Pasquale Cerbone

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MINISTERO delle FINANZE – Decreto ministeriale del 16 aprile 2024 – Accertamento del periodo di mancato funzionamento della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Benevento nella giornata del 5 aprile 2024

MINISTERO delle FINANZE - Decreto ministeriale del 16 aprile 2024 Accertamento del periodo di mancato funzionamento della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Benevento nella giornata del 5 aprile 2024 Decreta E' accertato il mancato funzionamento della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Benevento nella giornata del 5 aprile 2024.

Determinazione del compenso del legale nelle ipotesi in cui di assiste più parti nella stessa causa

La Corte di Cassazione, sezione III, con l'ordinanza n.10367 del 17 aprile 2024, intervenendo in tema di risarcimento danno a seguito si sinistro stradale ed in particolare sulla quantificazione del compenso del legale, ha statuito i seguenti principi di diritto secondo cui: "l'avvocato che assiste più parti aventi la medesima posizione processuale (attore, convenuto o terzo interventore) [...]

Corte di Cassazione, sezione III, ordinanza n. 10367 depositata il 17 aprile 2024 – In base al principio c.d. “del compenso unico” l’onorario dovuto all’avvocato il quale ha difeso più parti “aventi la stessa posizione processuale” va liquidato una sola volta, come se avesse difeso una sola parte, e poi maggiorato di un tot percentuale per ciascuna parte assistita, fino ad un massimo di trenta

In base al principio c.d. "del compenso unico" l'onorario dovuto all'avvocato il quale ha difeso più parti "aventi la stessa posizione processuale" va liquidato una sola volta, come se avesse difeso una sola parte, e poi maggiorato di un tot percentuale per ciascuna parte assistita, fino ad un massimo di trenta

L’agevolazione del c.d. Ecobonus del d.l. n. 16/2013 non decade se viene omessa la comunicazione all’ENEA

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, sentenza n. 7657 depositata il 21 marzo 2024, intervenendo in tema di agevolazione per riqualificazione energetica degli immobili (Ecobonus, dl 63/2013, art. 16), ha statuito il principio secondo cui "... non possa desumersi una comminatoria di decadenza, per il mancato rispetto del termine di novanta giorni dalla fine dei lavori [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, sentenza n. 10539 depositata il 18 aprile 2024 – L’articolo 401 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, dev’essere interpretato nel senso che esso non osta ad un’imposta di registro proporzionale che colpisce i contratti di locazione di beni strumentali, quale quella prevista dalla normativa nazionale di cui al procedimento principale, anche quando detti contratti siano parimenti soggetti all’imposta sul valore aggiunto

L'articolo 401 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d'imposta sul valore aggiunto, dev'essere interpretato nel senso che esso non osta ad un'imposta di registro proporzionale che colpisce i contratti di locazione di beni strumentali, quale quella prevista dalla normativa nazionale di cui al procedimento principale, anche quando detti contratti siano parimenti soggetti all'imposta sul valore aggiunto

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 10415 depositata il 17 aprile 2024 – In caso di errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi in danno del contribuente, la dichiarazione integrativa per la loro correzione deve essere presentata, ex art. 2, comma 8-bis, del d.P.R. n. 322 del 1998, non oltre il termine di presentazione della dichiarazione riguardante il periodo di imposta successivo, portando in compensazione il credito eventualmente risultante oppure può chiederne il rimborso entro il termine di quattro anni dal versamento, nel caso d’inesistenza totale o parziale dell’obbligo di versamento. Le due soluzioni costituiscono due opzioni concorrenti e non alternative, che l’ordinamento tributario offre all’interessato, a seconda che egli si attivi nel campo applicativo dell’accertamento fiscale (la dichiarazione integrativa) o nel diverso ambito della riscossione dei tributi (l’istanza di rimborso)

In caso di errori od omissioni nella dichiarazione dei redditi in danno del contribuente, la dichiarazione integrativa per la loro correzione deve essere presentata, ex art. 2, comma 8-bis, del d.P.R. n. 322 del 1998, non oltre il termine di presentazione della dichiarazione riguardante il periodo di imposta successivo, portando in compensazione il credito eventualmente risultante oppure può chiederne il rimborso entro il termine di quattro anni dal versamento, nel caso d'inesistenza totale o parziale dell'obbligo di versamento. Le due soluzioni costituiscono due opzioni concorrenti e non alternative, che l'ordinamento tributario offre all'interessato, a seconda che egli si attivi nel campo applicativo dell'accertamento fiscale (la dichiarazione integrativa) o nel diverso ambito della riscossione dei tributi (l'istanza di rimborso)

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, sentenza n. 10513 depositata il 18 aprile 2024 – Con riguardo all’interpretazione del contenuto di una convenzione negoziale adottata dal giudice di merito, il sindacato di legittimità non può riguardare l’indagine ermeneutica, riservata esclusivamente al giudice di merito, che può essere censurata in sede di legittimità solo per difetto della motivazione o per violazione delle relative regole di interpretazione, inammissibile ogni critica della ricostruzione della volontà negoziale operata dal giudice di merito che si traduca nella sola prospettazione di una diversa valutazione ricostruttiva degli stessi elementi di fatto da quegli esaminati

Con riguardo all'interpretazione del contenuto di una convenzione negoziale adottata dal giudice di merito, il sindacato di legittimità non può riguardare l'indagine ermeneutica, riservata esclusivamente al giudice di merito, che può essere censurata in sede di legittimità solo per difetto della motivazione o per violazione delle relative regole di interpretazione, inammissibile ogni critica della ricostruzione della volontà negoziale operata dal giudice di merito che si traduca nella sola prospettazione di una diversa valutazione ricostruttiva degli stessi elementi di fatto da quegli esaminati

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