Archivi annuali: 2018

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 ottobre 2018, n. 24615 – Nel rapporto di lavoro privato non vige il principio di parità di trattamento

Nel rapporto di lavoro privato non vige il principio di parità di trattamento. La disciplina nazionale e quella aziendale si differenziano, infatti, fra loro per la loro distinta natura e fonte negoziale, con la conseguenza che i rispettivi fatti costitutivi ed estintivi non interagiscono rispondendo ciascuna disciplina a regole proprie in ragione dei diversi agenti contrattuali e del loro differente ambito territoriale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 ottobre 2018, n. 24614 – Il ricorso per cassazione deve infatti contenere, a pena di inammissibilità, i motivi per i quali si richiede la cassazione, aventi i caratteri di specificità, completezza e riferibilità alla decisione impugnata

il ricorso per cassazione deve infatti contenere, a pena di inammissibilità, i motivi per i quali si richiede la cassazione, aventi i caratteri di specificità, completezza e riferibilità alla decisione impugnata, il che comporta la necessità dell'esatta individuazione del capo di pronunzia impugnata e dell'esposizione di ragioni che illustrino in modo intelligibile ed esauriente le dedotte violazioni di norme o principi di diritto, ovvero le carenze della motivazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 ottobre 2018, n. 24596 – L’indennità prevista dalla Legge n. 183/2010 cit., art. 32, trova applicazione ogni qual volta vi sia un contratto di lavoro a tempo determinato per il quale operi la conversione in contratto a tempo indeterminato

l'indennità prevista dalla Legge n. 183/2010 cit., art. 32, trova applicazione ogni qual volta vi sia un contratto di lavoro a tempo determinato per il quale operi la conversione in contratto a tempo indeterminato e, dunque, anche in caso di condanna del datore di lavoro al risarcimento del danno subito dal lavoratore che abbia chiesto ed ottenuto dal giudice l'accertamento della nullità di un contratto di somministrazione lavoro, convertito - ai sensi del D.lgs n. 276 del 2003, art. 27, u.c., - in un contratto a tempo indeterminato tra lavoratore e utilizzatore della prestazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 ottobre 2018, n. 24594 – Indennità di trasferimento per lavoro all’estero se ha la finalità è di tenere indenne il lavoratore da spese che quest’ultimo non avrebbe incontrato se non fosse stato trasferito e che ha sostenuto nell’interesse dell’imprenditore è indice della natura non retributiva dell’emolumento

in mancanza di deroga espressa da parte della contrattazione collettiva ai sensi dell'art. 2120, 2° co. c.c., ai fini della individuazione della natura di retribuzione ovvero di rimborso spese di una voce del trattamento corrisposto per lo svolgimento di lavoro all'estero, deve aversi riguardo ad indici sintomatici, che consentano una valutazione della suddetta natura in via induttiva, senza trascurare, in tale indagine, anche elementi che emergano in sede di stipulazione del contratto individuale, che assumono, per quanto detto, valore orientativo ai fini considerati

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 ottobre 2018, n. 24410 – Calcolo dell’indennità di disoccupazione agricola

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 ottobre 2018, n. 24410 Indennità di disoccupazione agricola - Calcolo - Retribuzione giornaliera - Contrattazione integrativa provinciale Rilevato Che la Corte d'appello di Catanzaro respingeva l'appello proposto da M.R. avverso la sentenza del giudice di primo grado che aveva respinto la domanda avanzata dalla stessa al fine di ottenere [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 04 ottobre 2018, n. 24407 – Licenziamento del dirigente per prelievi dalla cassa aziendale in acconto sullo stipendio mensile

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 04 ottobre 2018, n. 24407 Licenziamento - Qualifica di dirigente - Per ragioni disciplinari - Prelievi dalla cassa aziendale in acconto sullo stipendio mensile - Reiterazione della condotta Rilevato che con sentenza del 16 giugno - 22 settembre 2016 numero 847 la Corte d'Appello di Milano confermava, per quanto ancora [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 44884 depositata il 8 ottobre 2018 – In tema di omesso versamento IVA, non è configurabile il reato di cui all’art. 10-ter d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 per il mancato versamento del debito IVA scaduto, nel caso in cui il debitore sia stato ammesso al concordato preventivo con pagamento dilazionato e/o parziale dell’imposta

"in tema di reati tributari, va esclusa la configurabilità del delitto di omesso versamento delle ritenute d'imposta dovute e certificate, in presenza di una transazione fiscale concordata ai sensi dell'art. 182-ter legge fallimentare, ove omologata prima della consumazione del reato coincidente con la data di scadenza prevista per il versamento omesso. In motivazione, la S.C. ha osservato che l'accordo transattivo tempestivamente omologato muta gli elementi costitutivi del reato di cui all'art. 10-bis D.Lgs. n. 74 del 2000, incidendo sia sul termine di pagamento, che può essere dilazionato ovvero frazionato in più rate, sia sull'importo stesso del tributo che, nel caso di imposte diverse dall'Iva e di quelle armonizzate, può essere addirittura ridotto per effetto dell'accordo, con eventuale rimodulazione del debito al di sotto della soglia di punibilità; di modo che il titolo di pagamento non è più costituito dalla dichiarazione annuale di sostituto di imposta o dai certificati rilasciati ai sostituiti, bensì dalla transazione fiscale, il cui eventuale successivo inadempimento comporta la revoca della transazione stessa, ma non anche la reviviscenza del reato

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 ottobre 2018, n. 24774 – Responsabilità solidale dell’ente impositore e dell’agente di riscossione al pagamento delle spese di giudizio

l'agente deve rispondere, nei confronti dell'opponente vittorioso, delle spese processuali: ciò in base al principio di causalità, che informa quello di soccombenza, dal momento che la lite trae origine dalla notificazione della cartella di pagamento, atto posto in essere proprio dall'esattore, anche se in esecuzione del rapporto che ha ad oggetto il servizio di riscossione. Lo stesso esattore inoltre, proprio perché, a mente del cit. art. 39, ha una generale legittimazione passiva nelle controversie aventi ad oggetto la riscossione delle somme di cui è incaricato, non può non rispondere dell'esito della lite, anche per ciò che concerne la materia delle spese processuali

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