SANZIONI

Violazioni soggette a diffida amministrativa ex artt. 1 e 6 del D.Lgs. n. 103/2024 – ISPETTORATO NAZIONALE del LAVORO – Nota n. 6774 del 17 settembre 2024

ISPETTORATO NAZIONALE del LAVORO - Nota n. 6774 del 17 settembre 2024 Violazioni soggette a diffida amministrativa ex artt. 1 e 6 del D.Lgs. n. 103/2024 Elenco delle violazioni oggetto di diffida amministrativa Facendo seguito alla nota prot. n. 1357 del 31 luglio 2024 con la quale sono state fornite prime indicazioni operative sull’applicazione del [...]

Variazione della misura dell’interesse di dilazione e di differimento e delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali – INPS – Circolare n. 89 del 16 settembre 2024

INPS - Circolare n. 89 del 16 settembre 2024 Variazione della misura dell’interesse di dilazione e di differimento e delle somme aggiuntive per omesso o ritardato versamento dei contributi previdenziali e assistenziali SOMMARIO: La Banca Centrale Europea, con la decisione di politica monetaria del 12 settembre 2024, ha ridotto al 3,65% il tasso di interesse [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 22609 depositata il 9 agosto 2024 – Ricorre il vizio di incompetenza assoluta dell’amministrazione quando l’atto emesso concerne una materia del tutto estranea alla sfera degli interessi pubblici attribuiti alla cura dell’amministrazione alla quale l’organo emittente appartiene, mentre si ha incompetenza relativa nel rapporto interno tra organi o enti nelle cui attribuzioni rientra, sia pure a fini e in casi diversi, una determinata materia

Ricorre il vizio di incompetenza assoluta dell'amministrazione quando l'atto emesso concerne una materia del tutto estranea alla sfera degli interessi pubblici attribuiti alla cura dell'amministrazione alla quale l'organo emittente appartiene, mentre si ha incompetenza relativa nel rapporto interno tra organi o enti nelle cui attribuzioni rientra, sia pure a fini e in casi diversi, una determinata materia

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Sentenza n. 23167 depositata il 27 agosto 2024 – In tema di sanzioni tributarie, qualora nella fase endoprocedimentale il contribuente abbia articolato deduzioni difensive, la motivazione dell’atto di irrogazione delle sanzioni deve tener conto anche delle predette deduzioni. Si tratta di una regola di garanzia, prevista a tutela del contribuente, che si traduce nell’obbligo erariale di procedere alla irrogazione di sanzioni solo a mezzo di atto fornito di motivazione rafforzata

In tema di sanzioni tributarie, qualora nella fase endoprocedimentale il contribuente abbia articolato deduzioni difensive, la motivazione dell'atto di irrogazione delle sanzioni deve tener conto anche delle predette deduzioni. Si tratta di una regola di garanzia, prevista a tutela del contribuente, che si traduce nell'obbligo erariale di procedere alla irrogazione di sanzioni solo a mezzo di atto fornito di motivazione rafforzata

L’esenzione delle sanzioni amministrative, di cui all’art. 8 del dlgs n. 546/92 e dell’art. 10 l. n. 212/2000, trova applicazione in caso di obiettive condizioni di incertezza sulla portata e sull’ambito di applicazione della norma tributaria

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 18071 depositata il 1° luglio 2024, intervenendo in tema di sanzioni amministrative tributarie, ha affermato, in ordine alla non applicabilità delle sanzioni, che la giurisprudenza ha stabilito "una serie di parametri (c.d. fattori indice) per la verifica della sussistenza dell'incertezza normativa oggettiva" quale causa di esenzione [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 23341 depositata il 29 agosto 2024 – L’estinzione della società di capitali conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese integra un fenomeno successorio connotato da caratteristiche sui generis, connesse al regime di responsabilità dei soci per i debiti sociali nelle differenti tipologie di società, con la conseguenza che i soci sono chiamati a rispondere anche per il pagamento della sanzioni tributarie nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione

L’estinzione della società di capitali conseguente alla cancellazione dal registro delle imprese integra un fenomeno successorio connotato da caratteristiche sui generis, connesse al regime di responsabilità dei soci per i debiti sociali nelle differenti tipologie di società, con la conseguenza che i soci sono chiamati a rispondere anche per il pagamento della sanzioni tributarie nei limiti di quanto riscosso in sede di liquidazione

In tema di sanzioni tributarie l’applicazione della sanzione alla sola società dotata di personalità giuridica non esclude il concorso del terzo nella condotta illecita, quando essa si concretizzi in una compartecipazione interessata e autonoma al perseguimento di finalità illecite

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 23229 depositata il 28 agosto 2024, intervenendo in tema di sanzioni tributaria e coinvolgimento di soggetti terzi, ha statuito il principio di diritto secondo cui "... In tema di sanzioni amministrative relative al rapporto tributario, la ratio che giustifica ai sensi dell’art. 7, d.l. n. [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 23229 depositata il 28 agosto 2024 – In tema di sanzioni amministrative relative al rapporto tributario, la ratio che giustifica ai sensi dell’art. 7, d.l. n. 269 del 2003, convertito con modificazioni in l. n. 326 del 2003, l’applicazione della sanzione alla sola società dotata di personalità giuridica non esclude il concorso del terzo nella condotta illecita, quando essa si concretizzi in una compartecipazione interessata e autonoma al perseguimento di finalità illecite, con conseguente applicazione nei suoi confronti dell’art. 9 del d.lgs. n. 472 del 1997

In tema di sanzioni amministrative relative al rapporto tributario, la ratio che giustifica ai sensi dell’art. 7, d.l. n. 269 del 2003, convertito con modificazioni in l. n. 326 del 2003, l’applicazione della sanzione alla sola società dotata di personalità giuridica non esclude il concorso del terzo nella condotta illecita, quando essa si concretizzi in una compartecipazione interessata e autonoma al perseguimento di finalità illecite, con conseguente applicazione nei suoi confronti dell’art. 9 del d.lgs. n. 472 del 1997

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