lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 novembre 2018, n. 31082 – Clausole contrattuali collettive che prevedono il computo scatti di anzianità nel periodo di formazione e lavoro

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 30 novembre 2018, n. 31082 Clausole contrattuali collettive - Computo scatti di anzianità - Periodo di formazione e lavoro - Differenze retributive - Prescrizione Rilevato che 1. il Tribunale di Ancona, con distinte sentenze, aveva condannato la s.p.a. R.F.I. e la s.p.a. R.F.I. a pagare le differenze retributive richieste dagli [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 dicembre 2018, n. 31155 – Licenziamento disciplinare per aver proferito una minaccia rivolta al proprio superiore l di fuori di un contesto di una conversazione animata – La minaccia grave determina turbamento nel soggetto passivo e può essere pronunciata anche in modo generico

Licenziamento disciplinare per aver proferito una minaccia rivolta al proprio superiore l di fuori di un contesto di una conversazione animata - La minaccia grave determina turbamento nel soggetto passivo e può essere pronunciata anche in modo generico

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30905 – In tema di apposizione del termine al contratto di lavoro, il legislatore ha imposto, un onere di specificazione delle ragioni giustificatrici “di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo” del termine finale, che debbono essere sufficientemente particolareggiate così da rendere possibile la conoscenza della loro effettiva portata e il relativo controllo di effettività

In tema di apposizione del termine al contratto di lavoro, il legislatore ha imposto, un onere di specificazione delle ragioni giustificatrici "di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo" del termine finale, che debbono essere sufficientemente particolareggiate così da rendere possibile la conoscenza della loro effettiva portata e il relativo controllo di effettività

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 novembre 2018, n. 30676 – Illegittimità del licenziamento per circostanze di fatto non idonee a sostenere l’addebito di improprio utilizzo dei permessi concessi per ragioni di assistenza a familiare disabile e fruizione di congedo per malattia fittizia

Illegittimità del licenziamento per circostanze di fatto non idonee a sostenere l'addebito di improprio utilizzo dei permessi concessi per ragioni di assistenza a familiare disabile e fruizione di congedo per malattia fittizia

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 30 novembre 2018, n. 31081 – Nei contratti a tempo determinato la genericità della causale giustificativa comporta l’illegittimità del termine apposto

la specificità della ragione giustificatrice del termine sussiste quando gli elementi indicati nel contratto di lavoro consentono di identificare e di rendere verificabile la esigenza aziendale che legittima la previsione della clausola; accessoria, senza imporre al datore di lavoro l'onere di formalizzare la temporaneità dell'esigenza posta a giustificazione dell'assunzione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 30 novembre 2018, n. 31090 – Licenziamento per abbandono posto di lavoro e sottrazione beni – La differenza fra l’omessa pronuncia e l’omessa motivazione su un punto decisivo della controversia si coglie nel senso che, mentre nella prima l’omesso esame concerne direttamente una domanda od un’eccezione introdotta in causa – e, quindi, nel caso del motivo d’appello, uno dei fatti costitutivi della “domanda” di appello -, nella seconda ipotesi l’attività di esame del giudice, che si assume omessa, non concerne direttamente la domanda o l’eccezione, ma una circostanza di fatto che, ove valutata, avrebbe comportato una diversa decisione su uno dei fatti costitutivi della domanda o su un’eccezione e, quindi, su uno dei fatti principali della controversia

La differenza fra l'omessa pronuncia di cui all'art. 112 cod. proc. civ. e l'omessa motivazione su un punto decisivo della controversia di cui all'art. 360, co. 1, n. 5, cod. proc. civ., applicabile "ratione temporis", si coglie nel senso che, mentre nella prima l'omesso esame concerne direttamente una domanda od un'eccezione introdotta in causa - e, quindi, nel caso del motivo d'appello, uno dei fatti costitutivi della "domanda" di appello -, nella seconda ipotesi l'attività di esame del giudice, che si assume omessa, non concerne direttamente la domanda o l'eccezione, ma una circostanza di fatto che, ove valutata, avrebbe comportato una diversa decisione su uno dei fatti costitutivi della domanda o su un'eccezione e, quindi, su uno dei fatti principali della controversia

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30916 – Trasferimento dei dipendenti negli Enti locali e richiesta del riconoscimento dell’anzianità maturata – l confronto è con le condizioni immediatamente antecedenti al trasferimento dello stesso lavoratore trasferito si deve trattare di “peggioramento retributivo sostanziale” ed il confronto tra le condizioni deve essere “globale” e, quindi, non limitato allo specifico istituto

Trasferimento dei dipendenti negli Enti locali e richiesta del riconoscimento dell'anzianità maturata - l confronto è con le condizioni immediatamente antecedenti al trasferimento dello stesso lavoratore trasferito si deve trattare di "peggioramento retributivo sostanziale" ed il confronto tra le condizioni deve essere "globale" e, quindi, non limitato allo specifico istituto

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 novembre 2018, n. 30908 – In materia di appalti pubblici non è applicabile alle pubbliche amministrazioni la responsabilità solidale prevista dall’art. 29, comma 2 del D.lgs. 276/2003

In materia di appalti pubblici, ai sensi dell'art. 1, comma 2, del d.lgs. n. 276 del 2003, non è applicabile alle pubbliche amministrazioni la responsabilità solidale prevista dall'art. 29, comma 2, del richiamato decreto, dovendosi ritenere che l'art. 9 del d.l. n. 76 del 2013, conv. con modif. nella I. n. 99 del 2013, nella parte in cui prevede la inapplicabilità del suddetto articolo 29 ai contratti di appalto stipulati dalle pubbliche amministrazioni di cui all'art. 1 del d.lgs. n. 165 del 2001, non abbia carattere di norma d'interpretazione autentica, dotata di efficacia retroattiva, avendo solo esplicitato, senza innovare il quadro normativo previgente, un precetto già desumibile dal testo originario del richiamato art. 29 e dalle successive integrazioni.

Torna in cima