Pasquale Cerbone

Circa Pasquale Cerbone

UE – Decisione 22 luglio 2020, n. 2020/1088 – Recante modifica della decisione di esecuzione (UE) 2018/485, che autorizza la Danimarca ad applicare una misura speciale di deroga all’articolo 75 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto

UE - Decisione 22 luglio 2020, n. 2020/1088 Recante modifica della decisione di esecuzione (UE) 2018/485, che autorizza la Danimarca ad applicare una misura speciale di deroga all’articolo 75 della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto Articolo 1 All’articolo 3 della decisione di esecuzione (UE) 2018/485, il secondo e il terzo [...]

MINISTERO FINANZE – Decreto ministeriale 05 giugno 2020 – Innalzamento delle percentuali di compensazione applicabili alle cessioni di animali vivi della specie bovina e suina

MINISTERO FINANZE - Decreto ministeriale 05 giugno 2020 Innalzamento delle percentuali di compensazione applicabili alle cessioni di animali vivi della specie bovina e suina Art. 1 Proroga di talune percentuali di compensazione 1. All'art. 1, comma 2, del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 luglio 2020, n. 15755 – L’istanza di accertamento con adesione è ammissibile anche se spedita in busta chiusa e senza avviso di ricevimento, purché l’invio avvenga entro il sessantesimo giorno dalla notifica dell’atto impositivo (a prescindere dalla data di ricezione eventualmente successiva) in quanto l’art. 12 del d.lgs. 19 giugno 1997, n. 218, prescrive unicamente la forma scritta

L’istanza di accertamento con adesione è ammissibile anche se spedita in busta chiusa e senza avviso di ricevimento, purché l'invio avvenga entro il sessantesimo giorno dalla notifica dell'atto impositivo (a prescindere dalla data di ricezione eventualmente successiva) in quanto l'art. 12 del d.lgs. 19 giugno 1997, n. 218, prescrive unicamente la forma scritta

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 luglio 2020, n. 15754 – In tema di determinazione del reddito d’impresa, sono contributi in conto capitale, e, quindi, sopravvenienze attive, quelli erogati per incrementare i mezzi patrimoniali del beneficiario, senza che la loro concessione si correli all’onere di uno specifico investimento in beni strumentali, mentre sono contributi in conto impianti, che confluiscono nel reddito sotto forma di quote di ammortamento deducibile, quelli destinati all’acquisto di beni (materiali e immateriali) strumentali

In tema di determinazione del reddito d'impresa, sono contributi in conto capitale, e, quindi, sopravvenienze attive, quelli erogati per incrementare i mezzi patrimoniali del beneficiario, senza che la loro concessione si correli all'onere di uno specifico investimento in beni strumentali, mentre sono contributi in conto impianti, che confluiscono nel reddito sotto forma di quote di ammortamento deducibile, quelli destinati all'acquisto di beni (materiali e immateriali) strumentali

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 luglio 2020, n. 15751 – In tema di dichiarazione dei redditi inviata per via telematica, ai sensi dell’art. 3, comma 2, del d.P.R. n. 32 del 1988 (nel testo applicabile “ratione temporis”), la regola per la quale la stessa si considera presentata nel giorno nel quale è trasmessa e consegnata in quello della comunicazione di ricevimento da parte dell’Amministrazione finanziaria trova applicazione anche ove si siano verificati “errori bloccanti” nella trasmissione telematica, in quanto i medesimi sono segnalati nel sistema telematico consultabile dal contribuente, il quale, pertanto, è in condizione di avvedersi dell’avvenuto “scarto” della propria dichiarazione e di porvi tempestivo rimedio

In tema di dichiarazione dei redditi inviata per via telematica, ai sensi dell'art. 3, comma 2, del d.P.R. n. 32 del 1988 (nel testo applicabile "ratione temporis"), la regola per la quale la stessa si considera presentata nel giorno nel quale è trasmessa e consegnata in quello della comunicazione di ricevimento da parte dell'Amministrazione finanziaria trova applicazione anche ove si siano verificati "errori bloccanti" nella trasmissione telematica, in quanto i medesimi sono segnalati nel sistema telematico consultabile dal contribuente, il quale, pertanto, è in condizione di avvedersi dell'avvenuto "scarto" della propria dichiarazione e di porvi tempestivo rimedio

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 luglio 2020, n. 15654 – La cartella di pagamento emessa all’esito di un procedimento di controllo cd. formale o automatizzato, a cui l’Amministrazione finanziaria ha potuto procedere attingendo i dati necessari direttamente dalla dichiarazione, può essere motivata con il mero richiamo a tale atto, atteso che il contribuente è già in grado di conoscere i presupposti della pretesa, anche qualora si richiedano somme maggiori di quelle risultanti dalla dichiarazione

La cartella di pagamento emessa all'esito di un procedimento di controllo cd. formale o automatizzato, a cui l'Amministrazione finanziaria ha potuto procedere attingendo i dati necessari direttamente dalla dichiarazione, può essere motivata con il mero richiamo a tale atto, atteso che il contribuente è già in grado di conoscere i presupposti della pretesa, anche qualora si richiedano somme maggiori di quelle risultanti dalla dichiarazione

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 luglio 2020, n. 15593 – In tema di atto amministrativo finale di imposizione tributaria l’obbligo di motivazione degli atti tributari può essere adempiuto anche “per relationem”, ovverosia mediante il riferimento ad elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti, che siano collegati all’atto notificato, quando lo stesso ne riproduca il contenuto essenziale e consenta al contribuente l’esercizio dei suoi diritti

In tema di atto amministrativo finale di imposizione tributaria l'obbligo di motivazione degli atti tributari può essere adempiuto anche "per relationem", ovverosia mediante il riferimento ad elementi di fatto risultanti da altri atti o documenti, che siano collegati all'atto notificato, quando lo stesso ne riproduca il contenuto essenziale e consenta al contribuente l'esercizio dei suoi diritti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 21 luglio 2020, n. 15508 – L’avviso di accertamento soddisfa l’obbligo di motivazione quando pone il contribuente nella condizione di conoscere esattamente la pretesa impositiva, individuata nel petitum e nella causa petendi, mediante una fedele e chiara ricostruzione degli elementi costitutivi dell’obbligazione tributaria, anche quanto agli elementi di fatto ed istruttori posti a fondamento dell’atto impositivo, in ragione della necessaria trasparenza dell’attività della Pubblica Amministrazione, in vista di un immediato controllo della stessa

L'avviso di accertamento soddisfa l'obbligo di motivazione quando pone il contribuente nella condizione di conoscere esattamente la pretesa impositiva, individuata nel petitum e nella causa petendi, mediante una fedele e chiara ricostruzione degli elementi costitutivi dell'obbligazione tributaria, anche quanto agli elementi di fatto ed istruttori posti a fondamento dell'atto impositivo, in ragione della necessaria trasparenza dell'attività della Pubblica Amministrazione, in vista di un immediato controllo della stessa

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