Archivi annuali: 2019

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 20 novembre 2019, n. 30220 – L’Inps, salvo il diritto di avvalersi dell’azione di ripetizione ex art. 2033 c.c., può recuperare l’indebito anche mediante trattenute sulla pensione in via di compensazione sulla prestazione dovuta, fatto salvo, comunque, il trattamento minimo della pensione, nel limite del quinto in quanto tale limite operava anche sugli arretrati di pensione

L'Inps, salvo il diritto di avvalersi dell'azione di ripetizione ex art. 2033 c.c., può recuperare l'indebito anche mediante trattenute sulla pensione in via di compensazione sulla prestazione dovuta, fatto salvo, comunque, il trattamento minimo della pensione, nel limite del quinto in quanto tale limite operava anche sugli arretrati di pensione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 novembre 2019, n. 30370 – Escluso dall’IRAP quella parte di reddito che un lavoratore autonomo, esercente abitualmente l’attività professionale intellettuale di dottore commercialista, abbia prodotto in qualità sindaco, o di presidente del consiglio di amministrazione di una banca, senza utilizzare la propria autonoma organizzazione

Escluso dall'IRAP quella parte di reddito che un lavoratore autonomo, esercente abitualmente l'attività professionale intellettuale di dottore commercialista, abbia prodotto in qualità sindaco, o di presidente del consiglio di amministrazione di una banca, senza utilizzare la propria autonoma organizzazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 novembre 2019, n. 30222 – Questione relativa al rilascio di quietanza sotto minaccia di licenziamento

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 20 novembre 2019, n. 30222 Rapporto di lavoro subordinato - Pagamento mensilità accessorie e TFR - Questione relativa al rilascio di quietanza sotto minaccia di licenziamento - Valutazione delle prove assunte - Attendibilità Diritto Rilevato che 1. Il Tribunale di Agrigento, con sentenza nr. 415 del 2014, in parziale accoglimento [...]

Legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per illecita compensazione per inesistenza del credito Bonus Renzi

Legittimo il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per illecita compensazione per inesistenza del credito Bonus Renzi ed in tema di motivazione dei provvedimenti cautelari reali è osservata anche quando il giudice ripercorra, motivando "per relationem", gli elementi oggettivi emersi nel corso delle indagini e segnalati dalla richiesta del pubblico ministero, purché dia conto del proprio esame critico dei predetti elementi e delle ragioni per cui egli li ritenga idonei a supportare l'applicazione della misura

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 45709 depositata l’11 novembre 2019 – Nei casi di illecito utilizzo del credito bonus Renzi nelle compensazioni fiscali è legittimo il sequestro preventivo dei beni dell’azienda

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 45709 depositata l'11 novembre 2019 reato di indebita compensazione - Bonus Renzi RITENUTO IN FATTO 1. Con l'ordinanza del 18 dicembre 2018, il Tribunale del riesame di Foggia, adito ai sensi dell'art. 322 cod. proc. pen., ha respinto la richiesta di riesame presentata nell'interesse di GD, confermando il [...]

Illegittimo il licenziamento a seguito dell’alterco tra i dipendenti se qualificato come diverbio litigioso, il cui ccnl prevede una sanzione conservativa, e non come rissa, tale da giustificare un licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo

Illegittimo il licenziamento a seguito dell’alterco tra i dipendenti se qualificato come diverbio litigioso, il cui ccnl prevede una sanzione conservativa, e non come rissa, tale da giustificare un licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo soggettivo

Corte di Cassazione sentenza n. 29090 depositata l’11 novembre 2019 – In tema di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento

In tema di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell'adempimento

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