SANZIONI e REATI PENALI

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 maggio 2020, n. 16496 – Agli effetti penali la iscrizione nel registro delle imprese dell’atto di pignoramento della quota societaria, sebbene equiparabile alla trascrizione nei registri immobiliari ai fini della procedura esecutiva, non rileva invece agli effetti dell’integrazione del reato di sottrazione di beni sottoposti a pignoramento, non può esservi dubbio che sin dal momento in cui il debitore abbia ricevuto l’ingiunzione prevista dall’art. 492 cod. proc. civ. da parte dell’ufficiale giudiziario di astenersi dal sottrarre i beni individuati e dei quali abbia la titolarità all’atto del pignoramento

Agli effetti penali la iscrizione nel registro delle imprese dell'atto di pignoramento della quota societaria, sebbene equiparabile alla trascrizione nei registri immobiliari ai fini della procedura esecutiva, non rileva invece agli effetti dell'integrazione del reato di sottrazione di beni sottoposti a pignoramento, non può esservi dubbio che sin dal momento in cui il debitore abbia ricevuto l'ingiunzione prevista dall'art. 492 cod. proc. civ. da parte dell'ufficiale giudiziario di astenersi dal sottrarre i beni individuati e dei quali abbia la titolarità all'atto del pignoramento

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17806 depositata il 10 giugno 2020 – L’obbligo di indicazione nella dichiarazione e di versamento della relativa imposta non deriva dall’effettiva riscossione del corrispettivo, ma dalla emissione, quand’anche antecedente a tale riscossione, della fattura e l’impossibilità di far fronte al versamento in ragione della crisi di liquidità è soggetta a puntuali oneri di allegazione che devono investire non solo l’aspetto della non imputabilità al contribuente della improvvisa crisi economica, ma anche quello della necessità di adottare le misure idonee a fronteggiarla

L’obbligo di indicazione nella dichiarazione e di versamento della relativa imposta non deriva dall’effettiva riscossione del corrispettivo, ma dalla emissione, quand'anche antecedente a tale riscossione, della fattura e l'impossibilità di far fronte al versamento in ragione della crisi di liquidità è soggetta a puntuali oneri di allegazione che devono investire non solo l'aspetto della non imputabilità al contribuente della improvvisa crisi economica, ma anche quello della necessità di adottare le misure idonee a fronteggiarla

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17280 depositata l’ 8 giugno 2020 – Nel reato di omesso versamento di ritenute dovute o certificate la prova dell’elemento costitutivo del reato mediante dimostrazione dell’avvenuto rilascio ai sostituiti delle certificazioni attestanti le ritenute operate dal datore di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17280 depositata l' 8 giugno 2020 Sistema sanzionatorio - Reati tributari - Art. 10 bis del d. Igs. n. 74 del 2000 - Omesso versamento di ritenute dovute o certificate - Prove - Dimostrazione dell'avvenuto rilascio ai sostituiti delle certificazioni attestanti le ritenute operate dal datore di lavoro [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17276 depositata il 8 giugno 2020 – Dimostrabilità degli elementi probatori delle operazioni inesistenti, occultamento e distruzione scritture contabili, dichiarazioni annuali omesse

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17276 depositata il 8 giugno 2020 Violazioni tributarie - Operazioni inesistenti, occultamento e distruzione scritture contabili, dichiarazioni annuali omesse - Elementi probatori - Dimostrabilità Ritenuto in fatto 1. Con sentenza dell'8 marzo 2019, la Corte di appello di Bologna, per quanto in questa sede rileva, confermava la sentenza [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 16616 depositata il 3 giugno 2020 – Il principio del ne bis in idem cautelare non è ostativo alla reiterazione del sequestro preventivo su beni in relazione ai quali il vincolo reale sia stato già disposto, allorquando il nuovo decreto si fondi su una esigenza cautelare diversa da quella inizialmente ipotizzata, oppure quando l’autorità procedente sia chiamata a valutare elementi precedentemente non esaminati

Il principio del ne bis in idem cautelare non è ostativo alla reiterazione del sequestro preventivo su beni in relazione ai quali il vincolo reale sia stato già disposto, allorquando il nuovo decreto si fondi su una esigenza cautelare diversa da quella inizialmente ipotizzata, oppure quando l'autorità procedente sia chiamata a valutare elementi precedentemente non esaminati

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 12680 depositata il 22 aprile 2020 – E’ configurabile il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti anche in caso di dolo eventuale, da intendere in termini di lucida accettazione, da parte dell’agente, dell’evento lesivo, e quindi anche del fine di evasione o di indebito rimborso, come conseguenza della sua condotta

E' configurabile il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti anche in caso di dolo eventuale, da intendere in termini di lucida accettazione, da parte dell'agente, dell'evento lesivo, e quindi anche del fine di evasione o di indebito rimborso, come conseguenza della sua condotta

L’elemento discriminante tra il reato di bancarotta fraudolente documentale e le irregolari scritture contabili è il dolo

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 15811 depositata il 26 maggio 2020 intervenendo in tema di reati fallimentari ha ribadito che "in tema di bancarotta fraudolenta documentale (art. 216, comma primo, n. 2, L.F.), è illegittima l'affermazione di responsabilità dell'amministratore che faccia derivare l'esistenza dell'elemento soggettivo del reato dal solo fatto, [...]

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