartella esattoriale emessa per il recupero dell'imposta, equivalendo la notifica di questo atto a manifestazione implicita, da parte dell'Ufficio, del convincimento di ritenere consolidata la pretesa tributaria e, conseguentemente, della volontà di negare l'ammissione al condono

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 gennaio 2019, n. 223 – In tema di IRAP, l’elevato ammontare dei ricavi, dei compensi e delle spese, anche per beni strumentali, non integra di per sé il presupposto impositivo dell’autonoma organizzazione – Il nuovo testo dell’art. 3 bis del D.Lgs. 472/97 è applicabile alle rateizzazioni in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione che nè ha modificato il contenuto

IRAP, il presupposto dell' "autonoma organizzazione", richiesto dall'art. 2 del d.lgs. n. 446 del 1997, ricorre quando il professionista responsabile dell'organizzazione si avvalga, pur senza un formale rapporto di associazione, della collaborazione di un altro professionista , stante il presumibile intento di giovarsi delle reciproche competenze, ovvero della sostituibilità nell'espletamento di alcune incombenze, sì da potersi ritenere che il reddito prodotto non sia frutto esclusivamente della professionalità di ciascun componente

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