Archivi mensili: Dicembre 2020

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 34296 depositata il 2 dicembre 2020 – Accesso abusivo al sistema informatico dello studio

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 34296 depositata il 2 dicembre 2020 Studi professionale associato - Socio - Accesso abusivo al sistema informatico dello studio - Condanna Ritenuto in fatto 1. La Corte d'appello di Venezia ha confermato la decisione di primo grado, che aveva condannato B. M. per il reato di cui all'art. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 25 novembre 2020, n. 26789 – In tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, ai fini dell’affermazione di responsabilità del contribuente, ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 472 del 1997, è sufficiente una condotta cosciente e volontaria, senza che occorra, da parte dell’Amministrazione finanziaria, la concreta dimostrazione del dolo o della colpa

In tema di sanzioni amministrative per violazione di norme tributarie, ai fini dell'affermazione di responsabilità del contribuente, ai sensi dell'art. 5 del d.lgs. n. 472 del 1997, è sufficiente una condotta cosciente e volontaria, senza che occorra, da parte dell'Amministrazione finanziaria, la concreta dimostrazione del dolo o della colpa

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 dicembre 2020, n. 27765 – Il vizio di motivazione, oltre ai casi di “mancanza della motivazione quale requisito essenziale del provvedimento giurisdizionale”, di “motivazione apparente”, di “manifesta ed irriducibile contraddittorietà” e di “motivazione perplessa od incomprensibile”, può essere dedotto solo per omesso esame di un “fatto storico”, che abbia formato oggetto di discussione e che appaia “decisivo” ai fini di una diversa soluzione della controversia

Il vizio di motivazione, oltre ai casi di "mancanza della motivazione quale requisito essenziale del provvedimento giurisdizionale", di "motivazione apparente", di "manifesta ed irriducibile contraddittorietà" e di "motivazione perplessa od incomprensibile", può essere dedotto solo per omesso esame di un "fatto storico", che abbia formato oggetto di discussione e che appaia "decisivo" ai fini di una diversa soluzione della controversia

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 dicembre 2020, n. 27488 – Fatture per operazioni inesistenti e Frode carosello

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 02 dicembre 2020, n. 27488 Tributi - Accertamento - Rettifica reddito d’impresa - Fatture per operazioni inesistenti - Frode carosello Rilevato che - Con sentenza n. 139/1/11 depositata in data 12 dicembre 2011 la Commissione tributaria regionale del Molise, rigettava l'appello dell'Agenzia delle Entrate proposto avverso la sentenza n. 8/3/07 [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 dicembre 2020, n. 27476 – Nella procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l’applicazione dei parametri o degli studi di settore ogni qual volta il contraddittorio sia stato regolarmente attivato e il contribuente abbia omesso di parteciparvi, oppure, anche partecipando, non abbia allegato alcunché per spiegare lo scostamento, l’Ufficio non è più tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa esercitata in ragione del semplice disallineamento del reddito dichiarato rispetto ai menzionati parametri

Nella procedura di accertamento tributario standardizzato mediante l'applicazione dei parametri o degli studi di settore ogni qual volta il contraddittorio sia stato regolarmente attivato e il contribuente abbia omesso di parteciparvi, oppure, anche partecipando, non abbia allegato alcunché per spiegare lo scostamento, l'Ufficio non è più tenuto ad offrire alcuna ulteriore dimostrazione della pretesa esercitata in ragione del semplice disallineamento del reddito dichiarato rispetto ai menzionati parametri

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 dicembre 2020, n. 27474 – Omessa dichiarazione – Prova di attività non dichiarata

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 02 dicembre 2020, n. 27474 Tributi - Accertamento - Omessa dichiarazione - Prova di attività non dichiarata - Controllo incrociato - Scrittura privata dei lavori appaltati Rilevato che - A seguito di controllo dell'azienda agricola D.M. s.a.s. di D.M.R. era emerso che l'impresa di costruzioni di M.V.L. aveva emesso fattura [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 01 dicembre 2020, n. 27384 – In tema di accertamento induttivo dei redditi d’impresa, consentito dall’art. 39, comma 1, lett. d) del d.P.R. n. 600 del 1973 sulla base del controllo delle scritture e delle registrazioni contabili, l’atto di rettifica, qualora l’ufficio abbia sufficientemente motivato, specificando gli indici di inattendibilità dei dati relativi ad alcune poste di bilancio e dimostrando la loro astratta idoneità a rappresentare una capacità contributiva non dichiarata, è assistito da presunzione di legittimità circa l’operato degli accertatori

In tema di accertamento induttivo dei redditi d'impresa, consentito dall'art. 39, comma 1, lett. d) del d.P.R. n. 600 del 1973 sulla base del controllo delle scritture e delle registrazioni contabili, l'atto di rettifica, qualora l'ufficio abbia sufficientemente motivato, specificando gli indici di inattendibilità dei dati relativi ad alcune poste di bilancio e dimostrando la loro astratta idoneità a rappresentare una capacità contributiva non dichiarata, è assistito da presunzione di legittimità circa l'operato degli accertatori

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 novembre 2020, n. 26480 – Nel processo tributario, in base all’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 14, comma 3, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 è ammissibile l’intervento adesivo dipendente dei terzi che, pur non essendo destinatari dell’atto impositivo impugnato, potrebbero essere chiamati ad adempiere l’obbligazione tributaria, in quanto la legge li riconosce solidalmente responsabili perché, pur non avendo realizzato un fatto indice di capacità contributiva, la loro posizione è collegata con il fatto imponibile o con il contribuente, sulla base di un rapporto a cui il fisco resta estraneo

Nel processo tributario, in base all'interpretazione costituzionalmente orientata dell'art. 14, comma 3, del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546 è ammissibile l'intervento adesivo dipendente dei terzi che, pur non essendo destinatari dell'atto impositivo impugnato, potrebbero essere chiamati ad adempiere l'obbligazione tributaria, in quanto la legge li riconosce solidalmente responsabili perché, pur non avendo realizzato un fatto indice di capacità contributiva, la loro posizione è collegata con il fatto imponibile o con il contribuente, sulla base di un rapporto a cui il fisco resta estraneo

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