Archivi annuali: 2018

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 novembre 2018, n. 30966 – Ai fini del raddoppio dei termini dell’accertamento il giudice tributario dovrà controllare, se richiesto con i motivi di impugnazione, la sussistenza dei presupposti dell’obbligo di denuncia, compiendo, al riguardo, una valutazione ora per allora

Ai fini del raddoppio dei termini dell'accertamento il giudice tributario dovrà controllare, se richiesto con i motivi di impugnazione, la sussistenza dei presupposti dell'obbligo di denuncia, compiendo, al riguardo, una valutazione ora per allora (cosiddetta "prognosi postuma") circa la loro ricorrenza ed accertando, quindi, se l'amministrazione finanziaria abbia agito con imparzialità od abbia, invece, fatto uso pretestuoso e strumentale delle disposizioni denunciate al fine di fruire ingiustificatamente di un più ampio termine di accertamento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 novembre 2018, n. 31090 – Licenziamento per abbandono posto di lavoro e sottrazione beni – La differenza fra l’omessa pronuncia e l’omessa motivazione su un punto decisivo della controversia si coglie nel senso che, mentre nella prima l’omesso esame concerne direttamente una domanda od un’eccezione introdotta in causa – e, quindi, nel caso del motivo d’appello, uno dei fatti costitutivi della “domanda” di appello -, nella seconda ipotesi l’attività di esame del giudice, che si assume omessa, non concerne direttamente la domanda o l’eccezione, ma una circostanza di fatto che, ove valutata, avrebbe comportato una diversa decisione su uno dei fatti costitutivi della domanda o su un’eccezione e, quindi, su uno dei fatti principali della controversia

La differenza fra l'omessa pronuncia di cui all'art. 112 cod. proc. civ. e l'omessa motivazione su un punto decisivo della controversia di cui all'art. 360, co. 1, n. 5, cod. proc. civ., applicabile "ratione temporis", si coglie nel senso che, mentre nella prima l'omesso esame concerne direttamente una domanda od un'eccezione introdotta in causa - e, quindi, nel caso del motivo d'appello, uno dei fatti costitutivi della "domanda" di appello -, nella seconda ipotesi l'attività di esame del giudice, che si assume omessa, non concerne direttamente la domanda o l'eccezione, ma una circostanza di fatto che, ove valutata, avrebbe comportato una diversa decisione su uno dei fatti costitutivi della domanda o su un'eccezione e, quindi, su uno dei fatti principali della controversia

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 29 novembre 2018, n. 30921 – Nel processo tributario, non costituisce motivo d’inammissibilità del ricorso o dell’appello il fatto che il ricorrente o l’appellante, al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l’avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica

"Nel processo tributario, non costituisce motivo d'inammissibilità del ricorso o dell'appello, che sia stato notificato direttamente a mezzo del servizio postale universale, il fatto che il ricorrente o l'appellante, al momento della costituzione entro il termine di trenta giorni dalla ricezione della raccomandata da parte del destinatario, depositi l'avviso di ricevimento del plico e non la ricevuta di spedizione, purché nell’avviso di ricevimento medesimo la data di spedizione sia asseverata dall’ufficio postale con stampigliatura meccanografica ovvero con proprio timbro datario; solo in tal caso, l'avviso di ricevimento è idoneo ad assolvere la medesima funzione probatoria che la legge assegna alla ricevuta di ricevimento può essere superata, ai fini della tempestività della notifica del ricorso o dell'appello, unicamente se la ricezione del plico sia certificata dall'agente postale come avvenuta entro il termine di decadenza per l'impugnazione dell'atto o della sentenza"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30916 – Trasferimento dei dipendenti negli Enti locali e richiesta del riconoscimento dell’anzianità maturata – l confronto è con le condizioni immediatamente antecedenti al trasferimento dello stesso lavoratore trasferito si deve trattare di “peggioramento retributivo sostanziale” ed il confronto tra le condizioni deve essere “globale” e, quindi, non limitato allo specifico istituto

Trasferimento dei dipendenti negli Enti locali e richiesta del riconoscimento dell'anzianità maturata - l confronto è con le condizioni immediatamente antecedenti al trasferimento dello stesso lavoratore trasferito si deve trattare di "peggioramento retributivo sostanziale" ed il confronto tra le condizioni deve essere "globale" e, quindi, non limitato allo specifico istituto

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30911 – Elemento costitutivo di carattere giuridico dell’associazione riconosciuta e munita di autonomia patrimoniale ed irrilevanza della mancata contestazione della natura dell’associazione –

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 29 novembre 2018, n. 30911 Fondazione ENPAIA - Contributi - Opposizione a decreto ingiuntivo - Associazione riconosciuta e munita di autonomia patrimoniale - Elemento costitutivo di carattere giuridico - Irrilevanza della mancata contestazione della natura dell’associazione - Esclusa la corresponsabilità del proprio per le obbligazioni Fatti di causa 1. La [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30908 – In materia di appalti pubblici non è applicabile alle pubbliche amministrazioni la responsabilità solidale prevista dall’art. 29, comma 2 del D.lgs. 276/2003

In materia di appalti pubblici, ai sensi dell'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003, non è applicabile alle pubbliche amministrazioni la responsabilità solidale prevista dall'art. 29, comma 2, del richiamato decreto, dovendosi ritenere che l'art. 9 del d.l. n. 76 del 2013, conv. con modif. nella I. n. 99 del 2013, nella parte in cui prevede la inapplicabilità del suddetto articolo 29 ai contratti di appalto stipulati dalle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1 del d.lgs. n. 165 del 2001, non abbia carattere di norma d'interpretazione autentica, dotata di efficacia retroattiva, avendo solo esplicitato, senza innovare il quadro normativo previgente, un precetto già desumibile dal testo originario del richiamato art. 29 e dalle successive integrazioni.

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30903 – Indennità di cessazione del rapporto del rapporto di agenzia – L’inosservanza del divieto di introdurre una domanda nuova in appello, e, correlativamente, dell’obbligo del giudice di secondo grado di non esaminare nel merito tale domanda, ai sensi dell’art. 345 c.p.c. è rilevabile in sede di legittimità anche d’ufficio, in quanto attinente alla garanzia del doppio grado di giurisdizione

Indennità di cessazione del rapporto del rapporto di agenzia - L'inosservanza del divieto di introdurre una domanda nuova in appello, e, correlativamente, dell'obbligo del giudice di secondo grado di non esaminare nel merito tale domanda, ai sensi dell'art. 345 c.p.c. è rilevabile in sede di legittimità anche d'ufficio, in quanto attinente alla garanzia del doppio grado di giurisdizione

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