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CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza 08 novembre 2018, n. 194 – Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (contratti a tutele crescenti) per ritenuta inadeguatezza del ristoro con preclusione di discrezionalità valutativa da parte del giudice

Dichiarata l’illegittimità costituzionale dell’art. 3, comma 1, del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23 (contratti a tutele crescenti) per ritenuta inadeguatezza del ristoro con preclusione di discrezionalità valutativa da parte del giudice

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 06 novembre 2018, n. 28250 – Ai fini della qualificabilità come rapporto di pubblico impiego di un rapporto di lavoro prestato alle dipendenze di un ente pubblico non economico, rileva che il dipendente risulti effettivamente inserito nella organizzazione pubblicistica ed adibito ad un servizio rientrante nei fini istituzionali dell’ente pubblico

ai fini della qualificabilità come rapporto di pubblico impiego di un rapporto di lavoro prestato alle dipendenze di un ente pubblico non economico, rileva che il dipendente risulti effettivamente inserito nella organizzazione pubblicistica ed adibito ad un servizio rientrante nei fini istituzionali dell'ente pubblico, non rilevando in senso contrario l'assenza di un atto formale di nomina, né che si tratti di un rapporto a termine, e neppure che il rapporto sia affetto da nullità per violazione delle norme imperative sul divieto di nuove assunzioni

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 novembre 2018, n. 28465 – Presunzione di gratuità del rapporto di lavoro derivante dall’essere stata l’attività prestata in favore del legale rappresentante dell’appellata società di persone per tutto il periodo controverso aveva vissuto more uxorio partecipando del tenore di vita garantitole dal partner

Presunzione di gratuità del rapporto di lavoro derivante dall'essere stata l'attività prestata in favore del legale rappresentante dell'appellata società di persone per tutto il periodo controverso aveva vissuto more uxorio partecipando del tenore di vita garantitole dal partner

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 06 novembre 2018, n. 28232 – Nei licenziamenti disciplinari, qualora il licenziamento sia intimato per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, come definiti dalla legge la pubblicità del codice disciplinare non è necessaria al fine della validità del licenziamento disciplinare

la pubblicità del codice disciplinare, necessaria, in ogni caso, al fine della validità delle sanzioni disciplinari conservative, non è necessaria al fine della validità del licenziamento disciplinare, qualora il licenziamento sia intimato per giusta causa o giustificato motivo soggettivo, come definiti dalla legge, mentre è necessaria qualora lo stesso licenziamento sia intimato per specifiche ipotesi giustificatrici del recesso previste da normativa secondaria, collettiva o legittimamente posta dal datore di lavoro" e che la contestazione del licenziamento (concretandosi nell'esposizione delle ragioni di fatto, ossia nella prolungata assenza dal posto di lavoro senza alcuna giustificazione) fosse già esaustiva, venendo in tal modo meno l'obbligo di rendere noti i motivi, di cui all'art. 2 della l. n. 604 del 1966

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 31 ottobre 2018, n. 27948 – Per il ricorso giudiziale avverso il licenziamento può far seguire detta impugnazione, sempre entro il termine di 180 giorni, “dalla comunicazione alla controparte della richiesta di tentativo di conciliazione o arbitrato”

non opera il termine di sessanta giorni previsto testualmente dall'ultima parte del comma 2 dell'art. 6 l. n. 604/66 solo "qualora la conciliazione o l'arbitrato richiesti siano rifiutati o non sia raggiunto l'accordo necessario al relativo espletamento"; per la richiamata sentenza resta invece "efficace l'originario termine di 180 giorni dall'impugnativa stragiudiziale del licenziamento", precisandosi tuttavia che esso, ai sensi dell'art. 410, co. 2, c.p.c., è sospeso "per la durata del tentativo di conciliazione e per i venti giorni successivi".

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 novembre 2018, n. 28140 – I trattamenti economici (…) nonché altri istituti non collegati alla durata della prestazione sono applicati ai dipendenti a tempo parziale anche in misura non frazionata o non direttamente proporzionale al regime di orario adottato

I trattamenti economici (...) nonché altri istituti non collegati alla durata della prestazione sono applicati ai dipendenti a tempo parziale anche in misura non frazionata o non direttamente proporzionale al regime di orario adottato

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