STATUTO CONTRIBUENTE

Il diritto alla felicità nel diritto tributario: tra valori costituzionali, giustizia fiscale e verifiche senza preavviso

Nel panorama giuridico contemporaneo, il concetto di felicità ha cessato di essere confinato all’ambito filosofico o politico per assumere una dimensione giuridica concreta, almeno quale valore costituzionalmente rilevante. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la Risoluzione n. 65/309 del 2011, ha affermato che: “La ricerca della felicità è uno scopo fondamentale dell’umanità”, sollecitando gli Stati [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 23567 depositata il 3 settembre 2024 – Qualora dagli atti di causa non emerge che sia intervenuto alcun accesso presso la contribuente non ricorre l’ipotesi in cui risulta applicabile il termine dilatorio di sessanta giorni di cui all’art. 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000

Qualora dagli atti di causa non emerge che sia intervenuto alcun accesso presso la contribuente non ricorre l'ipotesi in cui risulta applicabile il termine dilatorio di sessanta giorni di cui all'art. 12, comma 7, della legge n. 212 del 2000

Accesso mirato: il contraddittorio endoprocedimentale è assicurato dalla sola concessione del termine dilatorio di sessanta giorni ?

Si premette che il comma 7 dell'art. 12 dello Statuto dei contribuenti è stato abrogato, con effetto dal 1° gennaio 2024 dal D. Lgs. n. 219/2023, ed ha introdotto il nuovo art. 6-bis sull'obbligo generalizzato del contraddittorio ed in particolare il comma 3 statuisce che "Per consentire il contradditorio, l'amministrazione finanziaria comunica al contribuente, con [...]

Commissione Tributaria Regionale per la Sicilia, sezione n. 1, sentenza n. 4829 depositata il 23 maggio 2022 – In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’art. 12, comma 7, st. contr. deve essere interpretato nel senso che l’inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l’emanazione dell’avviso di accertamento – termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un’ispezione o una verifica nei locali destinati all’esercizio dell’attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni – determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l’illegittimità dell’atto impositivo emesso “ante tempus”

In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l'art. 12, comma 7, st. contr. deve essere interpretato nel senso che l'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento - termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un'ispezione o una verifica nei locali destinati all'esercizio dell'attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni - determina di per sé, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, l'illegittimità dell'atto impositivo emesso "ante tempus"

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 luglio 2022, n. 23226 – La natura sostanziale e non processuale (né assimilabile a quella processuale) dell’avviso di accertamento tributario – che costituisce un atto amministrativo autoritativo attraverso il quale l’amministrazione enuncia le ragioni della pretesa tributaria – non osta all’applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale, soprattutto quando vi sia un espresso richiamo di questi nella disciplina tributaria. Per cui delle norme sulle notificazioni nel processo civile comporta, quale logica necessità, l’applicazione del regime delle nullità e delle sanatorie per quelle dettato

La natura sostanziale e non processuale (né assimilabile a quella processuale) dell'avviso di accertamento tributario - che costituisce un atto amministrativo autoritativo attraverso il quale l'amministrazione enuncia le ragioni della pretesa tributaria - non osta all'applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale, soprattutto quando vi sia un espresso richiamo di questi nella disciplina tributaria. Per cui delle norme sulle notificazioni nel processo civile comporta, quale logica necessità, l'applicazione del regime delle nullità e delle sanatorie per quelle dettato

Corte di Cassazione ordinanza n. 18243 depositata il 7 giugno 2022 – In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l’amministrazione finanziaria è tenuta a rispettare, anche nell’ambito delle indagini cd. “a tavolino”, il contraddittorio endoprocedimentale ove l’accertamento attenga a tributi “armonizzati”: la violazione di tale obbligo comporta l’invalidità dell’atto, purché il contribuente abbia assolto all’onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un’opposizione meramente   pretestuosa

In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, l'amministrazione finanziaria è tenuta a rispettare, anche nell'ambito delle indagini cd. "a tavolino", il contraddittorio endoprocedimentale ove l'accertamento attenga a tributi "armonizzati": la violazione di tale obbligo comporta l'invalidità dell'atto, purché il contribuente abbia assolto all'onere di enunciare in concreto le ragioni che avrebbe potuto far valere e non abbia proposto un'opposizione meramente   pretestuosa

Corte di Cassazione ordinanza n. 18355 depositata il 7 giugno 2022 – L’accesso presso l’abitazione richiede la previa autorizzazione del Procuratore della Repubblica in mancanza dell’autorizzazione l’accesso è illegittimo e la documentazione così acquisita è inutilizzabile ed è onere della parte indicare la documentazione che sia stata illegittimamente acquisita

L’accesso presso l’abitazione richiede la previa autorizzazione del Procuratore della Repubblica in mancanza dell’autorizzazione l’accesso è illegittimo e la documentazione così acquisita è inutilizzabile ed è onere della parte indicare la documentazione che sia stata illegittimamente acquisita

Corte di Cassazione ordinanza n. 11284 depositata il 7 aprile 2022 – L’obbligo di idonea e completa motivazione dell’atto impositivo, previsto dall’art. 7 della l. n. 212 del 2000, sia volto ad assicurare al contribuente  il pieno esercizio del diritto di difesa nel giudizio di impugnazione e che l’Ufficio non possa integrare il contenuto di detta motivazione in corso di causa bensì possa solo illustrare fatti e questioni oggetto di causa, nell’ambito di una paritaria dialettica processuale, per incidere sul  convincimento  del  giudice. Inoltre è inammissibile una motivazione “postuma” del provvedimento impugnato, situazione che si verifica quando l’Amministrazione finanziaria colma ex post, e cioè in giudizio, le lacune dell’atto impositivo caratterizzato da un’insufficiente esposizione delle ragioni di fatto e di diritto su cui si fonda

L'obbligo di idonea e completa motivazione dell'atto impositivo, previsto dall'art. 7 della l. n. 212 del 2000, sia volto ad assicurare al contribuente  il pieno esercizio del diritto di difesa nel giudizio di impugnazione e che l'Ufficio non possa integrare il contenuto di detta motivazione in corso di causa bensì possa solo illustrare fatti e questioni oggetto di causa, nell'ambito di una paritaria dialettica processuale, per incidere sul  convincimento  del  giudice. Inoltre è inammissibile una motivazione "postuma" del provvedimento impugnato, situazione che si verifica quando l'Amministrazione finanziaria colma ex post, e cioè in giudizio, le lacune dell'atto impositivo caratterizzato da un'insufficiente esposizione delle ragioni di fatto e di diritto su cui si fonda

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