lavoro

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 2739 depositata il 30 gennaio 2024 – Il datore, prima di intimare il licenziamento, è tenuto a ricercare possibili situazioni alternative e, ove le stesse comportino l’assegnazione a mansioni inferiori, a prospettare al prestatore il demansionamento, in attuazione del principio di correttezza e buona fede, potendo recedere dal rapporto solo ove la soluzione alternativa non venga accettata dal lavoratore

Il datore, prima di intimare il licenziamento, è tenuto a ricercare possibili situazioni alternative e, ove le stesse comportino l’assegnazione a mansioni inferiori, a prospettare al prestatore il demansionamento, in attuazione del principio di correttezza e buona fede, potendo recedere dal rapporto solo ove la soluzione alternativa non venga accettata dal lavoratore

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 1975 depositata il 18 gennaio 2024 – La necessità che la conciliazione sindacale sia sottoscritta presso una sede sindacale non è un requisito formale, bensì funzionale ad assicurare al lavoratore la consapevolezza dell’atto dispositivo che sta per compiere e, quindi, ad assicurare che la conciliazione corrisponda ad una volontà non coartata, quindi genuina, del lavoratore; se la conciliazione è stata conclusa nella sede “protetta”, allora la prova della piena consapevolezza dell’atto dispositivo può ritenersi in re ipsa o desumersi in via presuntiva

La necessità che la conciliazione sindacale sia sottoscritta presso una sede sindacale non è un requisito formale, bensì funzionale ad assicurare al lavoratore la consapevolezza dell’atto dispositivo che sta per compiere e, quindi, ad assicurare che la conciliazione corrisponda ad una volontà non coartata, quindi genuina, del lavoratore; se la conciliazione è stata conclusa nella sede “protetta”, allora la prova della piena consapevolezza dell’atto dispositivo può ritenersi in re ipsa o desumersi in via presuntiva

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, ordinanza n. 1970 depositata il 18 gennaio 2024 – In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, qualora il progetto di ristrutturazione aziendale debba riferirsi a più unità produttive ma il datore di lavoro, nella fase di individuazione dei lavoratori da collocare in mobilità, tenga conto unilateralmente dell’esigenza aziendale collegata all’appartenenza territoriale ad una sola di esse, si determina violazione dei criteri di scelta per la quale l’art. 5, comma 1, della l. n. 223 del 1991, come sostituito dall’art. 1, comma 46, della l. n. 92 del 2012, prevede l’applicazione del comma 4 dell’art. 18 novellato della l. n. 300 del 1970

In tema di licenziamento collettivo per riduzione di personale, qualora il progetto di ristrutturazione aziendale debba riferirsi a più unità produttive ma il datore di lavoro, nella fase di individuazione dei lavoratori da collocare in mobilità, tenga conto unilateralmente dell'esigenza aziendale collegata all'appartenenza territoriale ad una sola di esse, si determina violazione dei criteri di scelta per la quale l'art. 5, comma 1, della l. n. 223 del 1991, come sostituito dall'art. 1, comma 46, della l. n. 92 del 2012, prevede l'applicazione del comma 4 dell'art. 18 novellato della l. n. 300 del 1970

Proroga fino al 30 giugno 2024 della misura di cui all’articolo 1, commi da 161 a 168, della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (c.d. Decontribuzione Sud) – Aumento dei massimali di aiuto concedibili ai sensi della sezione 2.1 del Temporary Crisis and Transition Framework (TCTF) – INPS – Messaggio n. 4695 del 28 dicembre 2023

INPS - Messaggio n. 4695 del 28 dicembre 2023 Proroga fino al 30 giugno 2024 della misura di cui all’articolo 1, commi da 161 a 168, della Legge 30 dicembre 2020, n. 178 (c.d. Decontribuzione Sud) - Aumento dei massimali di aiuto concedibili ai sensi della sezione 2.1 del Temporary Crisis and Transition Framework (TCTF) [...]

Illegittimo il licenziamento di un dipendente che lavorando da remoto non rispetti gli orari purché non faccia mancare il proprio apporto di risultato

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 2761 depositata il 30 gennaio 2024, intervenendo in tema di licenziamento disciplinare, ha statuito che è illegittimo il licenziamento disciplinare per giusta causa per violazione dell’orario di lavoro quando la prestazione lavorativa viene svolta da remoto, in particolare in quei casi in cui le mansioni affidate [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 2761 depositata il 30 gennaio 2024 – Per i dipendenti non soggetti al vincolo dell’ orario lavorativo l’addebito contestato é fondato solo laddove il dipendente avesse fatto mancare il proprio apporto di risultato ovvero laddove fosse stato possibile dimostrare che il suo tempo fosse stato dedicato ad altre attività, non compatibili con quelle lavorative, in misura tale da escludere la prestazione oraria

Per i dipendenti non soggetti al vincolo dell' orario lavorativo l’addebito contestato é fondato solo laddove il dipendente avesse fatto mancare il proprio apporto di risultato ovvero laddove fosse stato possibile dimostrare che il suo tempo fosse stato dedicato ad altre attività, non compatibili con quelle lavorative, in misura tale da escludere la prestazione oraria

Esonero per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato di soggetti beneficiari dell’Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro – Prime indicazioni operative – Articoli 10 e 12, comma 10, del Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85 – INPS – Circolare n. 111 del 29 dicembre 2023

INPS - Circolare n. 111 del 29 dicembre 2023 Articoli 10 e 12, comma 10, del Decreto-Legge 4 maggio 2023, n. 48, convertito, con modificazioni, dalla Legge 3 luglio 2023, n. 85 - Esonero per le assunzioni a tempo determinato e indeterminato e per le trasformazioni dei contratti a tempo determinato in contratti a tempo [...]

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