Archivi annuali: 2019

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 gennaio 2019, n. 1634 – Licenziamento per giusta causa per appropriazione indebita – L’impugnazione deve contenere, a pena di inammissibilità, una chiara individuazione delle questioni e dei punti contestati della sentenza impugnata e, con essi, delle relative doglianze, affiancando alla parte volitiva una parte argomentativa

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 gennaio 2019, n. 1634 Licenziamento per giusta causa - Appropriazione indebita - Intensità della violazione della buona fede contrattuale - Gravità della colpa Rilevato che 1. Il Tribunale di Nola aveva rigettato l'impugnativa di licenziamento proposta da F.A., dipendente della società S., al quale era stata contestata l'asportazione di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5372 – Il rapporto di lavoro dei dirigenti, anche dopo l’entrata in vigore della l. 108/90, non è assoggettato alle norme limitative dei licenziamenti individuali di cui agli artt. 1 e 3 I. 604/66, non avendo la suddetta legge n. 108 inciso sull’art. 10 della legge n. 604 del 1966 (…), tuttavia in caso di recesso – come nella specie – non affetto da nullità, ma soltanto ingiustificato, l’atto di recesso è inidoneo a realizzare la risoluzione del rapporto soltanto nell’ambito dell’area di operatività della stabilità reale

in tema di licenziamento ingiustificato (del dirigente) non sussiste un interesse all'affermazione dell'esistenza di una forma di illiceità piuttosto che di un'altra, sotto il profilo della non giustificatezza, ove la distinzione non produca effetti in ordine alle conseguenze dell'illegittimità del recesso" sicché, fermo che l'ingiustificatezza del licenziamento del dirigente - che, com'è noto, è licenziabile ad nutum - può non coincidere con l'assenza di giusta causa o di giustificato motivo, "al fine di accertare la configurabilità del diritto del dirigente all'indennità supplementare e di preavviso, l'ingiustificatezza del recesso datoriale può evincersi da una incompleta o inveritiera comunicazione dei motivi del licenziamento, ovvero da un'infondata contestazione degli addebiti, potendo tali condotte rendere quanto meno disagevole la verifica che il recesso sia eziologicamente riconducibile a condotte discriminatorie ovvero prive di adeguatezza sociale

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 febbraio 2019, n. 5437 – Quantificazione dei tempi di vestizione e svestizione

al fine di valutare se il tempo occorrente per le operazioni di vestizione o svestizione, debba essere retribuito o meno occorre far riferimento alla disciplina contrattuale specifica distinguendo l'ipotesi in cui tale operazione, con riguardo al tempo ed al luogo, sia soggetta al potere di conformazione del datore di lavoro dall'ipotesi in cui, per l'assenza di eterodirezione, le operazioni di vestizione e svestizione si configurino come atti di diligenza preparatoria all'esecuzione della prestazione e, come tali, non sono retribuiti; l’eterodirezione può, derivare dall'esplicita disciplina d'impresa o risultare implicitamente dalla natura degli indumenti, o dalla specifica funzione che devono assolvere, quando gli stessi siano diversi da quelli utilizzati o utilizzabili secondo un criterio di normalità sociale dell'abbigliamento

MINISTERO AMBIENTE – Deliberazione 06 febbraio 2019, n. 2 – Modificazioni alla deliberazione n. 3 del 22 febbraio 2017, recante la modulistica per la comunicazione d’iscrizione e rinnovo dell’iscrizione all’Albo con procedura semplificata di cui all’articolo 16 del decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 3 giugno 2014, n. 120.

MINISTERO AMBIENTE - Deliberazione 06 febbraio 2019, n. 2 Modificazioni alla deliberazione n. 3 del 22 febbraio 2017, recante la modulistica per la comunicazione d’iscrizione e rinnovo dell’iscrizione all’Albo con procedura semplificata di cui all’articolo 16 del decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 febbraio 2019, n. 5298 – Accertamento TIA legittimi emessi dall’ncaricata della gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti per il comune

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 22 febbraio 2019, n. 5298 Tributi - TIA - Accertamento - Immobili - Servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti - Tariffa Fatti della causa 1. La spa T. ricorre, con sette motivi, per la cassazione della sentenza 9 aprile 2015, n.630, con cui la commissione tributaria regionale della Toscana [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 febbraio 2019, n. 5473 – Nel caso in cui diventa definitivo l’avviso di liquidazione, l’impugnazione della cartella esattoriale è ammissibile solo per vizi propri, mentre non può essere fatta per far valere vizi la cui denuncia presupponeva l’impugnazione dell’avviso precedente

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 25 febbraio 2019, n. 5473 Accertamento - Riscossione - Cartella di pagamento - Notifica - Impugnazione Motivi della decisione Il Centro di Fiosiocinesi Terapia S. otteneva un decreto ingiuntivo, che poi veniva annullato con sentenza della Corte di Appello, all'esito della opposizione fatta dal debitore ingiunto. Agenzia delle Entrate notificava [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 febbraio 2019, n. 5465 – Il contribuente ha la facoltà e non l’onere di impugnare il diniego del Direttore Regionale delle Entrate di disapplicazione di norme antielusive ex art. 37 bis, comma 8, del D.P.R. n. 600 del 1973, atteso che lo stesso non è atto rientrante nelle tipologie elencate dall’art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992 ma provvedimento con cui l’Amministrazione porta a conoscenza del contribuente, pur senza efficacia vincolante per questi, il proprio convincimento in ordine ad un determinato rapporto tributario

in tema di contenzioso tributario, l'elencazione degli atti impugnabili contenuta nell'art. 19 del d.lgs. n. 546 del 1992 ha natura tassativa ma non preclude la facoltà di impugnare anche altri atti, ove con gli stessi l'Amministrazione porti a conoscenza del contribuente una ben individuata pretesa tributaria, esplicitandone le ragioni fattuali e giuridiche, siccome è possibile un'interpretazione estensiva delle disposizioni in materia in ossequio alle norme costituzionali di tutela del contribuente (artt. 24 e 53 Cost.) e di buon andamento dell'amministrazione (art. 97 Cost.) ed in considerazione dell'allargamento della giurisdizione tributaria operato con la L. n. 448 del 2001

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5399 – Il procedimento di “revisione parziale del classamento” di cui all’art. 1, comma 335, della legge 30 dicembre 2004, n. 311, non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale, e cioè l’esistenza di uno scostamento significativo del rapporto tra valori medi della zona considerata e nell’insieme delle microzone comunali, resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento” dell’art. 9 del d. P.R. 23 marzo 1998, n. 1238

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 22 febbraio 2019, n. 5399 Accertamento - Estimi catastali - Immobili - Microzona - Riclassamento - Categorie catastali Ritenuto che L'Agenzia delle entrate ricorre sulla base di tre motivi per la cassazione della sentenza della C.T.R. della Puglia, indicata in epigrafe, che ha rigettato l'appello dell'Ufficio, in controversia su impugnazione [...]

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