sicurezza sul lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 marzo 2019, n. 6260 – Al di fuori dei casi di risarcibilità previsti direttamente dalla legge, il danno non patrimoniale è risarcibile unicamente se derivato dalla lesione di diritti inviolabili della persona riconosciuti dalla Costituzione

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 04 marzo 2019, n. 6260 Esposizione lavorativa all'amianto - Risarcimento del danno biologico - Accertamento del medico legale - Nesso causale tra la malattia denunciata e l'esposizione Fatti di causa 1. Il Tribunale di Massa, con separate sentenze nn. 337- 376-353-384 e 354 del 2014, aveva accolto le domande proposte [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6269 – Il danno da fatto illecito deve essere liquidato sottraendo dall’ammontare del danno risarcibile l’importo dell’indennità che il danneggiato-assicurato abbia riscosso in conseguenza di quel fatto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 marzo 2019, n. 6269 Infortunio sul lavoro - Esclusiva responsabilità del datore di lavoro - Risarcimento del danno non patrimoniale Rilevato che con sentenza 12 ottobre 2016, la Corte d'appello di Roma, in sede di riassunzione del giudizio in esito alla cassazione della sentenza della Corte d'appello di L'Aquila [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 febbraio 2019, n. 5749 – Licenziamento per superamento del periodo di comporto – Malattia professionale – Non configura un’ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro – di natura contrattuale – va collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento

non configura un'ipotesi di responsabilità oggettiva, in quanto la responsabilità del datore di lavoro - di natura contrattuale - va collegata alla violazione degli obblighi di comportamento imposti da norme di legge o suggeriti dalle conoscenze sperimentali o tecniche del momento; ne consegue che incombe al lavoratore che lamenti di avere subito, a causa dell'attività lavorativa svolta, un danno alla salute, l'onere di provare, oltre all'esistenza di tale danno, la nocività dell'ambiente di lavoro, nonché il nesso tra l'una e l'altra, e solo se il lavoratore abbia fornito tale prova sussiste per il datore di lavoro l'onere di provare di avere adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 febbraio 2019, n. 4817 – Il datore di lavoro è totalmente esonerato da ogni responsabilità solo quando il comportamento del lavoratore assuma caratteri di abnormità, inopinabilità ed esorbitanza, necessariamente riferiti al procedimento lavorativo “tipico” ed alle direttive ricevute, in modo da porsi quale causa esclusiva dell’evento

in tema di presupposti e contenuti del risarcimento del danno non patrimoniale attraverso la quale, in virtù del principio della tutela minima risarcitoria spettante ai diritti costituzionali inviolabili, è stata estesa la tutela ai casi di danno non patrimoniale prodotto dalla lesione di diritti inviolabili della persona riconosciuti dalla Costituzione e, per effetto di tale estensione, è stata ricondotta nell'ambito dell'art. 2059 c.c., anche la tutela riconosciuta ai soggetti che abbiano visto lesi i diritti inviolabili della famiglia (artt. 2, 29 e 30 Cost.) con la precisazione che il danno non patrimoniale da perdita o compromissione del rapporto parentale nel caso di morte o di procurata grave invalidità del congiunto consiste nella privazione di un valore non economico, ma personale, costituito della irreversibile perdita del godimento del congiunto, dalla definitiva preclusione delle reciproche relazioni interpersonali, secondo le varie modalità con le quali normalmente si esprimono nell'ambito del nucleo familiare; perdita, privazione e preclusione che costituiscono conseguenza della lesione dell'interesse protetto

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 febbraio 2019, n. 4947 – Danni patrimoniali e non patrimoniali per il decesso del dipendente a causa dell’esposizione ad amianto

nel rito del lavoro, l'espletamento del libero interrogatorio delle parti, pur configurando un adempimento obbligatorio, non sia previsto a pena di nullità, essendo attribuito al potere discrezionale del giudice del merito di valutarne la indispensabilità e la sua potenziale utilità al fine di acquisire elementi di convincimento per la decisione. Considerazioni analoghe possono ripetersi per gli ulteriori adempimenti di cui i ricorrenti hanno rilevato l'omissione ad opera del giudice di primo grado.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 14 febbraio 2019, n. 4429 – Liquidazione in tema di lesioni micropermanenti a seguito di infortunio

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 14 febbraio 2019, n. 4429 Infortunio - Risarcimento del danno differenziale - Liquidazione in tema di lesioni micropermanenti Fatti di causa 1. La sentenza della Corte di appello di Milano impugnata, confermando quella resa in primo grado dal Tribunale della stessa città (n. 5245/2011), riconosce la responsabilità della società DS S. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 febbraio 2019, n. 3908 – Il vizio di “ultra” ed “extra” petizione ricorre solo quando il giudice, interferendo indebitamente nel potere dispositivo delle parti, alteri alcuno degli elementi di identificazione dell’azione o dell’eccezione, pervenendo ad una pronunzia non richiesta o eccedente i limiti della richiesta o eccezione

nel giudizio di cassazione, non è consentito censurare la complessiva valutazione delle risultanze processuali contenuta nella sentenza impugnata, contrapponendo alla stessa una diversa interpretazione proposta dalla parte, al fine di ottenere la revisione degli accertamenti di fatto compiuti dal giudice di merito; tanto più, nella fattispecie, dove trova applicazione ratione temporis (ai sensi dell'art. 54, comma 3, DL nr. 83 del 2012) il nuovo testo dell'art. 360 nr. 5 cod.proc.civ., in quanto la sentenza impugnata è stata pubblicata in data successiva all'11 settembre 2012 sicché il vizio della motivazione è deducibile soltanto in termini di «omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione tra le parti»

Corsi di aggiornamento per i professionisti antincendio e corsi di aggiornamento per RSPP e coordinatori per la sicurezza – Possibilità di istituire un unico corso con effetti abilitanti per diverse qualifiche professionali – Interpello 31 gennaio 2019, n. 1 del Ministero del lavoro

MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Interpello 31 gennaio 2019, n. 1 Interpello ai sensi dell’articolo 12 del d.lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni. Quesito in materia di salute e sicurezza del lavoro - Corsi di aggiornamento per i professionisti antincendio e corsi di aggiornamento per RSPP e coordinatori per la sicurezza - Possibilità di [...]

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