Pasquale Cerbone

Circa Pasquale Cerbone

Restituzione dell’IVA e della ritenuta d’acconto IRPEF in seguito all’intervento di sentenze di riforma che compensano le spese del processo. Art. 26, comma 2, dPR n. 633/1972 ; Art. 10, comma 1, lett. dbis), dPR n.917/86 – Risposta 22 settembre 2020, n. 387 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 22 settembre 2020, n. 387 Interpello Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212. Restituzione dell'IVA e della ritenuta d'acconto IRPEF in seguito all'intervento di sentenze di riforma che compensano le spese del processo. Art. 26, comma 2, dPR n. 633/1972 ; Art. 10, comma 1, [...]

Inapplicabilità del divieto di compensazione di cui all’articolo 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, in presenza di debiti a ruolo scaduti relativi all’IMU – Risposta 22 settembre 2020, n. 385 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 22 settembre 2020, n. 385 Interpello articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 -Inapplicabilità del divieto di compensazione di cui all'articolo 31 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, in presenza di debiti a ruolo scaduti relativi all'IMU Con l'istanza di interpello specificata in oggetto, [...]

AGENZIA DELLE ENTRATE – Risoluzione 22 settembre 2020, n.53 – Determinazione della soglia del 10 per cento di cui all’articolo 17-bis, comma 5, lettera a), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 – IVA – Split payment e reverse charge – Trasparenza fiscale e liquidazione Iva di gruppo

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risoluzione 22 settembre 2020, n.53 Determinazione della soglia del 10 per cento di cui all’articolo 17-bis, comma 5, lettera a), del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 - IVA - Split payment e reverse charge - Trasparenza fiscale e liquidazione Iva di gruppo Pervengono alla scrivente richieste di chiarimenti in [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 22 settembre 2020, n. 19776 – Anche a fronte dell’accertamento con adesione posto in essere dalla società, il socio, ove non voglia conformarsi ad esso, possa contestarlo, assumendo che il reddito della società era quello della stessa a suo tempo dichiarato. Inoltre non sussiste il litisconsorzio necessario con i soci, in relazione ai giudizi da essi instaurati avverso gli atti di accertamento loro notificati, in quanto assenti o non aderenti al procedimento amministrativo iniziato e definito dalla società di persone, posto che l’esigenza di unitarietà dell’accertamento viene meno con l’intervenuta definizione da parte della società in sede amministrativa

Anche a fronte dell'accertamento con adesione posto in essere dalla società, il socio, ove non voglia conformarsi ad esso, possa contestarlo, assumendo che il reddito della società era quello della stessa a suo tempo dichiarato. Inoltre non sussiste il litisconsorzio necessario con i soci, in relazione ai giudizi da essi instaurati avverso gli atti di accertamento loro notificati, in quanto assenti o non aderenti al procedimento amministrativo iniziato e definito dalla società di persone, posto che l'esigenza di unitarietà dell'accertamento viene meno con l'intervenuta definizione da parte della società in sede amministrativa

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 settembre 2020, n. 19645 – Gli atti tributari devono essere notificati al contribuente persona giuridica presso la sede della stessa, entro l’ambito del domicilio fiscale, secondo la disciplina dell’art. 145, primo comma, cod. proc. civ., qualora tale modalità risulti impossibile la notifica dovrà essere eseguita ai sensi degli art. 138, 139 e 141 cod. proc. civ., alla persona fisica che rappresenta l’ente

Gli atti tributari devono essere notificati al contribuente persona giuridica presso la sede della stessa, entro l'ambito del domicilio fiscale, secondo la disciplina dell'art. 145, primo comma, cod. proc. civ., qualora tale modalità risulti impossibile la notifica dovrà essere eseguita ai sensi degli art. 138, 139 e 141 cod. proc. civ., alla persona fisica che rappresenta l'ente

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 settembre 2020, n. 19786 – In tema d’IVA, il principio di equivalenza dei rapporti giuridici tra imprese consorziate e società consortile e tra queste e l’ente appaltante impone che le prestazioni apparentemente ricevute dalla società consortile e da questa fatturate in presenza dei presupposti siano ribaltate in capo alle consorziate ma non possano essere fatturate come prestazioni d’appalto ad inferiore aliquota dovendo tali prestazioni essere assoggettate allo stesso regime fiscale IVA, poiché la società consortile è un mero organismo di servizio neutrale nei confronti delle consorziate appaltatrici

In tema d'IVA, il principio di equivalenza dei rapporti giuridici tra imprese consorziate e società consortile e tra queste e l'ente appaltante impone che le prestazioni apparentemente ricevute dalla società consortile e da questa fatturate in presenza dei presupposti siano ribaltate in capo alle consorziate ma non possano essere fatturate come prestazioni d'appalto ad inferiore aliquota dovendo tali prestazioni essere assoggettate allo stesso regime fiscale IVA, poiché la società consortile è un mero organismo di servizio neutrale nei confronti delle consorziate appaltatrici

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 settembre 2020, n. 19651 – In presenza della dichiarazione del debitore di avvalersi della definizione agevolata con impegno a rinunciare al giudizio ai sensi dell’art. 6 del d.l n. 193 del 2016, conv. con modif. in l. n. 225 del 2016, cui sia seguita la comunicazione dell’esattore ai sensi del comma 3 di tale norma, il giudizio di cassazione deve essere dichiarato estinto

In presenza della dichiarazione del debitore di avvalersi della definizione agevolata con impegno a rinunciare al giudizio ai sensi dell'art. 6 del d.l n. 193 del 2016, conv. con modif. in l. n. 225 del 2016, cui sia seguita la comunicazione dell'esattore ai sensi del comma 3 di tale norma, il giudizio di cassazione deve essere dichiarato estinto

Esonero contributivo da COVID-19: entità, condizioni, limitazioni

L'INPS con la circolare n. 105 del 18 settembre 2020 è intervenuta a chiarire l'agevolazione contributiva di cui all'articolo 3 del Decreto Legge n. 104 del 2020 (c.d. decreto “Agosto”). La suddetta norma prevede a favore dei datori di lavoro che non non richiedono ulteriori trattamenti di integrazione salariale con causale emergenziale COVID-19 previsti dall'articolo [...]

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