Archivi annuali: 2022

Ristorni di cooperative – Applicazione della ritenuta 12,50% – Art. 1, commi 42 e 43, legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021) – Risposta n. 245 del 5 maggio 2022 dell’Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate - Risposta n. 245 del 5 maggio 2022 Ristorni di cooperative - Applicazione della ritenuta 12,50% - Art. 1, commi 42 e 43, legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021) Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, e' stato esposto il seguente QUESITO L'istante è una cooperativa sociale (di [...]

Sconto in fattura per il rilascio del visto di conformità – Articolo 121 del decreto legge n. 34 del 2020 (decreto Rilancio) – Risposta n. 243 del 4 maggio 2022 dell’Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate - Risposta n. 243 del 4 maggio 2022 Sconto in fattura per il rilascio del visto di conformità - Articolo 121 del decreto legge n. 34 del 2020 (decreto Rilancio) Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, e' stato esposto il seguente QUESITO  L'Istante - .... chiamato ad apporre il visto di [...]

Esonero dagli obblighi di certificazione dei corrispettivi – compensi percepiti esenti da IVA ex articolo 10, nn. 6) e 7) del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 – Risposta n. 242 del 3 maggio 2022 dell’Agenzia delle Entrate

Agenzia delle Entrate - Risposta n. 242 del 3 maggio 2022 Esonero dagli obblighi di certificazione dei corrispettivi - compensi percepiti esenti da IVA ex articolo 10, nn. 6) e 7) del d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, e' stato esposto il seguente QUESITO  [ALFA], di seguito istante, [...]

Corte di Cassazione sentenza n. 16689 depositata il 24 maggio 2022 – In materia di costi c. d. infragruppo, laddove la società capofila di un gruppo di imprese decida di fornire servizi o curare direttamente le attività di interesse comune alle società del gruppo, ripartendone i costi tra di esse, al fine di coordinare le scelte operative delle aziende formalmente autonome e ridurre i costi di gestione, l’onere della prova in ordine all’esistenza e all’inerenza dei costi sopportati grava sulla società che affermi di aver ricevuto il servizio, occorrendo, affinché il corrispettivo riconosciuto alla capogruppo sia deducibile e detraibile, che la controllata tragga dal servizio remunerato un’effettiva utilità e che quest’ultima sia obiettivamente determinabile ed adeguatamente documentata

In materia di costi c. d. infragruppo, laddove la società capofila di un gruppo di imprese decida di fornire servizi o curare direttamente le attività di interesse comune alle società del gruppo, ripartendone i costi tra di esse, al fine di coordinare le scelte operative delle aziende formalmente autonome e ridurre i costi di gestione, l'onere della prova in ordine all'esistenza e all'inerenza dei costi sopportati grava sulla società che affermi di aver ricevuto il servizio, occorrendo, affinché il corrispettivo riconosciuto alla capogruppo sia deducibile e detraibile, che la controllata tragga dal servizio remunerato un'effettiva utilità e che quest'ultima sia obiettivamente determinabile ed adeguatamente documentata

Corte di Cassazione sentenza n. 16694 depositata il 24 maggio 2022 – Obbligo del giudice di disporre l’integrazione del contraddittorio nell’ipotesi di litisconsorzio necessario processuale; invero, il concetto di causa” inscindibile” (di cui all’art. 331 c.p.c.) va riferito non solo alle ipotesi di litisconsorzio necessario sostanziale, ma anche alle ipotesi di litisconsorzio necessario processuale, che si verificano quando la presenza di più parti ne giudizio di primo grado debba necessariamente persistere in sede d impugnazione, al fine di evitare possibili giudicati contrastanti in ordine alla stessa materia e nei confronti di quei soggetti che siano stati parti del giudizio

Obbligo del giudice di disporre l'integrazione del contraddittorio nell'ipotesi di litisconsorzio necessario processuale; invero, il concetto di causa" inscindibile" (di cui all'art. 331 c.p.c.) va riferito non solo alle ipotesi di litisconsorzio necessario sostanziale, ma anche alle ipotesi di litisconsorzio necessario processuale, che si verificano quando la presenza di più parti ne giudizio di primo grado debba necessariamente persistere in sede d impugnazione, al fine di evitare possibili giudicati contrastanti in ordine alla stessa materia e nei confronti di quei soggetti che siano stati parti del giudizio

Corte di Cassazione sentenza n. 16684 depositata il 24 maggio 2022 – Il principio del giudicato  esterno  non trova  ostacolo, in materia tributaria,  nel  principio  dell’autonomia  dei  periodi d’imposta, in quanto l’indifferenza della fattispecie costitutiva dell’obbligazione relativa ad un  determinato  periodo  rispetto  ai fatti che si siano verificati al di fuori dello  stesso,  oltre  a  riguardare soltanto le imposte  sui redditi, si giustifica  solo in  relazione  ai  fatti non aventi caratteristica di durata e comunque variabili da periodo a periodo, e non anche rispetto agli elementi costitutivi della fattispecie che, estendendosi ad una pluralità di periodi d’imposta, assumono carattere tendenzialmente permanente sì da potersi, a tal fine, considerare gli stessi come unicum e non come differenti periodi frazionati

Il principio del giudicato  esterno  non trova  ostacolo, in materia tributaria,  nel  principio  dell'autonomia  dei  periodi d'imposta, in quanto l'indifferenza della fattispecie costitutiva dell'obbligazione relativa ad un  determinato  periodo  rispetto  ai fatti che si siano verificati al di fuori dello  stesso,  oltre  a  riguardare soltanto le imposte  sui redditi, si giustifica  solo in  relazione  ai  fatti non aventi caratteristica di durata e comunque variabili da periodo a periodo, e non anche rispetto agli elementi costitutivi della fattispecie che, estendendosi ad una pluralità di periodi d'imposta, assumono carattere tendenzialmente permanente sì da potersi, a tal fine, considerare gli stessi come unicum e non come differenti periodi frazionati

Corte di Cassazione sentenza n. 16683 depositata il 24 maggio 2022 – Non è tassabile il risarcimento del danno ottenuto dal lavoratore dipendente, anche in via transattiva, per la perdita di chance di accrescimento professionale (a causa dell’assenza di programmi ed obiettivi incentivanti), ed è irrilevante che, ai fini della determinazione del quantum debeatur, si faccia riferimento al c.c.n.l. di un certo comparto

Non è tassabile il risarcimento del danno ottenuto dal lavoratore dipendente, anche in via transattiva, per la perdita di chance di accrescimento professionale (a causa dell'assenza di programmi ed obiettivi incentivanti), ed è irrilevante che, ai fini della determinazione del quantum debeatur, si faccia riferimento al c.c.n.l. di un certo comparto

Corte di Cassazione sentenza n. 16682 depositata il 24 maggio 2022 – In tema  di contenzioso tributario,  l’art. 58 del d.lgs. n.  546 del 1992 fa salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti anche al di fuori degli stretti limiti consentiti dall’art. 345 c.p.c., ma  tale  attività processuale deve essere esercitata  – stante il richiamo operato dall’art. 61 del citato d.lgs. alle norme relative al giudizio di primo grado – entro il termine previsto  dall’art.  32, comma  1, dello stesso  decreto,  ossia fino a venti giorni liberi prima dell’udienza, con l’osservanza  delle formalità di cui all’art. 24, comma 1, dovendo  tale termine  ritenersi, anche in assenza di espressa previsione  legislativa,  di  natura perentoria

In tema  di contenzioso tributario,  l'art. 58 del d.lgs. n.  546 del 1992 fa salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti anche al di fuori degli stretti limiti consentiti dall'art. 345 c.p.c., ma  tale  attività processuale deve essere esercitata  - stante il richiamo operato dall'art. 61 del citato d.lgs. alle norme relative al giudizio di primo grado - entro il termine previsto  dall'art.  32, comma  1, dello stesso  decreto,  ossia fino a venti giorni liberi prima dell'udienza, con l'osservanza  delle formalità di cui all'art. 24, comma 1, dovendo  tale termine  ritenersi, anche in assenza di espressa previsione  legislativa,  di  natura perentoria

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