SANZIONI e REATI PENALI

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 21343 depositata il 17 luglio 2020 – Qualora il profitto conseguito attraverso il reato venga meno, successivamente a questo, per una condotta riparatoria posta in essere volontariamente dal reo, la cosa pericolosa esce dal circuito dell’economia legale e non v’è, perciò, alcuna ragione che giustifichi l’ablazione

Qualora il profitto conseguito attraverso il reato venga meno, successivamente a questo, per una condotta riparatoria posta in essere volontariamente dal reo, la cosa pericolosa esce dal circuito dell'economia legale e non v'è, perciò, alcuna ragione che giustifichi l'ablazione

E’ punibile del reato di omesso versamento dell’IVA, nel gruppo IVA e consolidato fiscale, l’amministratore della consolidante

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 5513 depositata il 12 febbraio 2020 intervenendo in tema di reato per omesso versamento IVA ha statuito che "la responsabilità della società o dell'ente controllante è certamente applicabile anche all'imposta sul valore aggiunto dovuta in base all'imponibile iva di gruppo. [...] ai fini del consolidato [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 5513 depositata il 12 febbraio 2020 – La disciplina del consolidato fiscale nazionale dell’imposta sul reddito è applicabile anche all’imposta sul valore aggiunto per cui è responsabile del reato di omesso versamento dell’IVA l’amministratore della controllante è l’indisponibilità delle somme necessarie per provvedere al pagamento dell’imposta per mancato trasferimento dalle altre società del gruppo non è riconducibile a fattori estranei alla sfera di dominio della controllante o da questa non governabil

La disciplina del consolidato fiscale nazionale dell'imposta sul reddito è applicabile anche all'imposta sul valore aggiunto per cui è responsabile del reato di omesso versamento dell'IVA l'amministratore della controllante è l'indisponibilità delle somme necessarie per provvedere al pagamento dell'imposta per mancato trasferimento dalle altre società del gruppo non è riconducibile a fattori estranei alla sfera di dominio della controllante o da questa non governabili

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 21353 depositata il 17 luglio 2020 – L’utilità economica ricavata dalla consumazione di una truffa non può essere confiscata come profitto del reato, nemmeno per equivalente, quando la stessa sia stata già restituita al soggetto danneggiato

L'utilità economica ricavata dalla consumazione di una truffa non può essere confiscata come profitto del reato, nemmeno per equivalente, quando la stessa sia stata già restituita al soggetto danneggiato

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 18311 depositata il 16 giugno 2020 – Integra il delitto di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ex art. 316-ter cod. pen., e non quelli di truffa o di appropriazione indebita o di indebita compensazione ex art. 10-quater D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, la condotta del datore di lavoro che, esponendo falsamente di aver corrisposto al lavoratore somme a titolo di indennità per malattia, assegni familiari e cassa integrazione guadagni, ottiene dall’I.N.P.S. il conguaglio di tali somme, in realtà non corrisposte, con quelle da lui dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, così percependo indebitamente dallo stesso istituto le corrispondenti erogazioni

Integra il delitto di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ex art. 316-ter cod. pen., e non quelli di truffa o di appropriazione indebita o di indebita compensazione ex art. 10-quater D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, la condotta del datore di lavoro che, esponendo falsamente di aver corrisposto al lavoratore somme a titolo di indennità per malattia, assegni familiari e cassa integrazione guadagni, ottiene dall'I.N.P.S. il conguaglio di tali somme, in realtà non corrisposte, con quelle da lui dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, così percependo indebitamente dallo stesso istituto le corrispondenti erogazioni

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 18575 depositata il 19 giugno 2020 – Dichiarazione infedele per mancata indicazione dei redditi provenienti dai delitti di cui all’art. 646 cod. pen.

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 18575 depositata il 19 giugno 2020 Reati tributari - Dichiarazione infedele - Redditi provenienti dai delitti di cui all'art. 646 cod. pen. - Omessa indicazione - Imposta evasa - Confisca per equivalente Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 17 luglio 2017, il Tribunale di Genova ha condannato [...]

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