lavoro

CORTE di CASSAZIONE – Ordinanza n. 599 depositata l’ 8 gennaio 2024 – Nella differenza tra i presupposti per fruire dei benefici per le vittime del dovere e le situazioni fattuali rilevanti, per converso, quali mere cause di servizio deve sempre individuarsi un netto discrimine tra lo svolgimento ordinario del servizio e le particolari condizioni ambientali od operative legate a circostanze straordinarie che generano un rischio superiore a quello proprio dei compiti di istituto

Nella differenza tra i presupposti per fruire dei benefici per le vittime del dovere e le situazioni fattuali rilevanti, per converso, quali mere cause di servizio deve sempre individuarsi un netto discrimine tra lo svolgimento ordinario del servizio e le particolari condizioni ambientali od operative legate a circostanze straordinarie che generano un rischio superiore a quello proprio dei compiti di istituto

Licenziamento ritorsivo é nullo quando il motivo ritorsivo, come tale illecito, sia stato l’unico determinante dello stesso

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con l'ordinanza n. 741 depositata il 9 gennaio 2024, intervenendo in tema di licenziamento ritorsivo, ha ribadito che "... il licenziamento per ritorsione, diretta o indiretta, è considerato un “licenziamento nullo quando il motivo ritorsivo, come tale illecito, sia stato l'unico determinante dello stesso, ai sensi del combinato disposto dell'art. [...]

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 741 depositata il 9 gennaio 2024 – Il licenziamento per ritorsione costituisce la reazione a un comportamento legittimo del lavoratore, ove il potere di recesso sia esercitato a fronte di una condotta inadempiente di rilievo disciplinare, la concreta valutazione di gravità dell’addebito nel senso della sproporzione della sanzione espulsiva, se pure può avere rilievo presuntivo, non può tuttavia portare a giudicare automaticamente ritorsivo il licenziamento, occorrendo, perché il motivo illecito possa assurgere a fattore unico e determinate, che la ragione addotta e comprovata risulti meramente formale o apparente o sia, comunque, tale, per le concrete circostanze di fatto o per la modestissima rilevanza disciplinare, da degradare a semplice pretesto per l’intimazione del licenziamento, sì che questo risulti non solo sproporzionato ma volutamente punitivo

Il licenziamento per ritorsione costituisce la reazione a un comportamento legittimo del lavoratore, ove il potere di recesso sia esercitato a fronte di una condotta inadempiente di rilievo disciplinare, la concreta valutazione di gravità dell’addebito nel senso della sproporzione della sanzione espulsiva, se pure può avere rilievo presuntivo, non può tuttavia portare a giudicare automaticamente ritorsivo il licenziamento, occorrendo, perché il motivo illecito possa assurgere a fattore unico e determinate, che la ragione addotta e comprovata risulti meramente formale o apparente o sia, comunque, tale, per le concrete circostanze di fatto o per la modestissima rilevanza disciplinare, da degradare a semplice pretesto per l’intimazione del licenziamento, sì che questo risulti non solo sproporzionato ma volutamente punitivo

CORTE di CASSAZIONE – Ordinanza n. 244 depositata il 4 gennaio 2024 – L’art. 17, comma 4, del CCNL, Comparto sanità, dirigenza medico veterinaria 2002/2005 va inteso come previsione di natura programmatica e non come limite temporale invalicabile, fermo restando il diritto alla prevista indennità retributiva per i turni eccedentari, e salvo il risarcimento del danno nel caso di pregiudizio per il recupero delle energie psico-fisiche del lavoratore

L’art. 17, comma 4, del CCNL, Comparto sanità, dirigenza medico veterinaria 2002/2005 va inteso come previsione di natura programmatica e non come limite temporale invalicabile, fermo restando il diritto alla prevista indennità retributiva per i turni eccedentari, e salvo il risarcimento del danno nel caso di pregiudizio per il recupero delle energie psico-fisiche del lavoratore

INPS – Circolare n. 109 del 27 dicembre 2023 – Disposizioni inerenti ai lavoratori a tempo parziale ciclico di cui all’articolo 18 del Decreto-Legge n. 145/2023, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 191/2023 – Interpretazione autentica dell’articolo 2-bis del Decreto-Legge n. 50/2022, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 91/2022 (c.d. decreto Aiuti – Indennità una tantum per l’anno 2023 a favore dei lavoratori a tempo parziale ciclico

INPS - Circolare n. 109 del 27 dicembre 2023 Disposizioni inerenti ai lavoratori a tempo parziale ciclico di cui all’articolo 18 del Decreto-Legge n. 145/2023, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 191/2023 - Interpretazione autentica dell’articolo 2-bis del Decreto-Legge n. 50/2022, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 91/2022 (c.d. decreto Aiuti - Indennità una tantum [...]

CORTE di CASSAZIONE – Ordinanza n. 36146 depositata il 28 dicembre 2023 – In tema di somministrazione irregolare tutti gli atti compiuti o ricevuti dal somministratore nella costituzione o gestione del rapporto si intendono come compiuti o ricevuti dal soggetto che ha effettivamente utilizzato la prestazione, nel senso che tra gli atti di costituzione e di gestione del rapporto di lavoro non è compreso il licenziamento

In tema di somministrazione irregolare tutti gli atti compiuti o ricevuti dal somministratore nella costituzione o gestione del rapporto si intendono come compiuti o ricevuti dal soggetto che ha effettivamente utilizzato la prestazione, nel senso che tra gli atti di costituzione e di gestione del rapporto di lavoro non è compreso il licenziamento

CORTE di CASSAZIONE – Ordinanza n. 36237 depositata il 28 dicembre 2023 – Nell’ambito della CIGS, ha valore costitutivo il provvedimento amministrativo di autorizzazione del trattamento, sussistendo prima di esso una posizione di mero interesse legittimo e non di diritto soggettivo, in quanto il decreto ministeriale di proroga del trattamento segna il momento di nascita ed esigibilità del credito

Nell’ambito della CIGS, ha valore costitutivo il provvedimento amministrativo di autorizzazione del trattamento, sussistendo prima di esso una posizione di mero interesse legittimo e non di diritto soggettivo, in quanto il decreto ministeriale di proroga del trattamento segna il momento di nascita ed esigibilità del credito

INAIL – Nota n. 268 del 9 gennaio 2024 – Pagamento in quattro rate del premio di autoliquidazione 2023-2024 – Tasso di interesse annuo e coefficienti per il calcolo degli interessi da applicare alle rate

INAIL - Nota n. 268 del 9 gennaio 2024 Pagamento in quattro rate del premio di autoliquidazione 2023-2024 - Tasso di interesse annuo e coefficienti per il calcolo degli interessi da applicare alle rate Il Ministero dell'Economia e delle Finanze Dipartimento del Tesoro ha pubblicato il tasso medio di interesse dei titoli di Stato per [...]

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