sicurezza sul lavoro

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 20 novembre 2018, n. C-147/17 – L’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro, dev’essere interpretato nel senso che non rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 2003/88 l’attività di assistente genitoriale che consiste, nell’ambito di un rapporto di lavoro con un’autorità pubblica, nell’accogliere e integrare un minore nel proprio nucleo familiare e nel provvedere, continuativamente, allo sviluppo armonioso e all’educazione di tale minore

l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro, dev’essere interpretato nel senso che non rientra nell’ambito di applicazione della direttiva 2003/88 l’attività di assistente genitoriale che consiste, nell’ambito di un rapporto di lavoro con un’autorità pubblica, nell’accogliere e integrare un minore nel proprio nucleo familiare e nel provvedere, continuativamente, allo sviluppo armonioso e all’educazione di tale minore

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 19 novembre 2018, n. 29784 – Decesso del lavoratore è danno non patrimoniale di cui all’art. 2059 cod. civ., identificandosi con il danno determinato dalla lesione di interessi inerenti alla persona non connotati da rilevanza economica, costituisce categoria unitaria non suscettiva di suddivisione in sottocategorie

Decesso del lavoratore è danno non patrimoniale di cui all'art. 2059 cod. civ., identificandosi con il danno determinato dalla lesione di interessi inerenti alla persona non connotati da rilevanza economica, costituisce categoria unitaria non suscettiva di suddivisione in sottocategorie

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 ottobre 2018, n. 27034 – Il datore di lavoro è sempre responsabile dell’infortunio occorso al lavoratore, anche qualora esso sia ascrivibile non soltanto ad una disattenzione, ma anche ad imperizia, negligenza e imprudenza di questi

A norma dell'art. 2087 c.c., il datore di lavoro è sempre responsabile dell'infortunio occorso al lavoratore, anche qualora esso sia ascrivibile non soltanto ad una disattenzione, ma anche ad imperizia, negligenza e imprudenza di questi (Cass. 10 settembre 2009, n. 19494). Il primo è, infatti, totalmente esonerato da ogni responsabilità solo quando il comportamento del lavoratore assuma caratteri di abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo "tipico" ed alle direttive ricevute, in modo da porsi quale causa esclusiva dell'evento

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 ottobre 2018, n. 26996 – Il danno non patrimoniale derivante dalla lesione di diritti inviolabili della persona, come tali costituzionalmente garantiti, è risarcibile anche quando non sussiste un fatto – reato

il danno non patrimoniale da lesione della salute costituisce una categoria ampia ed omnicomprensiva, nella cui liquidazione il giudice deve tenere conto di tutti i pregiudizi concretamente patiti dalla vittima, ma senza duplicare il risarcimento attraverso l’attribuzione di nomi diversi a pregiudizi identici. Ne consegue che è inammissibile, perché costituisce una duplicazione risarcitoria, la congiunta attribuzione alla vittima di lesioni personali, ove derivanti da reato, del risarcimento sia per il danno biologico, sia per il danno morale, inteso quale sofferenza soggettiva, il quale costituisce necessariamente una componente del primo -posto che qualsiasi lesione della salute implica necessariamente una sofferenza fisica o psichica, come pure la liquidazione del danno biologico separatamente da quello c.d. estetico, da quello alla vita di relazione e da quello cosiddetto esistenziale. Tuttavia, non è ammissibile nel nostro ordinamento l'autonoma categoria di "danno esistenziale", inteso quale pregiudizio alle attività non remunerative della persona, atteso che: ove in essa si ricomprendano i pregiudizi scaturenti dalla lesione di interessi della persona di rango costituzionale, ovvero derivanti da fatti-reato, essi sono già risarcibili ai sensi dell'art. 2059 cod. civ., interpretato in modo conforme a Costituzione, con la conseguenza che la liquidazione di una ulteriore posta di danno comporterebbe una duplicazione risarcitoria; ove nel "danno esistenziale" si intendesse includere pregiudizi non lesivi di diritti inviolabili della persona, tale categoria sarebbe del tutto illegittima, posto che simili pregiudizi sono irrisarcibili, in virtù del divieto di cui all'art. 2059 cod. civ..

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 ottobre 2018, n. 24741 – La responsabilità, a seguito di infortunio del datore di lavoro, ex art. 2087 c.c. possa escludersi solo allorquando il rischio sia stato generato da una attività che non abbia alcun rapporto con lo svolgimento dell’attività lavorativa o che esorbiti del tutto dai limiti di essa

le norme dettate in tema di prevenzione degli infortuni sul lavoro sono dirette a tutelare il lavoratore non solo dagli incidenti derivanti dalla sua disattenzione, ma anche da quelli ascrivibili ad imperizia, negligenza ed imprudenza dello stesso, con la conseguenza che il datore di lavoro è sempre responsabile dell'infortunio occorso al lavoratore, sia quando ometta di adottare le idonee misure protettive, sia quando non accerti e vigili che di queste misure venga fatto effettivamente uso da parte del dipendente, non potendo attribuirsi alcun effetto esimente, per l'imprenditore, all'eventuale concorso di colpa del lavoratore, la cui condotta può comportare l'esonero totale del medesimo imprenditore da ogni responsabilità solo quando presenti i caratteri dell'abnormità, inopinabilità ed esorbitanza rispetto al procedimento lavorativo ed alle direttive ricevute, così da porsi come causa esclusiva dell'evento, essendo necessaria, a tal fine, una rigorosa dimostrazione dell'indipendenza del comportamento del lavoratore dalla sfera di organizzazione e dalle finalità del lavoro, e, con essa, dell'estraneità del rischio affrontato a quello connesso alle modalità ed esigenze del lavoro da svolgere

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 ottobre 2018, n. 23885 – Infortunio sul lavoro ed onere probatorio relativo alle modalità dell’incidente incombente sul lavoratore – Comportamento anomalo ed imprevedibile del lavoratore, che interrompe il nesso causale tra evento e responsabilità datoriale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 02 ottobre 2018, n. 23885 Danno biologico a seguito dell'infortunio sul lavoro - Onere probatorio relativo alle modalità dell'incidente incombente sul lavoratore - Comportamento anomalo ed imprevedibile del lavoratore, che interrompe il nesso causale tra evento e responsabilità datoriale - Esclusione Rilevato che La Corte di appello di Napoli con [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 28 settembre 2018, n. 23474 – Infortunio sul lavoro escluso la cumulabilità tra il risarcimento del danno dovuto al lavoratore infortunato dal datore di lavoro responsabile dell’infortunio e la rendita attribuita alla vittima dall’INAIL

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 28 settembre 2018, n. 23474 Infortunio sul lavoro - Decesso del lavoratore - Esecuzione di opere edili - Appalto - Omesse misure di sicurezza - Responsabilità Ritenuto che 1. G.N. ricorre, affidandosi a cinque motivi illustrati anche da memoria, per la cassazione della sentenza della Corte d'Appello di Brescia che, [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 40922 depositata il 24 settembre 2018 – Il committente “non professionale” pur non avendo un onere di vigilanza continua sullo svolgimento delle opere, deve affermarsi che il medesimo, in assenza della redazione di un documento di valutazione dei rischi o della nomina di un responsabile dei lavori, cui sia conferito anche il compito di realizzare la sicurezza del cantiere prima della realizzazione delle opere, ha l’onere generalissimo di mettere l’appaltatore nella condizione di operare in sicurezza

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 40922 depositata il 24 settembre 2018 Rapporto di lavoro - Infortunio - Valutazione dei rischi - Mancata osservanza degli obblighi di prevenzione - Valutazione dell'abnormità del comportamento tenuto dai prestatori d'opera Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 20 aprile 2017 la Corte d'Appello di Caltanissetta ha confermato [...]

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